Bacoli Della Ragione

INTERVISTA. La Bacoli rinata: il sindaco Della Ragione racconta le sue ambizioni future

Antonio Casaccio 11/01/2023
Updated 2023/01/11 at 1:01 AM
8 Minuti per la lettura

Josi Della Ragione, 35 anni e sindaco della città di Bacoli, è riuscito a sfondare le barriere che spesso hanno le amministrazioni comunali nel comunicare l’attività pubblica. Un metodo comunicativo che è riuscito a far passare, prima nella realtà e poi sui social, l’immagine di una Bacoli che è rinata, lasciandosi indietro un passato che ha avuto il suo momento di più grande sconforto nella crisi dei rifiuti del 2008, quando il piccolo gioiello era immerso nell’immondizia. Il punto è che la politica di Josi Della Ragione non è solo comunicazione, Bacoli è cambiata davvero e la città ha ritrovato uno splendore capace di accentuare le sue meraviglie storiche e ambientali.

Intervistato dalla nostra redazione, il sindaco Della Ragione ha spiegato come è andato oltre il sistema clientelare che soffoca i comuni, attraverso una politica del merito che ha portato Bacoli a fare passi straordinari e ad uscire da un dissesto finanziario che aveva narcotizzato i cittadini e la politica. Nella piccola cittadina flegrea, soprattutto, sembra essere avvenuta una dinamica inversa al trend nazionale: le persone hanno fiducia di una politica competente e divengono collaborative nell’azione pubblica.

Il sindaco di Bacoli si mostra nella realtà proprio com’è sui social: appassionato dell’impegno politico che ha e concentrato sul portare risultati concreti. Della Ragione ha creato interesse sulla città, un “modello” che ha convinto tanti cittadini campani e che anima l’ambizione del giovane sindaco. In questa intervista scopriamo il metodo e le prospettive politiche future.

Come si fa ad entrare in un Comune colpito da grave dissesto finanziario e svoltarlo completamente?

«È frutto di un impegno strutturato. Se pensassi in un anno di cambiare radicalmente una macchina amministrativa sarei uno sprovveduto e farei danni alla città, la mia esperienza a Bacoli proviene da lontano. Ho 35 anni, ma a 22 ero già consigliere comunale tra i banchi dell’opposizione; questa formazione ci ha permesso di capire come operare al meglio. Più che del dissesto finanziario io avevo paura del dissesto delle coscienze, ovvero la convinzione tra i cittadini che nulla potesse cambiare… fortunatamente siamo riusciti a sovvertire questo pensiero. La nostra forza sta nel non avere mai utilizzato il Comune come strumento per dar benefici a singole istanze, ogni delibera è volta al bene della collettività».

Un comune denominatore dei sindaci del mezzogiorno è quello di lamentarsi della macchina comunale: dipendenti impreparati, penuria di personale e poche competenze da parte dei funzionari nell’intercettare i tanti fondi che danno prospettive alla città. Oggi un amministratore ha il modo di mettere su una macchina comunale efficace?

«I sindaci oggi, attraverso i propri dipendenti comunali, non hanno gli strumenti per poter attingere alla mole di finanziamenti che ci sono con il Pnrr. Se un sindaco si lamenta dei propri dipendenti è meglio che continua a fare ciò che faceva prima, purtroppo si tratta di un dramma che esiste ma non si può non affrontarlo con tutti i mezzi a nostra disposizione: non ce l’ha prescritto il medico di candidarci. Al mio primo mandato nel 2015 avevamo 250 dipendenti, oggi ne siamo 84: una penuria abnorme che non è sostenuta da un ricambio generazionale. Ciò non deve renderci inermi rispetto al dramma che abbiamo, ma bisogna far leva sulla rete di associazioni e di professionisti nelle più varie modalità, attraverso bandi o le graduatorie ministeriali. Con 84 dipendenti invece di 250 significa che tanti servizi non posso essere internalizzati, ma affidati all’esterno con un controllo costante dell’amministrazione».

Il più grande risultato ad oggi?

«A breve non saremo più in dissesto finanziario, che è un traguardo straordinario. Un comune dissesto è ingessato, l’uscita dal dissesto ci permetterà di investire i fondi recuperati dalle tasse non pagate, senza dover far trafile burocratiche, assumere direttamente evitando le attese del ministero: significherà sbloccare definitivamente la città. Un altro grande risultato è l’apertura a Bacoli della prima Università dei Campi Flegrei della Federico II in un bene confiscato alla camorra, ovvero Villa Ferretti. È un passo molto importante, significa che uno studente può iniziare e finire tutto il ciclo di studi nella sua città».

Qual è l’analisi che fa sul Masterplan per il Litorale Domitio-Flegreo?

«Resta un progetto affascinante. Mi ricordo quando ero alla presentazione, qui a Castel Volturno, dove il Presidente De Luca illustrava la realizzazione di strade alberate e di questa prospettiva straordinaria per il litorale. A me sembrava il prolungamento della campagna elettorale, tanto è vero che poi di tutto ciò non è stato fatto niente. Noi siamo stati il primo comune a partire con i fondi del Masterplan: un milione di euro che ci permette di completare la pista ciclopedonale del Lago Fusaro. Se Masterplan significa fare su tutto il litorale quanto noi stiamo facendo a Bacoli allora sarà un progetto straordinario. A volte è facilissimo immaginare e annunciare: il Masterplan è partito nel 2015, sarebbe ora di attuarlo».

Si sente che è un politico ambizioso. Come vede il suo futuro politico?

«Si è creato fermento attorno al movimento Free Bacoli, nato nel 2008 in piena emergenza rifiuti, che è riuscito a svoltare questo comune. C’è una volontà, da parte di altre comunità e associazioni, di creare una rete di movimenti Free, che hanno l’obiettivo di creare una piattaforma di buone pratiche da mettere in campo. Vogliamo provare e creare un circuito che parta dall’esempio di Bacoli. L’obiettivo è quello di creare una base forte che ci permetta di avere riferimenti politici in Città metropolitana e in Regione Campania. La strada sarebbe come quella iniziata dai Meetup del MoVimento 5 Stelle, solo che in quel caso la scarsa presenza sui territori non ha prodotto grandi risultati. Abbiamo già 20 movimenti Free nati in altrettante città tra Napoli, Caserta e Salerno. Ci sono anche liste civiche che hanno mantenuto il proprio nome, ma che aderiscono alla rete Free».

Qual è il messaggio che porta il movimento Free?

«I cittadini devono essere parte attiva della cosa pubblica. I comuni, nella stragrande maggioranza, sono animati da una logica clientelare, con i sindaci ricattati dai consiglieri che hanno più voti sul territorio. Ciò che abbiamo fatto a Bacoli è replicabile in qualsiasi comune, dobbiamo solo avere il coraggio di farlo».

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