Intervista ad Alessandro Coppola, il 17enne che lotta contro i pregiudizi

NAPOLI – Dopo i malumori per le misure e disposizioni attuative anti covid che fanno salire la tensione in tutto il paese, manifestazioni che si moltiplicano da nord a sud , atti vandalici nei centri città, com’è accaduto a Napoli, Torino, e Milano. Noi della redazione vorremmo farvi dimenticare anche per soli pochi istanti, l’ultimo DCPM di questi ultimi giorni e la scelta per alcune regione della didattica a distanza per contrastare il Coronavirus. Con questa piccola intervista fatta pochi giorni fa ad Alessandro Coppola, un ragazzo diciasettenne di Napoli.

La sua storia è una storia di resilienza, di determinazione, altruismo e tanta voglia di sconfinare i propri sogni. Dall’età di quattro anni, quando incomincia ad indossare il suo primo grembiulino bianco, che lo porta a frequentare la scuola materna, ad Alessandro viene diagnosticata al Bambin Gesù di Roma: “l’Ipoacusia neurosensoriale” aggravata da un colesteatoma all’orecchio sinistro, asportato e ricostruito con due operazioni di timpanoplastica, dopo delle quali ha perso completamente l’uso dell’orecchio sinistro, e ad oggi sente solo con protesi a quello destro. Ma l’anno scorso, la vita lo mette ancora una volta di fronte ad un’altra triste realtà, ossia una malattia genetica rara degenerativa, la sindrome di “USHER”. Tuttavia Coppola capisce il dono importante che è la vita e non passa neanche un giorno a chiedersi se il suo futuro sarà come quello di ogni ragazzino della sua età; se riuscirà ad incoronare i propri sogni. Incontra ostacoli, ma chi al giorno d’oggi non deve lottare prima di ottenere qualcosa; perciò non ha bisogno di aspettare risposte. Il suo futuro è come quello di ogni diciasettenne che cammina tra le strade di Napoli con in tasca tanti sogni, ma per giunta ci insegna che in questa vita non bisogna mai arrendersi. Bisogna lottare soprattutto contro i pregiudizi, per vivere sulla nostra pelle, ogni volta, un’emozione diversa. Scopriamo insieme le sue passioni, la sua esperienza a Mister Special d’Italia:


Ciao Alessandro, è benvenuto all’interno del nostro giornale. Iniziano subito con la prima domanda: parlaci un po’ di te.

«Sono Alessandro Coppola ho 17 anni e mezzo, sono nato e vivo a Napoli. Sono un ragazzo molto solare, socievole, molto paziente, un po’ permaloso, mi piace molto divertirmi e scherzare, ma ci sono molte situazioni dove so essere pure  molto serio. Ho una vita molto difficile a causa della sordità, porto la protesi acustica dall’età di 4 anni, ho anche subito 2 interventi all’orecchio e poi sono diventato anche ipovedente, poiché l’anno scorso mi hanno diagnosticato una malattia genetica rara degenerativa, la sindrome di “USHER”. Mi considero un ragazzo “RARO”, come la mia malattia».

So che frequenti il quarto anno di liceo. Come stai vivendo la scuola in questo periodo?

«Frequento il quarto anno di liceo scientifico “scienze applicate”. E’ un periodo molto difficile per tutti in generale, nello specifico la vivo come tutti i miei coetanei, in modo molto triste e strano, perché ci manca il contatto umano, il momento di pausa per scambiarci due chiacchiere. Personalmente portando la protesi acustica, essendo ipoacustico e da un anno anche ipovedente, a causa di una malattia genetica rara visiva, la sindrome di “Usher” , trovo maggiore difficoltà a seguire lezioni online, ma grazie all’aiuto dei professori e dei miei compagni, riesco a studiare in maniera tranquilla ed efficace».

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Quali sono le tue passioni?

«Le mie passioni sono la moda e il ballo, sono entrato nel mondo della moda circa due anni fa, in questo periodo ho avuto la possibilità di fare molti shooting per vari brand online, ho posato per un atelier importante in Campania, ho fatto da fotomodello per il direttore artistico del “Festival di Napoli”, ho avuto l’onore e il piacere di aver fatto delle comparse per una soap opera che viene trasmessa su Rai 3 “Un posto al sole”, sono stato scelto per un lungometraggio da protagonista. Per quanto riguarda il ballo, pratico da due anni “Danze Caraibiche” in un’accademia importante, amo la musica e la danza in generale come il “Reggaeton, tecno, musica commerciale”, ho fatto anche il porta gente nelle discoteche, ho fatto vari videoclip musicali per vari cantanti emergenti».

Sei mai stato vittima di bullismo?

«Sono stato vittima di bullismo dalle elementari ad inizio superiori. E’ stato un periodo bruttissimo che ha segnato la mia vita da bambino e da adolescente. Ricordo ancora molti episodi ed espressioni che usavano nei miei confronti come “Amplifon, hai la 104”».

Come hai superato quel periodo?

«E’ stato molto difficile superare tutto questo, ma con l’aiuto delle maestre, dei professori e soprattutto della mia famiglia, sono riuscito un giorno a liberarmi di tutto il male ricevuto, sfogando in un grande pianto. Sento il dovere di consigliare ai ragazzi che purtroppo subiscono atti di bullismo, di non avere paura e di non tenersi tutto dentro, ma avere il coraggio di parlare, confidarsi con persone che li vogliono bene veramente, come i familiari, gli insegnanti, i migliori amici, perché sono gli unici che possono far finire questi orrendi comportamenti».

Raccontaci la tua esperienza di Mister Special d’Italia?

«Ho fatto tanti concorsi di bellezza, ma quello che aspettavo da tanto tempo è il concorso:” MISS E MISTER SPECIAL D’ITALIA”, il primo concorso al livello nazionale con marchio registrato, organizzato da Antonio Cirillo in Puglia, che ha dato per la prima volta spazio a ragazzi come me o che hanno dei deficit gravi, ma nonostante questo abbiamo anche noi la voglia e la determinazione di esprimerci, perché non ci sentiamo diversi dagli altri. Vincere la prima tappa di questo concorso, ed essere il primo finalista è un’emozione incredibile, inspiegabile, perché ho capito ancora di più quanto valgo e quanto posso trasmettere su una passerella».

 di Grazia Sposito

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