M5S Rousseau

INTERVISTA. Enrica Sabatini su M5S e la piattaforma Rousseau

Gianrenzo Orbassano 01/11/2022
Updated 2022/11/01 at 11:41 AM
5 Minuti per la lettura

M5S E ROUSSEAU, LA PIATTAFORMA TRADITA
Intervista a Enrica Sabatini, socia e attivista dell’associazione Rousseau

C’è stato un periodo in Italia dove un movimento nato dalla rete, è arrivato a presentare le sue liste e a farsi votare. Questo movimento ha smosso un Parlamento impantanato, mentre i vari media – tranne qualche firma, che qui citeremo – a stento scommettevano su un loro successo. Ma è successo. Due governi con Lega e PD, saldamente al centro delle attuali vicende politiche. Il Movimento 5 Stelle, a detta di un giornalista che sicuramente non li ama – Giuliano Ferrara – è stata la vera forza riformatrice di questo Paese degli ultimi vent’anni: taglio dei Parlamentari, regole sui mandati, restituzione (in parte) degli stipendi da parlamentare, reddito di cittadinanza, superbonus. Queste le azioni che più hanno caratterizzato la loro esistenza. Poi le cose sono cambiate: il suo primo leader Beppe Grillo a poco a poco spodestato. Luigi Di Maio, da molti considerato un nuovo statista, decide di lasciare la casa madre (scelta poco fortunata). Giuseppe Conte, avvocato prestato alla politica, si è preso con carisma le redini del Movimento.

CHI HA UCCISO IL MOVIMENTO 5 STELLE?

Il M5S era diverso dagli altri partiti anche perché usufruiva di uno strumento originale: la piattaforma Rousseau. Uno strumento che ha completamente rivoluzionato il modo di fare politica in Italia. Gianroberto Casaleggio ne è stato l’ideatore. Fu l’alba di una nuova era, quella della democrazia partecipata. La piattaforma è stata lanciata ufficialmente ad aprile 2016, il giorno della morte dello stesso Casaleggio, cofondatore insieme a Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle, nonché ideatore del sistema operativo di democrazia diretta insieme al figlio Davide. In origine, Rousseau è stata pensata per consentire agli iscritti del Movimento 5 Stelle di esprimere il proprio parere sulle scelte politiche. Ma poi? Poi le cose sono cambiate. Di nuovo. Cosa è cambiato nel Movimento 5 Stelle? Ce lo ha raccontato la socia fondatrice e attivista della piattaforma Rousseau, Enrica Sabatini, autrice del libro Lady Rousseau, edito da PIEMME. Nel libro, Enrica Sabatini racconta di come il Movimento 5 Stelle si sia trasformato in un classico partito vecchio stampo, che ha perso quella spinta francescana che caratterizzava il suo operato politico. Il libro, presentato all’Istituto Salesiano di Caserta è la sua «operazione verità». La presentazione del suo libro è stata accompagnata dalla presenza di Giuseppe Diana, un ex alunno dei Salesiani e del «Comitato Sviluppo e Territorio».

LADY ROUSSEAU: “CONTE, IL TUO É UN PARTITO PERSONALE”

A tradire la visione di Casaleggio, sarebbe stato l’attuale capo politico del Movimento 5 Stelle. Giuseppe Conte viene criticato da Enrica Sabatini per aver eliminato il concetto della democrazia partecipata per trasformarla in una mera e mediatica attività di approvazione di provvedimenti imposti dall’alto:

«La piattaforma Rousseau permetteva ai cittadini di fare rete e creare così una comunità unita nell’affrontare le problematiche. Sta tutto nell’impiego di tempo che ognuno di noi mette a disposizione per la propria comunità. Rousseau era il luogo in cui si svolgevano quasi tutte le più importanti decisioni del M5S. La piattaforma era il cuore pulsante, il battito digitale che ha consentito la creazione della comunità del Movimento. Con Rousseau, i cittadini potevano presentare proposte di legge e votare i loro portavoce all’interno delle istituzioni: questo rappresentava uno strumento di potere nelle mani dei cittadini».

Questo, prima che lo stesso Movimento pescasse dagli ambienti giuridici e accademici, un avvocato di Volturara Appula: «Si è fatta largo l’idea di non dare ai cittadini tutto questo potere decisionale. Da qui è nato un disallineamento tra i dirigenti del Movimento e la piattaforma. Ad oggi il Movimento è un partito personale – come quello di Berlusconi – in cui c’è un leader che prende decisioni praticamente per tutti. Giuseppe Conte ha trasformato il Movimento in un partito come tutti gli altri. Un’evoluzione che diventa trasformismo e infine aberrazione. Per questo, secondo me, oggi il M5S è al minimo storico del consenso rispetto al 2018: non risponde più a quel patto di fiducia che aveva fatto con i cittadini».

E chissà se oggi, dove i 5 Stelle sono all’opposizione di questo Paese, le cose cambieranno di nuovo.

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