“Io non sto zitta”, Officina Volturno e Informare: il convegno sulla violenza di genere

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L’intera redazione di Magazine Informare è stata fortemente impegnata ad organizzare un convegno su uno dei temi centrali della discussione politica e sociale del nostro paese: la violenza di genere. È stato scelto un titolo provocatorio: “Io non sto zitta”.

L’evento è stato ospitato dal prof. Roberto Nicolucci presso il Salotto Culturale “Le Zifere”, e ha visto gli interventi di numerosi relatori quali la senatrice Valeria Valente, la psicoterapeuta Emma Giannelli, l’avvocata Edna Borrata e Marina Furnó, del Centro Antiviolenza Veri e la dott.ssa Leda Tonziello. Gli interventi sono stati moderati dalla vicedirettrice di Magazine Informare, Luisa Del Prete.

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valente senatriceA dare il benvenuto è il prof. Nicolucci che attraverso una parentesi storico-artistica ci introduce al tema della violenza di genere. Protagonista è Artemisia Gentileschi, artista del ‘600 che rappresenta la forza femminile dinnanzi alla violenza sessuale, la quale diventa un vero proprio strumento d’offesa sistematica nei riguardi delle donne. Gentileschi denuncia la violenza, in un’ottica di ribellione che pare avvicinarsi a Franca Viola e alle donne che ogni giorno alzano la voce contro i soprusi e “non stanno zitte”. Si sono poi susseguiti interventi della Dott.ssa Tonziello, che definisce la violenza di genere come una piaga estesa a tutte le classi sociali.

Inoltre, viene ancora una volta ribadita l’importanza della parola, rappresentata come l’atto più sovversivo che una donna possa compiere. Nel dibattito pubblico assistiamo ad una gogna mediatica, una vera e propria morte civile delle donne che esprimono apertamente le proprie opinioni. L’arte della retorica e della politica sembra dunque ancora una volta relegata ad un pubblico maschile, che si crogiola nell’ideologia creatasi delle donne-streghe, abili manipolatrici e interlocutrici.

È proprio a questo punto che si colloca l’intervento della psicoterapeuta Giannelli, che ci conduce all’interno di un vero e proprio percorso di decostruzione dell’identità della donna, perpetrato da parte di uomini che ne riconoscono l’insicurezza. Ma l’insicurezza femminile, più che un tratto caratteriale, sembra quasi essere un elemento di profonda matrice storica. Si riflette molto sul concetto di colpevolizzazione e del ruolo dei media nella narrazione e costruzione delle immagini femminili.

Una rivendicazione appare anche come il coraggio di identificarsi come vittime, giustificando gli atteggiamenti di violenza. Il femminicidio risulta infatti essere l’esito finale di un percorso fatto di valorizzazione e deprivazione economica e assistita.
L’avvocata Borrata ha poi espresso una riflessione sul gap di natura culturale che si crea in merito all’identificazione delle violenze, soffermandosi sull’importanza del potenziamento dell’iter delle pari opportunità.

violenza genere convegnoSu questa scia si colloca l’intervento della Senatrice Valente, presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul femminicidio, che pone l’accento su quello che è il ruolo dell’impegno civile all’interno dell’abbattimento del senso comune diffuso in merito alla violenza.

Ci viene dunque delineata una prospettiva sul piano parlamentare e legislativo in merito al quadro normativo in Italia per la violenza di genere, lanciando un appello di sollecito ai giudici tardivi in merito all’applicazione delle misure cautelari, fondamentali per tutelare una donna vittima di molestie e coercizioni.

«Certamente è utile lavorare per perfezionare e rafforzare la normativa – afferma la Senatrice – ma tutto ciò sarà inutile se non si parte dalla mentalità degli uomini e delle donne». Le istituzioni formative sono ancora una volta la famiglia, la scuola e i mass media, collocate all’interno di un quadro sociale che fa ancora molta fatica a riconoscere le identità femminili, o le mette addirittura in discussione al minimo accenno di crisi.
La vera ribellione consta nel sentirci nostre, e non riflesso di un “altro” maschile.

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°230 – GIUGNO 2022

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