Garofalo rettore Parthenope

INTERVISTA. Garofalo, neo rettore dell’Università Parthenope: “Entusiasmo e determinazione per una nuova sfida”

Giovanni Cosenza 06/12/2022
Updated 2022/12/05 at 12:51 PM
6 Minuti per la lettura

“Parthenopeo” doc, da novembre Antonio Garofalo è il nuovo rettore dell’ateneo di via Acton. Eletto con un consenso plebiscitario, ha scalato i vertici dell’università sin da quando, giovane studente, mosse i suoi primi passi in quello che era l’Istituto Universitario Navale. Guiderà un ateneo Parthenope in rapida e costante crescita, che grazie ad un continuo ampliamento dell’offerta formativa, si è imposto nel panorama regionale per una precipua attenzione alle richieste del mondo del lavoro.

Professore, cosa prova ad essere rettore dell’Università nel quale è stato alunno?

«Il mio percorso è sempre stato legato all’Università “Parthenope”, lo dico con grande soddisfazione e orgoglio. Dopo gli anni universitari, ho studiato e lavorato per alcuni anni all’estero ma sono stato felice di poter rientrare in Italia e di iniziare ad insegnare in quello che era stato il mio Ateneo per tanti anni. Ora inizia per me una nuova sfida, che ho accolto con grande entusiasmo e determinazione».

Un ateneo che negli ultimi anni è cresciuto molto. Cosa riceve in eredità dal predecessore?

«Dal professore Carotenuto ricevo in eredità un Ateneo che gode di ottima salute e di buona riconoscibilità in Italia ed all’estero. La Parthenope, secondo la valutazione dell’ANVUR, è leader tra le Università del Centro – Sud Italia per qualità complessiva della ricerca e tra le prime dieci in Italia, ed è il primo Ateneo campano ad aver ricevuto il Sigillo di Eccellenza nella Ricerca, prestigioso riconoscimento conferito dalla Commissione Europea per la gestione delle risorse umane nella ricerca. La qualità dell’offerta formativa ha fatto sì che l’ANVUR certificasse che la percentuale dei laureati che trova lavoro ad un anno e a tre anni dal conseguimento del titolo è superiore al dato medio delle Università del Centro e del Sud Italia ed oltre il novanta per cento dei laureati magistrali è complessivamente soddisfatto dell’esperienza in Ateneo. Senza dilungarmi ulteriormente, posso affermare che il nostro Ateneo è in crescita. Lo dimostrano l’aumento di immatricolati registrato negli ultimi anni e l’inaugurazione di quattro nuovi corsi di studio nella sede di Nola, progetto al quale ho lavorato per molti anni con il mio predecessore».

Che progetti ha per l’università e su cosa vuole puntare?

«Il primo passo da compiere è quello di procedere ad un processo serio di semplificazione amministrativa: ho in mente una vera e propria rivoluzione che porterà indubbi benefici alla operatività di tutto l’apparato. Il passo successivo sarà quello di lavorare ad una revisione dell’offerta formativa, per attualizzarla sempre più e renderla vicina alle aspettative degli studenti ed alle richieste del mondo del lavoro. Dobbiamo impegnarci per far sì che si riduca la percentuale di ragazzi che dagli Atenei della Campania emigrano verso altre regioni d’Italia; questo significa essere competitivi e rispondere alla reale mission formativa dell’Università. Stiamo inoltre sperimentando, in particolar modo nella sede di Nola, un modello di didattica mista, per dare una spinta alla digitalizzazione e sostenere i ragazzi che non possono seguire i corsi tutti i giorni, per esempio gli studenti-lavoratori. Ci tengo a precisare che non saremo mai un ateneo telematico, resta fondamentale il lavoro in aula, ma abbiamo intenzione di utilizzare le opportunità che ci offre il digitale in modo innovativo, per tutte quelle attività che possono essere svolte da remoto. Infine, l’internazionalizzazione, cui tengo moltissimo. Con il Covid la mobilità è stata ridotta sia in ingresso che in uscita e proprio per questo si dovrà fare ancora di più, aumentando le collaborazioni e i corsi di Laurea in lingua inglese».

Cosa può e vuole dare la “Parthenope” alla città di Napoli e alla Regione Campania?

«La Parthenope è un Ateneo fortemente integrato con il territorio circostante. La nostra storia, iniziata oltre cento anni fa, ci caratterizza per uno stretto legame con il mare, studiato in tutti i suoi aspetti scientifici e nei suoi risvolti economici. Dal lontano 1920 però di strada ne è stata fatta tanta ed oggi la Parthenope è un Ateneo statale che si è sviluppato seguendo più direttrici, può quindi offrire numerosi percorsi formativi, che vanno da Economia a Giurisprudenza, dalle Scienze all’Ingegneria ed ancora il Corso di Scienze Motorie, unico a Napoli. Sono numerose anche le attività di interazione diretta con la società, nell’ambito della Terza Missione, proprio perché un Ateneo non può mai essere una entità avulsa dalla realtà circostante ma deve confrontarsi con essa, viverla, offrire al territorio occasioni di incontro e di confronto. Speriamo di poter essere sempre di più un punto di riferimento per i giovani della nostra regione e per le loro famiglie, in un rapporto sinergico e costante».

Perché un giovane dovrebbe scegliere di studiare alla Parthenope?

«La Parthenope ha una grande vocazione all’internazionalizzazione, infatti è l’unico Ateneo italiano ad avere un accordo con il MIT Sloan di Cambridge USA – la prima Università al mondo nel QS World University Ranking, per citare uno degli oltre centocinquanta accordi con università straniere. L’eccellenza della didattica, la ricerca all’avanguardia, il contatto con il territorio, l’internazionalizzazione, ma soprattutto il costante e fondamentale rapporto con i nostri studenti: ecco perché si sceglie l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”».

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