Nato nel 1960 ad Attard, un villaggio situato al centro dell’isola di Malta, l’artista David Xuereb si  distingue per il particolare linguaggio visivo delle sue creazioni, sia nel settore figurativo che in quello astratto, dimostrando di sapersi destreggiare con facilità nelle varie tecniche e mezzi impiegati. Il portfolio di Xuereb sembra essere il lavoro di molti artisti. La sua versatilità, infatti, è ciò per cui Xuereb è maggiormente noto, al punto da diventare il suo principale tratto distintivo. L’equilibrio tra la natura selvaggia e la sensibilità delle sue creazioni è solo una delle caratteristiche delle sue opere.

David Xuereb a lavoro

Cosa puoi dirci della tua arte? I tuoi temi? I tuoi esperimenti?

«Arte per me è la voglia di creare; e il viaggio è più soddisfacente del risultato finale. Più difficile è la sfida, più mi diverto. Ciò mi consente anche di sperimentare materiali che non sono tradizionalmente noti per essere utilizzati in campo artistico, creando così qualcosa di unico, ogni volta. In effetti, molti di coloro che vedono i miei lavori nel corso degli anni, pensano che siano realizzati da artisti diversi. A me, infatti, non piace ripetermi».

Quali materiali usi per creare le tue opere?

«Ad essere onesto, non mi sono mai limitato a pochi materiali. Comincio sempre da un’idea e cerco di trovare diversi modi per realizzarla. Così facendo, non sono legato a materiali specifici e posso usare tutto ciò che mi porta all’obiettivo finale. Ho persino usato materiali riciclati. Il fatto che io non usi gli stessi materiali mi permette di spaziare meglio, di creare ancora di più. Inoltre, mi consente di estendere i limiti di un particolare materiale e sviluppare nuove tecniche».

Quando hai deciso di essere un artista? Qualcosa sulla tua ‘gavetta’?

«In verità, sono sempre stato creativo. La mia prima esperienza artistica è stata a 6 anni, quando sono arrivato secondo in una competizione internazionale tra cinquanta scuole in tutto il mondo. Il mio interesse per le arti continuò a svilupparsi, fino a quando non diedi una svolta nei primi anni ’80 per diventare un artista a tempo pieno. Da allora, non mi sono più fermato».

Quanto c’è del tuo paese nella tua arte?

«Il mio paese è molto presente nella mia arte. In effetti, ho dato vita ad alcune collezioni ispirate proprio al mio paese. Ad esempio, le collezioni Stukko e Rooftopography». 

Non mi piace fare i soliti panorami, perché m’infastidisce l’idea di limitare l’immaginazione degli spettatori.

Cosa ne pensi delle arti figurative?

«Apprezzo un’opera ben fatta; tuttavia, in termini di creazione, non ho uno stile ben preciso, perché, come già accennato, mi piace essere creativo in modo libero».

Puoi dirci qualcosa sui tuoi futuri lavori?

«Al momento ho dato vita ad una nuova collezione, chiamata “13”; una serie di 13 dipinti che sono stati creati utilizzando una miscela di colle fuse con pigmenti grezzi».

di Teresa Lanna

 

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