GEA Ponticelli bosco

INTERVISTA. Roberto Braibanti, presidente GEA Ets: “A Ponticelli c’è l’amianto, le piante purificano l’ambiente gratis”

Elisabetta Rota 19/06/2024
Updated 2024/06/19 at 5:14 PM
5 Minuti per la lettura

In via Odissea a Ponticelli, tra il Lotto O e il confine con San Giorgio a Cremano, c’è un ettaro di terra che ha tutte le possibilità di diventare un bosco capace di rianimare il quartiere della zona Est di Napoli e di allietare la vista e la qualità di vita dei cittadini. A prendersene cura è Roberto Braibanti, manager ambientale e presidente dell’associazione GEA, che ha ricevuto in gestione l’appezzamento di terra con l’ultima amministrazione De Magistris.

Tuttavia, Braibanti afferma di aver bisogno dell’aiuto dei cittadini e delle istituzioni per portare avanti il progetto. «Dispiace molto che le istituzioni non capiscano come questi investimenti minuscoli possono dire tantissimo per il territorio e per la gente che abita questo quartiere». Dunque, approfondire il lavoro e gli obiettivi che ci sono dietro il boschetto di Via Odissea può essere un primo passo per smuovere la sensibilizzazione pubblica ed attivare un maggiore interesse verso quella che è una vera e propria opportunità di rinascita.

L’intervento di GEA a Ponticelli

GEA nasce nel 2019 come associazione ambientale che si occupa di formazione e rigenerazione urbana. Il suo approdo a Ponticelli avviene nel 2020 quando il presidente Braibanti riceve in gestione il terreno di via Odissea. «L’ettaro di terra era diviso in due, una parte venne utilizzata come cantiere edile per la costruzione di alcune palazzine mentre l’altra metà è diventata una discarica a cielo aperto. Un vero peccato se si pensa che al suo interno sono presenti alberi di una certa importanza: ad esempio c’è un Cedro del Libano di circa centoventi anni. Altrove verrebbe protetto ed evidenziato, qui è trascurato».

La rigenerazione è partita dalla prima parte, essendo quest’ultima la più adatta e “pulita”. «Abbiamo dovuto arricchire il terreno di base organica, c’era bisogno di terra e humus, non avendo i soldi necessari l’abbiamo creata noi sfalciando. Per iniziare abbiamo piantato le prime cinquanta piante che ci furono regalate da GESCO, dopodiché siamo passati alle essenze; adesso possediamo circa centoventi specie di piante e cinquecento essenze. Automaticamente anche la fauna è proliferata, oltre al comune rospo Bufo, siamo riusciti ad ottenere la riproduzione di alcune specie a rischio come il rospo Smeraldino. C’è anche un attivo via vai di uccelli, da quelli più visti come i passeracei ai volatili notturni come il Barbagianni, il gufo e le civette».

Braibanti e i volontari dell’associazione, però, puntano anche all’innovazione e alla sperimentazione. Infatti, fanno parte del bosco anche un’area umida che funziona con fitodepurazione, un’area dedicata al salvataggio delle tartarughe palustre “abbandonate”, un orto e sei arnie a scopo educativo.

L’obiettivo della riqualificazione

La determinazione e la voglia di fare di Roberto è data soprattutto dalla consapevolezza sui benefici che un’area verde del genere può apportare al territorio e alla comunità. «La presenza di aree verdi migliora l’equilibrio psicologico delle persone, soprattutto in una società ansiosa e depressa come quella d’oggi. Ma cosa ancora più importante è che migliora la qualità della vita da un punto di vista salutare. Gli alberi producono ossigeno e assorbono CO2 e polveri sottili attraverso la fotosintesi. In particolare, qui a Ponticelli abbiamo ancora costruzioni in amianto; le foglie della nostra Paulownia hanno la capacità di assorbire le polveri che viaggiano nell’aria. Infine, piante ed alberi migliorano la qualità dell’acqua nel sottosuolo, quando piove non solo non la fanno ruscellare ma la assorbono e la fanno arrivare alla falda già depurata, e tutto ciò lo fanno gratis».

Come contribuire?

Tenere in piedi un progetto del genere costa molto: «L’associazione non è economicamente abbastanza forte per prendersene cura da sola. Per rigenerare tutto il terreno assegnatoci ci vorrebbero almeno 30.000€. Per ora ci sorreggiamo sulla progettualità e sul 5×1000 ma è importante anche il contributo dei cittadini e soprattutto delle istituzioni». Chi vuole, infatti, può supportare l’associazione GEA attraverso una donazione alle coordinate IBAN di Gea Ets Aps IT87B0307502200CC8500934413.

La rigenerazione urbana e del verde non migliorano solo l’aspetto estetico di un territorio, ma incrementano ed intensificano l’approccio che i cittadini hanno con quest’ultimo. Soprattutto in un luogo come Ponticelli, è essenziale invogliare gli abitanti del posto ad una maggiore comprensione del quartiere nel quale si abita. Perché è solo comprendendo che si possono veramente apprezzare le capacità e le opportunità di un posto come la zona Est di Napoli.

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