Alessandra Romano

INTERVISTA. L’appello di Alessandra per i sottotitoli al cinema: “È un diritto per i non udenti”

Grazia Sposito 22/01/2023
Updated 2023/01/22 at 6:02 PM
5 Minuti per la lettura

Alessandra Romano l’abbiamo intervistata l’estate scorsa in occasione della pubblicazione del suo libro. Qualche giorno fa, in una nostra conversazione su WhatsApp, mi ha parlato e mi ha reso partecipe del suo nuovo appello: vuole andare in piena libertà al cinema con le amiche.

Alessandra è una ragazza semplice, in gamba. Amante della letteratura e dell’arte, nell’ultimo anno di liceo si accorge di avere delle difficoltà nel seguire le lezioni. La cosa la spaventa, e così inizia tutta una serie di indagini mediche. Arriva la diagnosi, Alessandra ha la Neurofibromatosi, una malattia rara che le fa perdere prima l’udito ad un orecchio poi all’altro. Il suo mondo all’improvviso diventa silenzioso, ma nessuno ferma i suoi sogni e le sue passioni più grandi. Tra, queste c’è quella per il cinema. Vestirsi, vedersi con un’amica e andare al botteghino per prendere i biglietti per l’uscita dell’ultimo film in sala. Ma per Alessandra e per tutti i non udenti diventa una preclusione, perché al cinema non ci sono i sottotitoli. Se vuole guardare un nuovo film o la continuazione della sua saga preferita, deve aspettare che venga trasmesso in tv (dopo un anno in genere), o che venga inserito sulle piattaforme streaming.

Ma perché chi vive lo stesso problema di Alessandra deve aspettare? Non siamo tutti uguali a questo mondo? Andare al cinema è soprattutto un’integrazione sociale, uno scambio di idee. Alessandra vuole provare a cambiare le cose, perciò l’abbiamo accolta in questa intervista.

Alessandra, all’età di 17 anni scopri si avere la neurofibromatosi. Com’è cambiata la tua vita?

«È stato un fulmine a ciel sereno, però fortunatamente ho imparato a ballare sotto la pioggia. Tutto è iniziato quando ero una liceale, quando mi accorsi che in classe avevo delle difficoltà nel seguire le lezioni dei professori. Da lì in poi sono iniziate tutta una serie di visite mediche, con la diagnosi di neurofibromatosi».

Una delle tue grandi passioni è il cinema. Ma per i non udenti diventa una preclusione sedersi su una poltrona e godersi le ultime uscite in sala. Qual è il tuo appello? 

«Il cinema è un’arte con cui l’uomo necessita di confrontarsi. Parlo di qualsiasi tipologia di essere umano, mentre invece ne viene esclusa qualcuna, non volontariamente, ma perché non ci si crea proprio il problema e non va bene. Il mio appello è che vengano messi i sottotitoli anche al cinema, non voglio rinunciare ad andare a vedere un film sul grande schermo con una mia amica».

Quando sei stata l’ultima volta al cinema?

«Nel 2019, andai a vedere “A un metro da te”. A chi non ha fatto sognare quel film?».

Quali sono i tuoi ricordi e cosa ti manca?

«Mi mancano diverse cose come il buio magico del cinema illuminato dal grande schermo, la compagnia di persone anche estranee che seguono la pellicola insieme a te, l’odore delle patatine più grandi della norma. Mi manca la capacità che ha il cinema di staccare la mente dai problemi. Si dice che chi ride al cinema non guarisce dalla lebbra, ma per un’ora e mezza non ci pensa».

Tu sei una scrittrice, in un capitolo del tuo libro “I Fuggiaschi di Padova” racconti che dopo un lungo ricovero in ospedale hai il desiderio di guardare una serie. Sulle piattaforme come Netiflix, Amazon Prime ci sono i sottotitoli, ma manca la sfera sociale. Quanto è importante per te “essere libera” di andare al cinema con un’amica?

«Tanto. Quando si è liberi si è vivi, quindi è fondamentale. Uscire di casa e andare al cinema è soprattutto integrazione»

Secondo te, quanto siamo distanti dall’inclusione sociale e cosa suggeriresti come prime cose da fare?

«Siamo molto lontani. Come prima cosa da fare suggerirei alle minoranze di farsi sempre sentire e di non adeguarsi alle ingiustizie. Solo così ci sarà il cambiamento».

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *