“Interrompo dal San Paolo” presentato al lido Don Pablo

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Nel pomeriggio di venerdì “Interrompo dal San Paolo”, il nuovo volume sul calcio curato dal giornalista Pietro Nardiello, è stato presentato a Castel Volturno, al lido Don Pablo.

Protagoniste principali dell’evento tre delle venti autrici del libro: Daniela Volpecina, Serena Li Calzi e Alessia Bartiromo. Seduti al tavolo con le scrittrici personaggi importanti del calibro di Geo Nocchetti (vicecaporedattore Tgr); Gennaro Montuori, giornalista e capo storico Ultra del Napoli; e Vincenzo Ammaliato, giornalista de “Il Mattino” che ha moderato l’incontro.

Informareonline-Interrompo-3-min“Interrompo dal San Paolo” è un’antologia che parla di venti storie, ognuna delle quali raccontata in prima persona da un’autrice diversa. In tutti i racconti si evince lo strapotere e il fascino della radio, capace di regalare forti emozioni e sensazioni non solo ai tempi del Napoli del Pibe de oro e degli scudetti, ma anche ai giorni nostri, dove tecnologia e statistiche rivestono ormai un ruolo di primo piano assoluto nel mondo del calcio. Maradona, Sivori, Mertens, Juliano e Insigne sono solo alcuni dei protagonisti delle storie e dei gol raccontati nel volume, attraverso la magia della radio.

Ma il senso del libro va oltre lo sport. In alcune storie di calcio c’è veramente poco, mentre risaltano all’occhio le ritualità che accompagnano una partita in molte case: ansia, preoccupazione e gioia sono raccontate da ogni scrittrice dal punto di vista soggettivo e familiare. «Siamo partiti dal calcio per raccontare delle storie reali che non si conoscono. Il tifoso conosce a memoria l’azione di gioco, il risultato delle partite e la storia della squadra, però spesso non sa chi si cela dietro quella maglia», dice Daniela Volpecina, che nel libro racconta il gol del momentaneo 1-0 di Napoli-Atalanta della stagione 1986-87 firmato da Giuseppe Volpecina, ex terzino sinistro che poi regalò il primo scudetto ai partenopei.

Informareonline-Interrompo“Interrompo dal San Paolo” è anche l’opportunità per l’affermazione definitiva della figura femminile nel mondo del calcio, sport ancora troppo accostato esclusivamente al “maschio”. Negli ultimi anni qualche passo in avanti sotto questo punto di vista si è fatto, ma non sono passate di certo inosservate alcune frasi sessiste contro le donne, a testimonianza del fatto che c’è ancora tanto lavoro da fare.

«Vogliamo che il libro possa spronare ad una riflessione: siamo nel 2020 ed è il momento giusto per cercare di avere una società che offra pari opportunità nel calcio per uomini e donne. Una giornalista sportiva deve sentirsi libera di vestirsi come le pare, non deve sentirsi etichettata per come si veste o per come giudica il calcio rispetto ad un collega maschio. Bisogna guardare esclusivamente la professionalità e smettere di dire che il calcio sia un argomento maschile», queste le parole di Serena Li Calzi alla fine dell’incontro.

di Donato Di Stasio

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