Inter-Napoli 1-0: primo ko per gli azzurri in campionato

Pasquale Di Sauro 05/01/2023
Updated 2023/01/05 at 10:53 AM
6 Minuti per la lettura

Come si fa a dare scacco matto? Un giocatore può pronunciare scacco matto solo quando si incontrano due elementi, primo: il re avversario è sotto scacco, ovvero minacciato di cattura alla prossima mossa. Secondo: l’avversario non può in alcun modo parare lo scacco. Inter – Napoli è una partita a scacchi – vedremo perché – preparata bene da Simone Inzaghi e decisa dalla mossa della torre Edin Dzeko. Gli azzurri a San Siro perdono la prima gara di questo campionato, Spalletti torna a casa battuto e non solo nel risultato.

Scelte, mosse e contromosse

Napoli

Sullo scacchiere iniziale azzurro, Luciano Spalletti decide di schierare le pedine che fino a questo momento hanno dominato in lungo e largo in campionato. Eccezion fatta per Olivera, preferito a Mario Rui, e Rrahmani, che dopo il lungo stop per infortunio è tornato al centro della difesa per far coppia con Kim. Il tecnico azzurro dunque, sicuro dei suoi uomini, non veste la formazione ad hoc per i nerazzurri, giusto cosi? Scontato giudicare con il senno di poi, specie se questo undici titolare praticamente non aveva mai perso.

Inter

Inzaghi deve vincere, non ha alternative. In attacco due giganti, Lukaku e Dzeko che invitano Di Lorenzo alla prudenza – per non lasciare i centrali 2vs2 – e al non giocarsi a viso aperto il duello con Di Marco. In difesa preparato l’antidoto anti-Osimhen con il trio di difensori centrali che lasciano poco spazio tra loro ed Onana. A centrocampo Barella tiene d’occhio Kvara aiutando Darmian con il raddoppio di marcatura. L’Inter, schierata in questo modo riesce a limitare il gioco degli azzurri che trovano spazi solo in orizzontale, mentre una volta recuperata palla, senza troppi fronzoli, si lancia lungo verso le torri davanti oppure in diagonale sugli esterni per “aprire il campo”.

La cronaca della partita

Primo tempo

Subito uno spavento in apertura quando Di Marco sciupa al quarto minuto l’assist di Lukaku non inquadrando la porta, un’azione che evidenzia le intenzioni di gioco dei nerazzurri, riassumibili in una sola parola: “verticale”. Il Napoli comincia poi a giocare, fraseggiare nella trequarti avversaria, ma gli spazi sono chiusi, non c’è profondità, e le marcature sui portatori di palla sono pronte e “cattive”. A spezzare il monologo azzurro, ancora una verticalizzazione su Lukaku che al 24′ pesca Dzeko in area che apparecchia per Darmian, l’esterno nerazzurro di contro balzo in area di rigore spara alto. Seconda occasione sciupata per l’Inter che continua però ad aspettare e approfittare dello spazio dietro Kim e soprattuto Rrahmani – in difficoltà già nel primo tempo -, ancora Lukaku, su assist geniale (di tacco) di Barella, al 40′ grazia Meret calciando sopra la traversa da buona posizione.

Secondo tempo

Il Napoli comincia la ripresa senza aver ancora calciato nello specchio della porta. Continua a gestire il ritmo con un possesso palla che però è sterile. Ne approfitta allora l’Inter al 56′ con Mkhitaryan, che dopo un recupero sulla propria trequarti campo, pesca con un cambio gioco splendido Di Marco, l’esterno ha tutto il tempo per crossare, il pallone è teso tra difensore e portiere, Rrahmani, correndo all’indietro cerca di anticipare la traiettoria ma fuori posizione e in contro tempo viene scavalcato, alle sue spalle Dzeko non perdona, colpo di testa secco, Meret non può farci nulla.

Spalletti è in svantaggio, sa che deve cambiare e lo fa: fuori due assenti non giustificati Zielinski e Politano, dentro Raspadori e Lozano e passaggio al 4-2-3-1. Anche Inzaghi cambia – un minuto prima di Spalletti – inserendo Lautaro e Gosens, poco più tardi anche Dumfries e Correa, modificando integralmente sia l’attacco che le fasce. Spalletti dopo l’ingresso degli ultimi due nerazzurri decide di inserire Ndombele ed Elmas al posto di Kvaratskhelia e Anguissa, la partita a scacchi continua, le pedine cambiano, il risultato no. Le ultime due mosse dei due tecnici sono Gagliardini per Mkhitaryan da una parte e Simeone per Lobotka dall’altra.

Il Napoli nel finale è sotto i colpi dell’agonismo interista, solo un episodio può “aggiustare” le cose e l’episodio arriva: al 91′ Raspadori ha sul destro la possibilità di battere Onana e pareggiare i conti, la conclusione – unica degli azzurri nello specchio della porta – è però centrale e un riflesso del portiere camerunense segna la prima sconfitta per il Napoli in questo campionato.

Non c’è tempo per girarsi indietro, domenica (ore 18.00) a Genova c’è la Sampdoria di Stankovic vittoriosa a Reggio Emilia contro il Sassuolo e in cerca di punti preziosi in chiave salvezza. L’analisi della partita contro i nerazzurri dovrà essere veloce e il metabolismo azzurro accelerato, + 5 sul Milan, + 8 sull’Inter, il Napoli ha l’obbligo di guardare avanti.

Le pagelle

Meret: 6

Di Lorenzo: 5

Rrahmani: 4.5

Kim: 6

Olivera: 5.5

Anguissa: 5.5 (Ndombele 6)

Lobotka: 5.5 (Simeone s.v.)

Zielinski: 5 (Raspadori 6)

Politano: 5 (Lozano 5.5)

Osimhen: 5.5

Kvaratskhelia: 5.5 (Elmas 6)

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