Associazione Transessuali Napoli

INTERVISTA. Loredana Rossi, Associazione Transessuali Napoli: “Sono orgogliosamente femminella”

Giovanni Cosenza 14/02/2024
Updated 2024/02/13 at 10:42 PM
5 Minuti per la lettura

Il 2 di febbraio le Chiese cristiane festeggiano la “Candelora” cioè la presentazione di Gesù al tempio di Gerusalemme dopo la sua nascita e la purificazione di Maria a seguito del parto. In Campania è anche il giorno tanto atteso da centinaia di persone che si recano al santuario di Montevergine, in Irpinia, per la “Juta dei femminielli”. Si tratta di una tradizione che affonda le radici in una narrazione orale secondo la quale il 2 febbraio del 1256 la Madonna di Montevergine, avrebbe prodigiosamente liberato due amanti omosessuali legati ad un albero tra lastre di ghiaccio.

Una delle presenze assidue è Loredana Rossi, donna transessuale e presidente di ATN, Associazione Transessuali Napoli, da sempre impegnata nella lotta per i diritti delle persone LGBTQQIA+ con la quale la regista Giulia Ottaviano ha realizzato nel 2021 il reportage “Schutzengel der Transfrauen. Loredanas Aufstand gegen den Hass” (L’angelo custode delle donne trans. La ribellione di Loredana all’odio, ndr) trasmesso dal canale tedesco ARTE.

La candelora si avvicina e anche quest’anno, come è consuetudine, parteciperai alla “Juta dei femminielli”. Che significa per te partecipare a questo evento?

«È un momento di grande convivialità ed è bello stare insieme a tanti amici e amiche che condividono un aspetto della vita. Passiamo una bella giornata in allegria anche spinti dalla comune devozione alla Madonna. E come tutti gli anni l’ATN, – Associazione Transessuale Napoli, organizzerà un bus per portare avanti questa bella tradizione. Tra l’altro è un evento al quale partecipano non solo transessuali, ma tanti altri fedeli devoti alla Madonna: ci sono tante personalità della cultura e dello spettacolo e molti giornalisti che non mancano mai».

Questa “Juta” è la prima dopo il pronunciamento di papa Francesco circa la partecipazione più attiva dei transessuali e delle transessuali alla vita della Chiesa, senza nessuna forma di esclusione.

Sarà un’edizione diversa o non cambia nulla?

«Credo che non cambi nulla perché il Santuario di Montevergine ha sempre accolto i femminielli perché sono “persone di fede”, indipendentemente dai personali gusti sessuali».

Non credi sia discriminatorio continuare a parlare di “femminielli”?

«Per me non è assolutamente discriminatorio, almeno io non mi sento discriminata. Mi ritengo una “femminella”: sono orgogliosamente femminella. Noi transessuali ci siamo appropriati di questa parola, la sentiamo come nostra, ci identifica. Anzi la cultura del “femminiello” ha travalicato i confini di Napoli per essere studiata dai più importanti antropologi e storici del mondo».

Le persone transessuali sono finalmente accolte o sono ancora ai margini della nostra società?

«La discriminazione, purtroppo, è ancora molto presente. Le maggiori difficoltà sono sui luoghi di lavoro dove c’è molto pregiudizio. Ciò spinge il 70% circa delle persone transessuali a prostituirsi per sbarcare il lunario. Accanto a questo c’è tanta violenza, soprattutto in famiglia e purtroppo, benché siamo nel 2024, tante e tanti transessuali vengono cacciati di casa e sbattuti in strada. Per fortuna qui a Napoli noi di ATN abbiamo una casa di accoglienza dove chi è vittima di violenza può trovare un posto sicuro. L’ATN è un grande aiuto per tutti».

Voi di ATN svolgete un’opera encomiabile. Ma di preciso cosa fate?

«ATN è un’associazione che abbiamo fondato nel 2007 e si batte per difendere i diritti delle persone transessuali che si affidano a noi. Abbiamo uno sportello di ascolto attraverso il quale li aiutiamo nella transizione: quella psicologica, quella ormonale e quella anagrafica. E sosteniamo anche chi vuole cambiare il proprio sesso biologico. E siamo in stretto contatto con la Cooperativa sociale Dedalus, con la quale andiamo in strada per aiutare le persone transessuali che si prostituiscono».

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