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INTERVISTA. Luigi de Magistris: la cattiva gestione di Manfredi e il futuro di Napoli

Stefano Errichelli 11/12/2023
Updated 2023/12/10 at 6:40 PM
6 Minuti per la lettura

Uno dei personaggi politici più attivi nel dibattito pubblico italiano è sicuramente Luigi de Magistris, volto noto della politica e della giustizia italiana. Ex Magistrato, nel 2011 si candida a Sindaco di Napoli, risultando eletto e confermato anche alle successive elezioni, rimanendo in carica per dieci anni. Alle ultime elezioni nazionali, nel settembre 2022, Luigi De Magistris insieme ad altri esponenti politici, fondano “Unione Popolare”, coalizione che raggruppa tante forze politiche di sinistra. Ospite nella nostra redazione Luigi De Magistris è intervenuto con un’analisi critica della gestione del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.  

TEMA GOVERNO 

Qual è la sua opinione sul nuovo Codice degli appalti fatto dal governo? 

«Mi sono espresso fin dall’inizio in maniera negativa: c’è tanta propaganda dietro queste riforme mascherate dietro l’esigenza di ridurre la burocrazia. Certamente il nostro paese vive in un contesto in cui sono tante le norme che spesso ostacolano o tendono ad arrugginire i processi di attuazione, soprattutto per gli appalti pubblici e per tanti amministratori. Eliminare le leggi per la trasparenza o aumentare il tetto massimo per gli affidamenti diretti è un indirizzo politico chiaro. Si stima che circa l’80% degli appalti passerà per la procedura degli affidamenti diretti. Questo rende più facile l’ingresso del sistema criminale all’interno degli appalti pubblici, mettendo in serio pericolo la realizzazione delle opere. Troppo spesso una certa politica si nasconde dietro le inefficienze dell’ordinamento, cercando di avere le mani libere, incorrendo però in seri danni per il Paese».  

È piombato nel dibattito pubblico il tema della riforma costituzionale e del premierato, che idea si è fatto sulla questione? 

«La mia idea è chiara e parte dalla considerazione che la nostra Costituzione debba essere modificata il meno possibile, considerando che in passato sono state attuate delle modifiche che hanno arrecato solo danni, basti pensare al Titolo V. La Costituzione italiana è la migliore del mondo e il 70% di essa non è stata attuata. Questa riforma non mi convince perché si rischia di andare sempre più verso un assetto verticistico del potere».  

LUIGI DE MAGISTRIS SULLA CITTÀ DI NAPOLI 

Come giudica l’amministrazione Manfredi e l’attuale stato in cui versa la città? 

«La mia amministrazione ha consegnato alla giunta Manfredi una città con i bilanci positivi, una città prima per turismo, con dei progetti solidi già in porto e la sfida del PNNR già in parte completata dalla mia giunta. Il mio giudizio è molto negativo, tutto ciò che oggi si vede non è altro che un frutto ottenuto dalla gestione amministrativa precedente. Questo governo aveva almeno sulla carta tutte le possibilità per migliorare la vita dei cittadini napoletani, partendo da fondi, a progetti ereditati ed un ambiente politico praticamente tutto dirottato in suo sostegno. C’è una confusione totale, una città con poca sicurezza, senza una visione concreta e soprattutto senza la presenza del primo cittadino tra il popolo. Questa amministrazione non è stata in grado di essere tra la gente, rappresenta in pieno l’unione dei poteri forti: il palazzo lontano dal popolo».  

Che idea si è fatto in merito all’iniziativa lanciata sulla piattaforma Change.org e sostenuta da Rebel Network sull’aborto? 

«Sono rimasto perplesso in merito alla questione, personalmente ho espresso il mio giudizio e sono convinto che sia grave la completa assenza da parte del sindaco Manfredi. Non avere il governo della città lascia soli i cittadini che hanno bisogno di un punto di riferimento. Le uniche due azioni rilevanti di questa amministrazione sono state: la messa in vendita e gestione dei privati del patrimonio culturale, e la modifica del piano regolatore. Su quest’ultimo punto sono inevitabili tante considerazioni, anche e soprattutto di tipo politico, prevedendo sicuramente delle pressioni forti per la modifica del piano». 

Conflitto Israelo-palestinese 

Come analizza il conflitto israelo-palestinese e lo sconto geopolitico che coinvolge l’occidente e gli Stati Uniti? 

«Lo Stato d’Israele sta commettendo dei crimini di guerra adoprando una sostituzione etnica, ma va specificato che nel dibattito pubblico si va verso una polarizzazione delle opinioni, troppo spesso banalizzando il discorso. Per chiunque difende la Palestina ed il suo popolo, spetta l’etichetta di antisemita, non è assolutamente così: schierarsi per il popolo palestinese significa sottolineare quanto sia importante la pace. Il governo delle destre dichiaratamente a supporto dello stato d’Israele non può definire antisemita chi nel dibattito politico assume delle posizioni nette a sostegno del popolo palestinese, ma soprattutto della pace. La storia di questi partiti ha nelle proprie radici l’antisemitismo, basti analizzare il discorso sulla razza pronunciato da Giorgio Almirante, capo politico del Movimento Sociale Italiano, partito dal quale proviene Fratelli d’Italia». 

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