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INTERVISTA. Catello Maresca, tra nuovi incarichi e la guida dell’opposizione a Napoli  

Stefano Errichelli 03/01/2024
Updated 2024/01/03 at 5:14 PM
9 Minuti per la lettura

Da magistrato Catello Maresca è stato da sempre in prima linea per la lotta alla criminalità organizzata, passando alla storia per aver contribuito alla decimazione dell’allora vertice del clan dei casalesi. Entrato in magistratura negli anni novanta, Maresca nella sua attività professionale si è da sempre occupato di reati finanziari e di lotta alla criminalità organizzata. Passato agli onori di cronaca soprattutto per le indagini sul clan dei casalesi che nel 2011 hanno portato all’arresto di Michele Zagaria, reggente del clan.  

Può definirsi legittimamente un politico-magistrato, essendo attualmente consigliere comunale a Napoli e leader dell’opposizione. Nel 2021 accantona la carriera da magistrato e si candida a sindaco di Napoli, sostenuto da uno schieramento civico trainato dal centrodestra. Dalle elezioni comunali uscirà sconfitto, assistendo alla vittoria di larga misura del centrosinistra guidato da Gaetano Manfredi. Dopo l’esperienza politica il CSM lo assegna alla Corte d’Appello di Campobasso, dove tutt’oggi opera.  

Lavora attivamente sui territori, fondando nei mesi scorsi l’associazione antimafia U.N.I.C.A, che ha come obiettivo quello di sensibilizzare i giovani alla lotta contro la criminalità organizzata. Catello Maresca ha inoltre pubblicato numerosi libri nei quali ha raccontato del contrasto alla camorra e dei valori della legalità. La sua ultima pubblicazione dal titolo “Lo Stato vince sempre” è stata presentata nelle ultime settimane e racconta dell’arresto del boss del clan dei casalesi Michele Zagaria, con un occhio alle nuove generazioni.  

Lo Stato vince sempre, il libro di Catello Maresca

Ospite nella nostra redazione, Catello Maresca ci raccontato del suo ultimo libro e di alcuni aneddoti che si celano dietro all’arresto di uno dei più pericolosi latitanti del mondo.  

Ci racconta meglio della sua ultima la pubblicazione “lo Stato vince sempre”? 

«Il libro è orientato a raccontare la storia dell’arresto del boss del clan dei casalesi, Michele Zagaria, delle ore precedenti all’atto e a tutto quello che ne conseguii. La missione principale è, però, quella di far comprendere un messaggio trasversale, che mira soprattutto ai giovani. Il testo punta a stimolare le nuove generazioni ad avere dei comportamenti improntati sulla legalità e ad essere attori principali nella lotta contro la criminalità organizzata. I giovani oggi rispetto a quelli del passato, hanno una consapevolezza diversa, possiedono gli strumenti che la mia generazione non aveva. Questo aspetto può determinare una sfida difficile, che passa attraverso la sensibilizzazione». 

Lei è stato uno dei pionieri della lotta al clan dei casalesi, e nel libro parla dell’arresto di Michele Zagaria, ci racconta delle ultime ore prima di quell’evento?  

«Le ore precedenti all’arresto di Michele Zagaria furono un insieme di emozioni contrastanti, da anni eravamo sulle sue tracce e stavamo finalmente raggiugendo l’obiettivo. Troppo spesso di questi personaggi il credo popolare ne costruisce un’immagine indistruttibile, che nella mente delle persone li rende invincibili. Nei momenti dell’arresto di Zagaria ero molto teso, nei suoi occhi era visibile la paura, eravamo da tempo sulle sue tracce, era spaventato e molto turbato. Quando lo arrestammo, all’esterno del bunker c’erano centinaia di persone tra cittadini ed operatori, c’era una comunità intera che attendeva una riposta dall’autorità giudiziaria. Tra la folla tante persone urlarono “lo Stato ha vinto” e Zagaria di tutto punto ripose: “lo Stato vince sempre”. Per noi fu un attestato di valore, “L’antistato” testimoniava la vittoria della giustizia. 

