Fridays for future Dioguarda

INTERVISTA. Fridays for future, Dioguarda: “La terra è di tutti”

Gennaro Alvino 05/10/2022
Updated 2022/10/05 at 10:28 AM
6 Minuti per la lettura

Non persone, ma idee hanno affollato le piazze italiane in tutto il 2022. Come chi cerca acqua nel mezzo della sabbia, sono così scesi in piazza i giovani il 23 Settembre, in più di 70 città italiane, per tingersi ancora una volta il viso di futuro. A soli due giorni dalle elezioni, “Fridays for Future” torna ad animare le strade nel nostro paese con cortei e manifestazioni in occasione dello sciopero globale per il clima. La redazione di Informare ha così in questa occasione intervistato Davide Dioguarda, referente di Fridays For Future Napoli.

«Essere il referente di una città come Napoli si traduce in prima cosa nel cercare di rappresentare una generazione che ha scelto in modo molto chiaro qual è la sua battaglia» – ci dice Davide. «La città di Napoli ha una lunga storia di movimenti per la giustizia ambientale anche e soprattutto nel territorio della “Terra dei Fuochi”. Quando siamo nati, quasi 4 anni fa, abbiamo quindi trovato un terreno già pronto grazie al lavoro straordinario di chi negli anni è sceso in piazza a Napoli, a Caserta, e nelle relative province, per protestare contro un disegno criminale che si è prodotto nella nostra regione». Una piccola stella lucente in un ombroso firmamento di parole vuote e occhi che troppo spesso restano, come stanze, chiusi. La sola più giovane voce si alza, emblema di una generazione che ha preso consapevolezza e non trova supporto da più alte e rilevanti classi che fingono di non vedere nulla. «Non so perché la nostra generazione viva un’attenzione maggiore, so per certo che c’è uno scetticismo all’interno delle generazioni “anziane” e so che c’è una tendenza a bollare come “allarmiste” certe battaglie».

Una triste tendenza destinata a non cambiare direzione, secondo i Friday For Future, che giudicano la papabile neopremier Giorgia Meloni poco sensibile alle problematiche ambientali. «Il trionfo di Fratelli d’Italia avrà di certo conseguenze disastrose nella battaglia per la giustizia climatica: Giorgia Meloni è una delle principali negazioniste sulle questioni del cambiamento climatico ed i suoi alleati sono peggio di lei. Non è un caso che questa sia una destra nuclearista, che prova a cancellare con un colpo di spugna le tante battaglie contro il nucleare del 2010/2011; una destra inceneritorista; una destra che non si fa problemi a parlare ancora di rigassificatori. Le conseguenze – continua Davide – sono quindi potenzialmente disastrose, ma fortunatamente il movimento climatico in Italia è molto forte: non c’è solo “Friday for Future”, ma ci sono tantissime realtà che fanno un lavoro territoriale straordinario e che sicuramente daranno filo da torcere a questo nuovo governo». Com’essersi persi dentro l’oscura selva che tant’è amara che poco più è morte, lontani dell’ormai smarrita via del senno ci si impiccia tra i rovi di quest’ardua strada tutta in salita.

Era il 2018 quando una giovane ragazza svedese ha dato il via ad una protesta che ha ben presto assunto un carattere mondiale. “Right here! Right now!”. Eppure, a quattro anni di distanza, restano nell’aria solo lunghi visi e indifferenza. «Purtroppo dal 2018 non si sono ancora presi seri provvedimenti, nel senso che le richieste che noi facevamo e facciamo vengono puntualmente disattese: per quanto riguarda l’uscita dai combustibili fossili siamo ancora in alto mare. Un po’ abbiamo potuto vederlo anche con la campagna elettorale appena conclusa: nessuno ha osato mettere bocca sugli extraprofitti e sulle grandi multinazionali del fossile o delle azioni che queste mettono in campo nel sud globale. Ci sono vari elementi che ci fanno capire che l’interesse per la nostra battaglia non è reale. ma solo di facciata: ne è una prova il fatto che spesso molti leader politici si agitino per fare una foto con noi, per dire di averci incontrato, per dire di essere dalla nostra parte per poi continuare a parlare di inceneritori, rigassificatori, di centrali nucleari e più in generale di un’impiantistica inquinante che ha ormai fatto il suo tempo».

Ma qualcuno che la sa lunga spieghi come sia possibile che la terra, come il cielo, sia tutti e di tutti gli occhi e che di ogni occhio è il cielo intero. Ci spieghi qualcuno, riferendoci a “Il Cielo è di tutti” di Gianni Rodari, come possa il ciel essere uno solo mentre la terra è tutta a pezzetti. Ma c’è ancora speranza per noi piccole vite su questa terra: «Io penso che ci sia ancora speranza, non penso che il tempo per noi sia finito. C’è ancora poco, pochissimo tempo. Non siamo più in tempo per parlare di “transizione ecologica”, ma c’è bisogno di una vera e propria “rivoluzione ecologica”, che farà sicuramente delle vittime e queste vittime saranno i super-ricchi ed i loro portafogli» conclude Davide.

Ph. Ciro Giso

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