Invalsi in Campania: studenti insufficienti in Italiano, Matematica e Inglese

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Giudizio impietoso dell’Invalsi per gli studenti della Campania

Le difficoltà maggiori in Italiano Matematica e Inglese

 

L’Invalsi, che ogni anno indaga l’apprendimento e la valutazione degli studenti della scuola italiana, restituisce un quadro drammatico della situazione nel sud Italia. Tra le regioni la maglia nera spetta alla Campania che si attesta la regione con la maggiore dispersione scolastica della penisola. La presentazione dei risultati della rilevazione è avvenuta qualche giorno fa all’Università “La Sapienza” di Roma alla presenza del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. In Campania vi sono forti evidenza di disuguaglianza educativa con il Nord. L’ultima rilevazione Invalsi è del 2019 perché nel 2020 le prove non si sono tenute a causa della pandemia. In Italiano e in Matematica, a fronte di un Paese nel quale l’apprendimento di queste due discipline rimane stabile, in Campania il 60% circa degli studenti ha difficoltà con la matematica. Al termine della scuola superiore, dopo circa 13 anni di studio, la metà degli studenti non raggiunge la sufficienza in italiano e matematica. Per non parlare dell’Inglese nel quale gli alunni della Campania fanno ancora peggio: solo 40 studenti su 100 raggiungono, in lettura, il livello internazionale B2, quello in cui si è capaci di comprendere testi su argomenti sia concreti che astratti. Ma solo 20 studenti su 100 sono all’altezza di seguire una conversazione in fase di ascolto. I risultati peggiori sono quelli della scuola superiore perché la rilevazione evidenzia una sostanziale uguaglianza di livelli tra gli studenti della scuola elementare e media.

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La dispersione scolastica

La Campania è la regione d’Italia con la maggiore dispersione scolastica. Il 20% circa dei giovani non arriva al diploma. Ma come il comparto Sanità, anche quello delicato dell’Istruzione, è vittima della “spesa storica” sulla quale tanto ha parlato il governatore della Campania Vincenzo De Luca nelle sue dirette settimanali di aggiornamento della situazione pandemica. Il divario di spesa tra le regioni italiane, nel caso della Sanità, viene giustificato dalla maggiore età dei cittadini del Nord Italia. Nel caso della scuola, invece, si usa il pretesto della minore popolazione studentesca che sceglie l’Istruzione e la Formazione Professionale, senza tener conto del tasso di dispersione.
Il ministro dell’Istruzione Patrizion Bianchi alla presentazione del rapporto Invalsi

Il ministro Bianchi risponde

Il ministro Bianchi risponde alle accuse di discriminazione territoriale: «Sui divari territoriali ci sono state polemiche ingiuste. Gli interventi non sono stati dati a pioggia. La prima tranche era riferita alla fragilità educativa e siamo intervenuti per dotare le nostre scuole sul territorio di risorse per affrontare questo tema. Ci sono situazioni ultra critiche che sono in quartieri difficili per dati esterni alla scuola? Su questo faremo interventi specifici — ha aggiunto Bianchi —. La seconda trance sarà sui Neet e coinvolgeremo anche le università. E poi una terza fase su progetti specifici per aree particolari. Anche in questo caso partiremo dai dati Invalsi, che intervengono sull’intera popolazione».

 

 

 

 

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