Vincenzo Capuano pizza

INTERVISTA. Capuano, Campione del mondo della Pizza: “Il pizzaiolo non sia più un lavoro da ripiego”

Ludovica Palumbo 21/09/2022
Updated 2022/09/20 at 8:58 PM
5 Minuti per la lettura

“È nu pranzo p’ ‘o puveriello. È nu sfizio p’ ‘a nubbiltà. Comme è semplice ‘o ‘nduvinello. Sulo addore t’ ‘o ddice ggià. È rossa comm’ ‘a vocca ‘e ‘na figliola. È a pizza c’ ‘a pummarola’’ cantava tempo fa Domenico Modugno, a dimostrazione dell’importanza e della fama di cui gode la nostra pizza.

Le storie riguardanti la sua origine sono varie, ma le prime notizie riguardo la pizza napoletana risalgono al ‘700. Vincenzo Corrado scrisse un trattato sulle abitudini alimentari della città di Napoli, osservando la particolare abitudine del popolo di condire la pizza e i maccheroni con il pomodoro. Ed a partire da quel momento, iniziò la fama gastronomica della città di Napoli.

Dal 2010, la pizza napoletana è ufficialmente riconosciuta come Specialità tradizionale garantita dell’Unione europea e nel 2017, l’arte del pizzaiuolo napoletano, è stata dichiarata dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità. Sono tanti i riconoscimenti conferiti agli artisti della nostra città, i pizzaioli, ultimo ma non per importanza è infatti il premio Campione del mondo Pizza Contemporanea, un campionato mondiale che ha visto trionfare il pizzaiolo napoletano Vincenzo Capuano.

Innanzitutto partiamo dalle origini, come nasce Vincenzo Capuano e questa passione, quasi devozione oserei dire, per l’arte del ‘’pizzaiuolo’’?

«Non ricordo quale età avevo quando ho iniziato ad appassionarmi “all’arte della pizza», ma posso dire per certo che sono nato e cresciuto in una pizzeria, mi ci portava mio nonno e da lì che ho imparato tutto, dal forno all’impasto: da lì è nato tutto».

Quando si è accesa la lampadina che l’ha portato ad aprire coraggiosamente una sua attività e quali difficoltà ha trovato all’inizio del suo percorso?

«A ventidue anni ho deciso di fare esperienza lontano dalla mia città e sono partito da Scampia in direzione Lucca senza più fermarmi: tutta l’Italia su e giù. Poi grazie al gruppo “Sebeto”, mi sono occupato della fase di startup delle pizzerie nel mondo. Ho formato tante persone, visto tante aperture, ma avevo bisogno di “impregnarmi” delle mie tradizioni, degli odori e delle emozioni della mia terra per questo sono ritornato qui, nella mia città. Non ho incontrato particolari difficoltà, avrei potuto aprire ovunque, ma ho scelto di realizzare il mio sogno qui ed ho iniziato ad aprire le mie pizzerie a Napoli».

Non l’ha spaventato aprire a Napoli, città per antonomasia della pizza e quindi delle pizzerie. Non aveva paura di restare ‘’uno dei tanti”?

«Ho iniziato a lavorare senza pensare ai guadagni, se hai una vision ed un sogno non puoi pensare solo all’economia e soprattutto, se vuoi diventare il numero uno lo devi fare nel luogo in cui ci sono le eccellenze».

Arriva poi la fama: tra i vari successi penso soprattutto alla tua nomina come Ambasciatore della Pizza Napoletana a Expo Milano. Cosa hai provato in quell’occasione e cosa hai cercato di rappresentato all’evento per eccellenza sul cibo?

«È stato un evento molto importante e significativo per me, una grande vetrina… da quel momento in poi sono “esploso”. La mia partecipazione a Expo Milano mi ha consentito di instaurare rapporti e conoscenze valide, di grande rilievo. Sai, credo molto nelle relazioni e nei contatti con le persone giuste».

I successi continuano con il Premio Campione del mondo Pizza Contemporanea di quest’anno…

«Dopo tanti anni in cui ho girato il mondo, conosciuto tante persone è difficile provare nuove e belle emozioni ma questo titolo, vinto a Napoli, nella mia città, dove a partecipare ci sono tanti concorrenti pizzaioli, eccellenze napoletane e quelli da tutto il mondo, per me rappresenta una delle cose più importanti nella mia vita. Ho realizzato ancora una volta quello che mi piace definire come il mio “sogno napoletano”».

Ultima domanda, cosa c’è nel suo futuro e nel futuro del mondo della ‘’pizza napoletana’’?

«Oltre ad aver aperto da pochissimo due pizzerie: una a Nola e un’altra a Pomigliano, sta partendo un progetto “street food” molto interessante. Cercherò di portare la pizza contemporanea in tutto il mondo, non solo aprendo punti vendita ma anche facendo formazione, insieme a delle scuole importanti; voglio insegnare quest’arte e portare la mia esperienza ed il mio sapere in tutto il mondo. Penso fermamente che oggi fare il pizzaiolo non sia più un “lavoro da ripiego”, ma una vera e propria opportunità».

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°233 – SETTEMBRE 2022

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