Si chiama Born in Italy la mostra fotografica di Carmen Sigillo, fotografa napoletana che ha deciso di seguire le avventure della Tam Tam Basket per immortalare la quotidianità del coach Antonelli e dei suoi ragazzi. Facciamo un passo indietro e cominciamo dall’inizio:
Tam Tam Basketball è una squadra di basket che nasce a Castel Volturno dove purtroppo, come tutti sanno, si è spesso vittime di forte disagio sociale ed ambientale. È una realtà composta da ragazzi nati e cresciuti su suolo italiano, ma figli di immigrati; questo è per assurdo il loro ostacolo: italiani, eppure stranieri. Lo ius soli era bloccato in parlamento e per questa squadra non c’era alcuna possibilità di iscriversi ai campionati a causa di una norma secondo la quale, in una squadra, non potevano esserci più di due giocatori stranieri. Attraverso una fortissima mobilitazione mediatica la vicenda arriva in parlamento e, sotto il governo Gentiloni, l’impegno concreto dell’ex ministro Luca Lotti ha fatto la differenza: con il cosiddetto “emendamento Tam Tam” viene approvato il tesseramento annuale anche a giovani extracomunitari non in regola con i permessi di soggiorno, a condizione che abbiano seguito un ciclo scolastico di almeno quattro mesi. Ecco cosa contraddistingue la Tam Tam dalle altre squadre, ed è attraverso la sua mostra che Carmen ha voluto celebrare e raccontare la realtà di questa squadra. L’inaugurazione si è svolta presso il centro di addestramento marittimo IMAT di Pinetamare, con la presenza non solo della fotografa ma anche del sindaco Dimitri Russo e dell’ex ministro Lotti.
“Born In Italy è un progetto importante, soprattutto per Castel Volturno dove si parla troppo spesso di immigrazione ed integrazione. Con questa mostra raccontiamo cosa è effettivamente l’integrazione e di come può avvenire attraverso veicoli fondamentali, come appunto lo sport. Sarebbe stata un’ingiustizia non permettere a dei ragazzi che fondamentalmente sono italiani di fare sport.” ha dichiarato il sindaco di Castel Volturno durante la conferenza stampa, affiancato dall’onorevole Lotti che ha ripreso il suo discorso dicendo “Deve esistere un diritto allo sport, per tutti. Deve valere per qualunque colore della pelle, religione, fazione politica, lo sport deve essere questo perché è il luogo migliore dove confrontarsi, imparare le regole ed a stare insieme, saper rispettare gli avversari, i compagni e gli allenatori. Per noi, la norma Tam Tam rende soprattutto possibile l’essere cittadini migliori prima ancora di essere bravi sportivi. Carmen ha cercato di dare attraverso le sue fotografie anche una rappresentazione di questo emendamento, perché sono un pezzo del percorso verso lo sport come integrazione ed inclusione sociale.”
Tra i vari ospiti dell’inaugurazione anche il testimonial del progetto, l’ex giocatore Nba Linton Johnson ed il deputato Michele Anzaldi, firmatario dell’interrogazione parlamentare che ha avviato l’iter per l’introduzione della norma. Inoltre si è presentato durante la conferenza il manifesto “#IoSonoBornInItaly” che chiede pari dignità ed opportunità per tutti i bambini e ragazzi nati in Italia, che qui si stanno formando e che devono essere considerati comunque italiani.Born In Italy si rivela quindi non solo un progetto artistico ben riuscito, ma soprattutto un grande trionfo a livello sociale in un paese come Castel Volturno che conta il numero di immigrati più alto a livello nazionale ed europeo. Sebbene siano tempi duri in termini di immigrazione ed integrazione, possiamo dire grazie a questo progetto che la civiltà ha vinto.

di Daniela Russo,

foto di Alessandro Gaglione

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