Inquina-mente: Castel Volturno si ribella

Quanto valore attribuiamo alla qualità della nostra vita? Oggi siamo catapultati in un mondo che corre, tecnologicamente avanzato, ne rimaniamo estasiati senza pensare agli effetti che ne conseguono.

Siamo circondati da una società che esalta l’individualismo, viviamo anni colmi di emergenze e problematiche, ma fin quando non capita a noi stessi, nulla è reale.
Tante malattie a causa di alimenti coltivati nelle terre maltrattate, avvelenate da rifiuti tossici. Quanta spazzatura lasciata sui marciapiedi delle nostre città, e quanti roghi appiccati per far sì che sparisca.

E il mondo corre, indifferente.

C’è chi però non è d’accordo e combatte questa cosiddetta superficialità. A Castel Volturno, infatti, ha avuto luogo un convegno riguardante “l’Inquinamento Ambientale” e il conseguente impatto sulla salute. Ci troviamo esattamente nell’Auditorium della Chiesa S. Maria del Mare di Pinetamare, dove assistiamo ad un dibattito in cui sono intervenute figure come quella del Medico Chirurgo e Presidente della “DD Clinic Foundation”, Dr. Del Buono. Quest’ultimo sostiene e afferma di aver capito che dell’inquinamento non possiamo farne a meno, soprattutto in determinati territori e quindi sarebbe doveroso almeno imparare a conoscerlo e controllarlo.

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“Noi ci nutriamo di alimenti che vengono dal mare che nelle nostre zone è altamente inquinato, ma che non possiamo evitare di ingerire – sostiene Del Buono – e per questo ci ammaliamo.” Anche la condizione psichica e psichiatrica rappresenta un’altra delle emergenze e conseguenze dell’inquinamento ambientale.

Facendo riferimento alla genetica poi, ne spiega la differenza con l’epigenetica. Quest’ultima rappresenta tutto ciò che ci circonda, compreso il telefono-cellulare, da cui siamo talvolta ossessionati, compreso anche i Wi-Fi che abbiamo in casa.
Il nostro territorio ha bisogno di cittadini attivi, che si spendono per la loro terra. Il vero cambiamento deve avvenire soprattutto dentro noi stessi, è questo il pensiero che porta avanti il fondatore del Comitato NO-ROGHI di Castel Volturno, Salvatore Cretella. “Nei mesi precedenti vaste aree del casertano hanno vissuto momenti particolari, la spazzatura ricopriva le strade, e c’è chi ha ben pensato di appiccare roghi tossici che alimentavano solamente il problema” afferma Cretella. L’emozione nella sua voce si fa protagonista quando spiega che quella che ha portato alla nascita del Comitato di cui fa parte, è stata la paura. Quando si arriva al punto di aver timore di vivere nel luogo in cui si è cresciuti, un luogo ormai arrivato al limite della sopportazione, è doveroso attivarsi e decidere di cambiare la situazione.

Così facendo lui, insieme al Comitato NO-ROGHI, da mesi a questa parte ripuliscono le strade sostituendo i sacchetti dell’immondizia con delle colorate fioriere. Un ottimo messaggio, ma soprattutto un invito alla civiltà e al buon senso.
Successivamente prende la parola il Dr. De Curtis che, riprendendo il discorso del Dr. Del Buono, ci propone un’altra faccia dell’inquinamento, l’inquina-Mente.
In questo caso utilizziamo la parola “mente” poiché questa rappresenta l’unico ostacolo che non ci permette di capire la gravità di una tale situazione d’emergenza.
“Se si continuerà ad esaltare l’individualismo- puntualizza l’ambientalista- e di conseguenza a non credere che “possa capitare a noi”, non si farà nessun passo in avanti”.
Bisognerebbe imparare a restare uniti per realizzare un bisogno comune, fermarsi un attimo a pensare che questo mondo ci appartiene, abbiamo l’occasione di salvarlo da una situazione della quale noi siamo gli artefici, ma non ne abbiamo la voglia.

Armiamoci di coraggio e forza di volontà, eliminiamo la superficialità che caratterizza la nostra società, ma soprattutto aiutiamo, sosteniamo i luoghi in cui siamo cresciuti e abbiamo vissuto, non infanghiamoli, non abbandoniamoli.

di Clara Gesmundo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°201 – GENNAIO 2020

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