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INTERVISTA. L’On. Micillo del MoVimento 5 Stelle: “Lo Stato ha il dovere di dare un cuscinetto sociale a tutti quelli che rischiano di perdere il lavoro”

Antonio Casaccio 09/08/2022
Updated 2022/08/09 at 5:14 PM
7 Minuti per la lettura

20 Luglio 2022. Mario Draghi sale al Colle per comunicare definitivamente le sue dimissioni e consegnarle al Capo dello Stato, il Presidente Sergio Mattarella. Si conclude così una legislatura estremamente discutibile per il profilo politico, ma dalla quale emergono forse politiche in cerca di un’identità perduta e vogliose di recuperare consenso perso nel gioco del potere. Il primo tra tutti è il MoVimento 5 Stelle, capitanato da un Giuseppe Conte che è già all’opera per la costruzione di una squadra.

Il primo passo il leader pentastellato l’aveva già fatto, con la conferma di parlamentari che hanno sposato la sua causa e restano riferimenti territoriali importanti per l’ex Presidente del Consiglio: uno di questi è l’On. Salvatore Micillo. Proveniente da Giugliano e già Sottosegretario all’ambiente, Micillo è stato uno dei motori per la filiera istituzionale vincente nata a sostegno dell’attuale sindaco Nicola Pirozzi; oggi il parlamentare pentastellato è in carica come Coordinatore per la Campania del M5S. Con lui abbiamo fatto il punto sui compiti derivanti dal suo nuovo incarico, in una conversazione antecedente alla caduta del governo Draghi.

Giuseppe Conte l’ha da poco incaricata referente per la Campania del M5S. Un compito più arduo a seguito delle dinamiche interne al MoVimento?

«C’è la volontà di costruire un movimento che riparta dalle sue radici, tengo a ringraziare Giuseppe Conte perché ha scelto me per la Campania. Sono stato tra i primi attivisti del MoVimento e dopo quindici anni di battaglie, vinte e perse, posso misurare l’entusiasmo che ancora oggi provano i tanti iscritti. Credevo che dopo l’uscita di Luigi Di Maio il MoVimento, particolarmente in Campania, si dimezzasse e invece abbiamo perso solo qualche parlamentare, tre consiglieri regionali e pochi consiglieri comunali (lato Pomigliano d’Arco). La mia soddisfazione è stata nel vedere la radice del MoVimento che resiste e va avanti a prescindere; siamo davanti al momento più difficile, ma anche più entusiasmante: ora la parola spetta davvero agli attivisti».

Come vi organizzerete territorialmente?

«Partiranno i gruppi territoriali e sull’apposita piattaforma ogni attivista potrà consultare la sintesi del proprio territorio. In passato abbiamo commesso l’errore di mettere insieme un gruppo di persone e proporci come lista civica nelle comunali, ciò ha portato in diversi casi a risultati scadenti. Da oggi apriamo a persone che sui territori hanno una storia e profonda conoscenza delle tematiche, che siano disposti a fare un percorso di circa cinque anni per ottenere alla fine una certificazione del MoVimento 5 Stelle. Il coordinatore regionale del MoVimento, carica che ho l’onore di ricoprire, non darà mai la certificazione a liste nate dall’oggi al domani, senza che abbiano le opportune competenze per cambiare davvero quel comune».

Alcuni partiti che hanno sostenuto il governo Draghi nel corso del tempo non si sono risparmiati nell’attaccare le principali misure attuate dal MoVimento. Cosa risponde a questi attacchi?

«In questo periodo alcuni cardini sono stati minati: penso al Superbonus così come al reddito di cittadinanza. Quest’ultimo lo giudico di fondamentale importanza perché dà il senso di una questione sociale ampia e forte, soprattutto a seguito della pandemia e della guerra in Ucraina in corso. Credo che lo Stato abbia il dovere di dare un cuscinetto sociale a tutte quelle persone che rischiano di perdere il lavoro, ha il dovere di formare tali cittadini e di immetterli nel mercato del lavoro. I dati che arrivano sul Rdc parlano di 3milioni di famiglie che, grazie a questa misura, riescono a mettere il piatto a tavola. Chiediamoci senza il Rdc come tanti italiani avrebbero affrontato la pandemia da covid-19. Superbonus, Rdc e Salario minimo sono battaglie che incidono fortemente sulla politica italiana, è solo il M5S che propone questi provvedimenti alla discussione parlamentare, gli altri pensavano alle nomine».

Lavoratori che si gettano nell’assistenzialismo e il rebus dei furbetti sono gli attacchi tuonati da una parte della stampa italiana. Quale costatazione fa se si analizza la misura dell’Rdc negli altri Paesi UE?

«I progressi del Rdc in Germania si sono avuti in dieci anni, non da un giorno all’altro data l’imponenza della misura. I delinquenti ci sono e io ringrazio la Guardia di Finanza e le forze dell’ordine preposte al contrasto, ma è una percentuale davvero minima. Addirittura si dice che a causa del Rdc i giovani non vanno a lavorare: è una narrazione falsa che non rende giustizia a questa misura così importante per milioni di cittadini».

Dall’opposizione al governo il M5S ha dimezzato i suoi consensi, secondi i sondaggisti. Come legge questo dato?

«Con il primo governo Conte attuammo il 50% del programma del MoVimento e perdemmo la metà dei consensi. Sono sondaggi, però resta il dubbio sul fatto che abbiamo mantenuto le promesse della campagna elettorale eppure non ha portato ad un aumento di consensi. Ricordo che il giorno dopo l’approvazione del Rdc, l’Italia si divise in chi riposava sul divano e chi lavorava per portare i soldi a quelli sul divano. Per me è stato il più grande provvedimento sociale degli ultimi 50 anni e chiedo ai cittadini: quand’è che realmente si è pensato agli ultimi? Girando i territori sento che qualcosa sta cedendo dal punto di vista sociale, credo che bisogna porre ancora più attenzione agli “ultimi” in questo periodo».

Come opererà il “nuovo M5S” a Castel Volturno in vista delle prossime comunali?

«Castel Volturno sarà rappresentata da un gruppo territoriale che si formerà il prima possibile».

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°232 – AGOSTO 2022

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