Insieme si può: l’iniziativa di Aisha Foundation e Hamef per Ouragahio

Marianna Donadio 25/06/2023
Updated 2023/06/25 at 1:38 PM
3 Minuti per la lettura

“Insieme si può” è lo slogan dell’iniziativa coordinata da Aisha Fundation e Hamef a favore del presidio ospedaliero di Ouragahio, Costa d’Avorio, per fornire assistenza sanitaria territoriale gratuita. A presentare il progetto sono Fatou Diako, presidente di Hamef; Giulio Carotenuto e Barbara Melcarne, presidente e vicepresidente di Aisha Foundation.

A raccontarci meglio l’iniziativa è Fatou, di origini ivoriane, che assume il ruolo di mediatrice culturale nell’incontro tra le associazioni e i villaggi di Ouragahio.

«Abbiamo organizzato questa iniziativa per sostenere una missione che faremo nel mese di agosto con l’associazione Aisha Foundation: un gruppo di medici, dentisti e chirurghi che stanno mettendo il loro tempo e il loro talento a disposizione delle persone bisognose. Noi andremo a Ouragahio, una sottoprefettura che si trova a 320 chilometri da Abidjan, in Costa d’Avorio. Questa parte, così distante dalla capitale, non ha ancora accesso a servizi sanitari come quelli odontoiatrici.

Fatou Diako, presidente di Hamef

Da anni la mia associazione lotta contro l’indifferenza, perché è da secoli che l’Africa soffre. Il continente è ricchissimo ma purtroppo i giovani scappano perché noi siamo in affitto a casa nostra, l’Africa non appartiene agli africani. Noi non possiamo essere indifferenti. La pace è diventata uno slogan che non si applica. Noi giovani africani, che siamo alla diaspora, abbiamo capito che l’immigrazione ti arricchisce. Ora sto ritornando a casa mia per ascoltare e aiutare i giovani. Ma non andrò mai in Costa d’Avorio a fare la campagna di sensibilizzazione contro l’immigrazione irregolare. Non si può fermare l’immigrazione: si nasce per poter migrare. Bisogna cambiare gli accordi firmati dai governi per l’attraversamento delle frontiere. Dobbiamo creare dei partenariati, un ponte tra l’Italia e l’Africa, tra Napoli e Ouragahio. Io sono della sottoprefettura di Ouragahio, che è composta da 15 villaggi, quando torno e incontro i giovani capisco che è questa la loro volontà. Un anno fa siamo riusciti finalmente a creare la federazione delle associazioni giovanili di Ouragahio. Aisha Foundation, con Givova, hanno donato 150 maglie di calcio per i ragazzi e ogni villaggio avrà il suo kit. Tutti loro ci stanno aspettando.

Noi di Ouragahio viviamo di agricoltura, coltiviamo caffè e cacao, ma le multinazionali stanno deforestando e devastando la natura, non cresce più niente. Invece di investire soldi nei centri per rimpatri, che sono delle prigioni, dobbiamo investire nella cultura, nella conoscenza, nel dialogo».

Venerdì le associazioni hanno organizzato una serata di racconta fondi per promuovere l’iniziativa, con l’esposizione delle opere di Luciano Ferrara, Angelo Marra e numerosi altri artisti tra pittori e fotografi.

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *