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Israele, pioggia di razzi nella notte e tensione che non cala

Simone Cerciello 11/05/2021
Updated 2021/05/11 at 2:53 PM
3 Minuti per la lettura

Le tensione tra Israele e Hamas continua ad essere molto alta e le sirene continuano a risuonare, in particolare ad Ashkelon, una delle città più colpite dagli scontri. Secondo quanto riportato da fonti palestinesi, al momento, si registrano 20 morti e centinaia di feriti (ma il bilancio è destinato a salire).

Le operazioni militari iniziate ieri sono state ribattezzate “Operazione Guardiano delle Mura“, per quanto riguarda l’esercito israeliano; mentre le milizie palestinesi, tramite i propri media, l’hanno ribattezzata “Operazione Spada di Gerusalemme”. In un video diffuso sul web l’ala militare di Hamas ha affermato: «Gerusalemme ha chiamato, Gaza ha risposto».

Si registrano incidenti anche nella città mista di Lod, a est di Tel Aviv, dove la scorsa notte, secondo il quotidiano Makor Rishon, alcuni dimostranti arabi avrebbero attaccato dei residenti ebrei in due rioni della città. Due i dimostranti feriti da colpi di arma da fuoco ed uno di essi è deceduto poco dopo in ospedale.

Il portavoce dell’esercito israeliano, Itay Silberman, ha riferito che finora sono stati colpiti 140 obbiettivi militari di Hamas e che l’operazione continuerà ancora per giorni. Ha aggiunto poi :«Una parte delle vittime locali sono state colpite, con certezza, da razzi difettosi palestinesi».

Ieri Hamas aveva richiesto ad Israele di far uscire i suoi soldati e i suoi coloni dalla Moschea Al Aqsa e dal rione di Sheikh Jarrah, entro e non oltre le ore 18:00, e che fossero rilasciate le persone attualmente in stato di arresto. Il portavoce dell’ala militare di Hamas, Abu Odeiba, ha concluso le sue richieste con un: «Siete stati avvertiti».

La posizione dell’Unione Europea

«C’è una seria preoccupazione per quanto sta accadendo e si invita ad evitare di alimentare le tensioni». Questo è quanto dichiarato dall’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, al termine del Consiglio Esteri Ue.

Il presidente turco Herdogan ha annunciato che la Turchia farà tutto il possibile per mobilitare il mondo intero, soprattutto quello islamico, affinché si possa fermare il terrorismo e l’occupazione di Israele.

Secondo però il primo ministro israeliano Netanyahu: «Hamas ha varcato una linea rossa. E per tal motivo sarà tenuta a pagare a caro prezzo».

Timori anche da parte dell’Onu, che si è così espressa tramite il suo segretario generale, Antonio Guterres: «Preoccupano le continue violenze nella Gerusalemme Est occupata, nonché per i possibili sgomberi di famiglie palestinesi dalle loro case nei quartieri di Sheikh Jarrah e Silwan».

di Simone Cerciello

 

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