Nonostante si continui a negare una correlazione tra inquinamento ambientale e cancro, sempre più studi scientifici invece suggeriscono la possibilità di un nesso causale tra l’insorgenza di patologie tumorali e l’esposizione a sostanze cancerogene ambientali.
Uno studio pilota dimostra il ruolo determinante dei metalli pesanti e dei policlorobifenili (PCB) nell’oncogenesi dei tumori della testa e del collo e delle malattie della tiroide.
Questo studio ha preso in considerazione solo i casi di pertinenza otorinolaringoiatrica, ossia pazienti affetti da patologia tumorale della testa e del collo, ed è stato svolto su pazienti residenti in zone con criticità ambientali riconosciute.
Di solito le matrici su cui si effettuano i dosaggi di metalli e PCB sono il sangue ed il capello, quest’ultima utilizzata per la quasi inesistente invasività.
La matrice sangue rileva le esposizioni a breve, medio e lungo termine ed i dosaggi minimi e massimi stabiliti sono abbastanza standardizzati.
La matrice capello invece fornisce notizie sull’esposizione specialmente a medio e lungo termine; i capelli sono, infatti, considerati come il cestino di rifiuti, ma sono più suscettibili di variazioni e di contaminazioni esterne, ad esempio, l’età del capello, l’uso di shampoo, balsami e tinture, sono quindi meno standardizzati e conosciuti i dosaggi minimi e massimi. Pertanto per ottenere valide indicazioni sono state analizzate attentamente più matrici biologiche.
Finora nessuno al mondo aveva mai effettuato studi su due matrici biologiche contemporaneamente e prendendo in considerazione sia i metalli pesanti che un particolare gruppo di Policlorobifenili.
Dalle analisi effettuate su 2 queste due matrici biologiche sono emerse importanti e notevoli differenze tra i soggetti malati ed i sani, differenze sia qualitative che quantitative di metalli pesanti e di PCB.
Il gruppo di ricercatori, che ha pubblicato recentemente lo studio, ha preso in considerazione le concentrazioni di 10 metalli nei capelli di pazienti con tumori del distretto testa-collo. I metalli presi in considerazione sono stati il piombo, il magnesio, il ferro, lo zinco, il selenio, il rame, il manganese, il calcio e il cobalto e quindi non tutti i metalli e non tutti i metalli definiti pesanti.
La conclusione a cui sono giunti questi ricercatori è che “elevati livelli di metalli tossici nel sangue possono essere segno di processi patologici in atto”. L’esposizione ad alcuni di questi metalli, come il piombo, il cadmio, il cromo, lo zinco, il rame, possono alterare molte funzioni del nostro organismo; dosi tossiche di questi metalli possono condurre alla carcinogenesi, come confermato da numerosi altri studi. Ad esempio il piombo è un metallo molto tossico: esso si può accumulare nel nostro organismo e danneggiare molti organi e sistemi. Esso è da considerarsi un elemento mutageno anche per la sua azione di perossidazione lipidica. Il piombo è presente, infatti, in alte concentrazioni nel sangue e nelle urine dei fumatori.
In questo studio pilota, tutti i pazienti con patologia neoplastica del distretto testa-collo arruolati presentavano sia livelli di metalli pesanti che livelli di PCB nel sangue, almeno 2 volte superiori al livello massimo di riferimento. I livelli dei metalli pesanti nel capello erano almeno il doppio rispetto a quello massimo di riferimento.
Al contrario, tutti i volontari sani arruolati, non presentavano positività significative di metalli e PCB.
I pazienti utilizzati per la ricerca provengono da aree urbanizzate e sono residenti da anni in prossimità di aree dichiarate a rischio inquinamento anche doloso e colposo.
«Pertanto – concludono i ricercatori, sarebbe opportuno limitare sempre l’esposizione della popolazione a queste sostanze, mettendo in atto una prevenzione sull’ambiente, sullo smaltimento delle sostanze chimiche ed attuando bonifiche di zone dichiarate a rischio».
Molti studi confermano anche che un alto consumo di frutta e vegetali ridurrebbe il rischio di sviluppare i tumori in queste zone a rischio. Una dieta ricca di frutta e vegetali è la più adatta a pazienti con tumori del laringe e bocca.
La reale correlazione di queste sostanze e il loro intimo ruolo nello sviluppo di patologie tumorali è ancora oggi oggetto di studi da parte della comunità scientifica internazionale.
Questi risultati preliminari dimostrano però, indiscutibilmente, l’alta concentrazione di metalli pesanti e PCB nei pazienti con neoplasie della testa e del collo.

Fonte: www.ncbi.nlm.nih.gov

di Girolama (Mina) Iazzetta

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