“A letto col fantasma” – Il libro di Anna Maria Ghedina

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Intervista ad Anna Maria Ghedina

Scrittrice, giornalista, direttore del periodico cartaceo ed on line Lo Strillo, Anna Maria Ghedina è conosciuta dai suoi lettori come Lady Ghost, ed è un’appassionata dei contesti dell’invisibile, dove nell’occulto scruta, scopre e svela dettagli di particolari impalpabili. Il suo ultimo lavoro editoriale (15 euro in libreria ed acquistabile sulle piattaforme IBS/Feltrinelli  e dall’editore info@glemart.net), che ha dedicato ai suoi genitori, ma in particolare al padre Rodolfo, rappresenta la una novità editoriale. Leggendo A letto col fantasma, edizioni Glemart, è possibile coglierne le sfumature della trama nella penombra a luci soffuse. Oltre la curiosità, si cela e si sviscera nel leitmotiv del romanzo una storia d’amore e passione tutta da scoprire…

Con il suo romanzo “A letto col fantasma” quale novità sente di aver apportato nei suoi lavori editoriali?

«In questo romanzo viene raccontata una vera storia d’amore e di mistero che ho appreso nel corso delle mie ricerche per redigere le varie Guide ai Fantasmi che ho pubblicato nel tempo “Fantasmi a Napoli”, Gallina editore, “Guida ai Fantasmi d’Italia”, Odoya editore, ed altri».

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Quali significati mira a trasmettere ai suoi lettori nel suo scritto? Può essere definito anche in parte autobiografico?

«Il libro non è assolutamente autobiografico, è una storia che si svolge su due piani narrativi che si intersecano, e che naturalmente evidenziano la condizione femminile e la sua evoluzione nel corso dei secoli. Donne che nel 1700 erano costrette a sposare uomini che non amavano per unire i patrimoni, e da qui poi nascevano storie di tradimenti e di morte».

La sua scrittura può definirla anche una ricerca fondamentalmente antropologica per evidenziare il senso della vita?

«Certamente, perché mi piace sempre evidenziare problemi sociali seppur filtrati dalla trama romanzesca e dalla fantasia».

Sono presenti nel suo romanzo dei suoi spaccati di vita nei quali si rivede e ritrova?

«No, io appartengo a questo secolo e sono una donna moderna con una visione molto progressista della condizione femminile».

Nei suoi contenuti, il suo ultimo lavoro editoriale riprende il filo di continuità con precedenti suoi racconti?

«No, i miei romanzi sono ognuno a sé stanti. Solo quello riguardante “Mylord: Sir Andrea Frankfourth ed il tesoro degli Incas”, Terreblu editore uscito nel 2019, e disponibile su IBS/Feltrinelli cultura@terreblu.it, è il primo di una Saga che coinvolge il protagonista in 11 affascinanti episodi che lo conducono in giro per il mondo alla scoperta di tesori occulti e di fantasmi».

Come nasce la trama del suo romanzo, da quali incipit?

«Come dicevo all’inizio, una storia vera appresa nel corso delle mie ricerche fantasmifere».

 Il suo romanzo in quali contesti è ambientato? Sono reali o di fantasia?

«Nel 1700 odierno e sono reali».

In quanto tempo ha realizzato con successo il suo ultimo lavoro editoriale?

«Venti giorni perché la trama l’avevo in mente da molto tempo».

“A letto col fantasma” avrà un seguito?

«No, però è una storia molto filmica o da fiction».

Qualche anticipazione per lasciarsi trasportare alla lettura del suo romanzo?

«Il nobile Rudyard vede i fantasmi, e ci si chiede chi sia la misteriosa Jillyan dai capelli ramati che incontra ad una festa e che stravolge la sua vita. Inoltre, c’è Evalyne, la contessa che ha un amante segreto con il quale consuma i suoi incontri ad alta gradazione erotica in un budoir nascosto dietro una parete occultata nella libreria del suo palazzo maritale. Scoperta che fa il nostro giovane aristocratico quando entra a Le Orphelin, “la torre della strega”, proprietà di suoi cari amici che vogliono vendere e sulla quale pesa una storia terribile che nessuno vuole rivelare….».

di Manuela De Rosa

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