“Capodimonte è l’unico museo italiano che abbia la capacità di raccontare la storia dell’arte dalla fine del XII secolo fino ad oggi. Questa storia è interamente raccontata nel palazzo reale, come avviene anche al Louvre e all’Hermitage di San Pietroburgo”.

Così Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, racconta lo splendido complesso borbonico durante l’intervista per l’iniziativa “Museo Talks” ideata da Isaia, proprio in occasione del lancio della nuova Collezione Uomo Primavera-Estate della grande sartoria partenopea, intitolata, non a caso, “Capodimonte Collection”.
Sono state proprio le bellezze e le splendide decorazioni del Palazzo Reale di Capodimonte, abbellito dalla maestosità del Real Bosco, ad ispirare la nuova collezione di Isaia, ammaliato dalle particolari decorazioni in stucco, dai soffitti magistralmente affrescati ad arte e dai ricchissimi arredi della Reggia, il tutto accompagnato da colori tenui, legati ad un gusto tardo-barocco destinato a sfociare in un più lineare neoclassicismo.
La peculiarità della Reggia di Capodimonte sta, tuttavia, nella capacità di conciliare piani temporali distanti secoli, non soltanto nelle collezioni, ma nelle stesse decorazioni, non di rado caratterizzate da pavimentazioni a mosaico legate al gusto romano o da imponenti figure in bronzo. È in realtà una caratteristica legata al progetto che i suoi ideatori le avevano destinato: accogliere buona parte delle statue della Collezione Farnese, ereditata da Carlo di Borbone e attualmente ospitata presso Capodimonte, il Museo Archeologico Nazionale, Palazzo Reale di Napoli e la Reggia di Caserta.

Un’attenzione particolare meritano certamente i colori, perfetti per dare vivacità ed eleganza alla collezione attesa per la bella stagione.

Tenui, pieni, pastello o più vivaci, con tantissime sfumature differenti capaci di richiamare ogni volta qualche meravigliosa iconografia realizzata per abbellire le mura delle sale del complesso borbonico.
La sovrapposizione di un settore estremamente all’avanguardia come la sartoria napoletana che, al contempo, affonda le sue radici in un passato secolare, è perfettamente in linea con i progetti che Bellenger ha in mente per il Museo e Real Bosco: un vero e proprio campus culturale, capace di realizzare progetti necessari e contemporanei al tempo stesso.
È innanzitutto fondamentale – secondo il direttore – sviluppare una gestione del museo che sensibilizzi sempre più alle tematiche ambientali, estremamente attuali al momento, realizzando al contempo obiettivi culturali e tradizionali, ma anche sociali e digitali.
È evidente, infatti, l’importanza della digitalizzazione per il nostro patrimonio culturale, che avrebbe così la possibilità non solo di essere preservato il più a lungo possibile, soprattutto nella memoria collettiva, ma soprattutto conosciuto da una fetta molto più ampia di studiosi e appassionati.
Ancora una volta, insomma, Isaia rafforza il suo legame con l’essenza di Napoli, da sempre presente nelle sue creazioni, indossandone storia, arte e cultura e portandola a spasso fra grattacieli e moschee delle metropoli internazionali.

di Teresa Coscia

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°206
GIUGNO 2020

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