Psicologo e Psicoterapeuta – Dirigente Asl – Presidente ICPG. Istituto Campano di Psicologia Giuridica

In occasione della presentazione del suo libro “Il danno Psicologico ed esistenziale – Modelli di perizie, diagnosi, valutazione e calcolo” abbiamo intervistato il Dott. Leonardo Abazia, psicologo e psicoterapeuta, nonché dirigente Asl e Presidente ICPG ( Istituto Campano di Psicologia Giuridica)

Dott. Abazia, a novembre finalmente sarà disponibile nelle librerie il suo manuale in tema di danno psicologico ed esistenziale. In un solo elaborato risultano concentrati sia l’aspetto diagnostico che quello di valutazione e calcolo. Qual è il ruolo dello Psicologo in tale processo?

Il manuale “Il danno Psicologico ed Esistenziale” nasce dal bisogno di fare chiarezza in un ambito particolarmente complesso quale quello della valutazione del danno non patrimoniale, che ad oggi, non possiede ancora una figura professionale specifica di riferimento. Tale funzione è stata, impropriamente sostenuta dai medici legali, che nel loro curriculum accademico non sostengono nemmeno un esame di psicologia e psicodiagnostica. Il libro si propone come punto di riferimento nella promozione della psicologia in tale ambito; affinché la figura preposta per formazione professionale e per legge, venga da tutti riconosciuto come esperto nella diagnosi e nella valutazione psicologica della persona, oltre che nella quantificazione del danno stesso. Sono proprio questi aspetti, infatti, ad essere richiesti dagli avvocati che ci chiedono consulenze e pareri pro-veritate e che ritroviamo all’interno dei quesiti posti dal Magistrato nelle CTU.

Va poi sottolineato che la valutazione psicologica ed esistenziale è prettamente di competenza dello psicologo iscritto d un albo professionale, cosi come prescrive una legge dello stato dal lontano 1989.

Psicologia e Giurisprudenza in uno scambio reciproco di conoscenza unite possono contribuire a creare una nuova figura professionale: l’esperto di psicologia giuridica. Come si diventa psicologi giuridici e chi vuole formarsi in questo settore molto specialistico, cosa è chiamato a fare? Quali le iniziative e percorsi formativi dell’Istituto che presiede?

L’esperto in psicologia giuridica è uno psicologo iscritto all’albo professionale che ha scelto di specializzarsi in tale ambito. Questa specializzazione può essere conseguita tramite la frequentazione di corsi specifici attinenti la psicologia giuridica e alla psicodiagnostica forense. Nei quesiti del Giudice è possibile ritrovare infatti la richiesta di utilizzare test psicologici allo scopo di inquadrare clinicamente il soggetto periziato. Nel particolare, l’Istituto Campano di Psicologia Giuridica, con sede a Napoli, si inserisce nella specializzazione professionale accompagnando i giovani psicologi nell’acquisizione e nell’approfondimento di concetti psico-giuridici, diagnostici e testistici. Propone inoltre un corso distinto per la perizia psicologica che offre strumenti e competenze specifiche per la stesura della relazione peritale nei vari ambiti di intervento giuridico, ed un altro, anch’esso specialistico che formi alla psicodiagnostica forense e che propone diverse batterie di test per ogni settore specifico nell’ambito penale, civile e minorile.

Partendo dalla sua più che trentennale esperienza da psicologo clinico e giuridico, ci vuole spiegare come mai, tra gli incarichi che uno psicologo può trovarsi a ricoprire in ambito giuridico, quello della valutazione peritale riguardo al danno non-patrimoniale è certamente uno dei più complicati. Cosa è richiesto maggiormente allo psicologo che è chiamato a rispondere ad esigenze di natura giuridica? Quale differenza tra il colloquio clinico e quello giuridico?

La valutazione del danno non patrimoniale non è semplice perchè coinvolge non soltanto la valutazione del danno in sé, ma anche il vissuto dell’individuo nella propria vita quotidiana e gli aspetti che sono stati “danneggiati”. Lo psicologo ha necessità di approfondire le diverse sfumature della vita della persona soffermandosi sull’aspetto esperienziale, oltrepassando la limitazione del concetto di danno dal punto di vista prettamente biologico. Non a caso i quesiti ai quali lo psicologo è chiamato a rispondere coinvolgono la storia di vita del soggetto, lo svolgimento delle normali attività quotidiane e quanto queste ultime sono state compromesse dall’evento traumatico. L’utilizzo dei test diventa, quindi, fondamentale per comprenderne personalità  il disagio psichico valutandone le limitazioni funzionali intervenute.

 Il colloquio clinico si distingue da quello giuridico, in quanto quest’ultimo non è indirizzato al solo sostegno e/o alla terapia del soggetto, quanto piuttosto motivato da una richiesta specifica ed indirizzato ad indagare aspetti particolari di vita, che coinvolgono la sfera sociale, familiare, affettiva e lavorativa. Per complicare il quadro non bisogna dimenticare che spesso allo psicologo è richiesto di effettuare una quantificazione del danno considerando formule e tabelle specifiche in base all’evento considerato.

La persona che ha subito un danno, prima di arrivare dallo psicologo, ha già parlato con un avvocato, spesso con medici e specialisti di una branca della medicina, che svolgeranno la loro parte per quanto a loro compete. Per chi è stato pensato il suo manuale?

Il manuale, assolutamente non esaustivo di tutte le problematiche riguardanti il danno psicologico ed esistenziale, è rivolto principalmente a colore che approcciano la tematica per la prima volta, come gli studenti di psicologia e di medicina, e che vogliono entrare in maniera corretta e propositiva in questo ambito. Esso però può anche fornire un valido contributo per l’aggiornamento professionale di psicologi, psichiatri e medici legali esperti che già lavorano nel settore. Inoltre può interessare avvocati e magistrati che volessero approfondire elementi e settori di una scienza affine a cui chiedono supporto.

In definitiva dottore, il suo manuale si inserisce in un percorso formativo sempre più competitivo dal punto di vista della diagnostica e degli strumenti per una corretta approccio della perizia per tutti i professionisti che scelgono di operare nel campo delle scienze forensi, ed in particolare del Danno Psicologico. Quali strumenti reputa necessari per una buona perizia? E poi, quanto è importante il rispetto del codice deontologico per lo psicologo?

Per una buona perizia sono vari gli strumenti ai quali lo psicologo deve attingere. Sicuramente, osservare del codice deontologico è fondamentale per il rispetto del segreto professionale e dei dati sensibili, nel rapporto con le parti e con i periziati, oltre che nell’utilizzo degli strumenti appropriati, quali test e colloqui. È inoltre fondamentale possedere un’adeguata competenza e preparazione teorico-pratica, meglio se maturata attraverso corsi e master specialistici associati a molta esperienza nel campo. Un’ultima raccomandazione che mi sento di fare al giovane psicologo come a quello più esperto, è quella di curare costantemente l’aggiornamento professionale in quanto siamo in un settore che è in continua, veloce, evoluzione.