Negli anni siamo riusciti a debellare un clan spietato che aveva fatto valere la sua egemonia in Italia e nel mondo, basti pensare che nel 2010 solo la provincia di Caserta possedeva 41 latitanti. Tra i quali reggenti del clan dei casalesi, come Antonio Iovine, Michele Zagaria ed altri personaggi di spicco. In merito a questo va sottolineato come lo Stato in determinate situazioni e contesti, sia riuscito a far valere la sua azione repressiva».  

«Un Piano Sicurezza per Napoli» 

Nel corso della nostra intervista Catello Maresca ha fatto il punto sulla sua esperienza da consigliere comunale a Napoli, esprimendo il suo giudizio sull’amministrazione della città. Da leader dell’opposizione ci ha raccontato di una giunta comunale distante dai cittadini e di come alcuni degli storici problemi di Napoli continuino a persistere.  

Da consigliere comunale d’opposizione come valuta le condizioni nelle quali si presenta la città dopo i primi anni dell’amministrazione Manfredi? 

«Sono deluso da napoletano e da consigliere comunale, Napoli è una città dalle mille risorse che secondo me avrebbe bisogno di una gestione diversa, più sentita. Occorrerebbe una partecipazione più attiva alla vita quotidiana della città, ci sono ancora tantissimi problemi, come nel settore ecologico e nella gestione del traffico. Purtroppo le vicende degli ultimi mesi ci confermano quanto Napoli sia ancora una città insicura e sono dell’idea che occorrerebbe un tavolo di lavoro per la sicurezza della città. Un tavolo differente da quello della prefettura, occorrerebbe una strategia seria per il controllo del territorio e della gestione del traffico. Un esempio concreto è Piazza Municipio ormai divenuta un vero e proprio incubo per tutti i residenti. Nelle commissioni rappresentiamo i problemi della città ed assistiamo ad una giunta lontana dal territorio e dalle esigenze dei cittadini».  

Lei ha accennato all’ecologia. Qual è la sintesi dell’attività di questi anni? 

«È una piaga importante. La partecipata che si occupa del servizio di raccolta dei rifiuti, nonostante buoni capitali e risorse umane, fatica a gestire il servizio ed a garantire una città pulita. La colpa non è dei cittadini bensì della cattiva gestione del servizio». 

«Manfredi dia risposte dopo lo scandalo» 

Il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, nelle ultime settimane ha concluso con un patteggiamento un procedimento a suo carico, derivante da un’inchiesta portata avanti dalla Procura della Corte dei Conti della Campania. All’attuale Sindaco di Napoli, venivano contestati incarichi professionali incompatibili con il ruolo di docente universitario. La Procura contabile esprimendosi sul caso, ha chiesto all’ex Ministro una restituzione di 763.063 di euro all’Università degli studi Federico II. Sulla vicenda abbiamo chiesto la lettura di Catello Maresca, conigliere comunale ed oppositore in assise, dell’attuale giunta.  

Il sindaco di Napoli ha concordato la restituzione di una cifra di 200mila euro per un contenzioso che rischiava di arrivare alla cifra sopracitata. 

Il sindaco Manfredi è nell’occhio del ciclone per la vicenda dei incarichi ricevuti illegittimamente quando era rettore e docente, può dirci il suo pensiero al riguardo? 

«L’etica e la politica non vanno di pari passo, difficilmente ricordo politici in grado di unire le due cose. Il sindaco Manfredi deve una risposta seria ed istituzionale a tutti i cittadini di Napoli, ne vale la sua reputazione e quella delle istituzioni da lui rappresentate».  

Dott. Maresca ora veniamo al suo futuro. Sarà ancora magistrato a Campobasso oppure, come affermano voci di corridoio, sta per diventare segretario particolare dell’On. Francesco Silvestro, in quota Forza Italia? 

«La verità è che sto valutando concretamente di dare la mia collaborazione ad una commissione bilaterale per gli affari regionali». 

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