Quando si parla di un viaggio in Brasile immediatamente il pensiero vola dritto verso Rio de Janeiro, la città che rappresenta appieno la bellezza del paese e la gioia di vivere del popolo brasileiro, ma che è anche il simbolo di tutte le contraddizioni tipiche di questa immensa e splendida nazione.
Parlare di Rio, o di altri luoghi dell’immaginario collettivo, sarebbe perciò scontato e quindi, proprio pensando a questi grandi contrasti, vorrei provare a descrivere quelle realtà meno conosciute, non per questo meno belle, ma sicuramente più vicine alla normalità della vita quotidiana, che ben rappresentano i questi contrasti brasiliani.
Ed allora, dall’isola di Itaparica, una delle tre che si incontrano di fronte alla prima capitale del Brasile, Salvador de Bahia, vorrei condurvi nel villaggio di Cacha-Pregos, una frazione del comune di Vera Cruz, una delle due “prefeituras” – di cui l’altra è Itaparica – che costituiscono amministrativamente l’isola, dove ha anche sede un villaggio del Club Med.
Il nome del villaggio, tipico “povoado” di pescatori, deriverebbe dall’unione del verbo cachar, dal francese cacher, che, a sua volta, ha origine dal latino coactare, come spiega Américo Venâncio Filho, linguista dell’Università Federale di Bahia, e dal termine pregos, nome di un pesce tipico della zona. I pregos, trascinati dalla forte corrente marina, specialmente durante la fase dell’alta marea, verso la foce del fiume Jaguaripe non riescono poi a tornare verso il mare a causa della bassa marea e, dunque, restano forzatamente nascosti in una sorta di cassa naturale.
Si noti come il termine portoghese “cacha sia praticamente lo stesso del napoletano cascia, sia come fonetica che come significato. Per arrivare a Cacha Pregos occorre attraversare tutta l’isola partendo dal terminal marittimo dei ferry-boat che, dal porto di Salvador, giungono a Bom Despacho sul lato nord di Itaparica.
È possibile giungervi anche via terra lungo un meraviglioso ponte sul Rio Jaguaripe, il Ponte do Funil, che collega la zona sud dell’isola al continente. La suddetta isola è attraversata da N a S dalla BA001. Lungo questa strada, ad un certo punto, occorre imboccare la BA882 che, attraversando Tairu, Aratuba e Berlinque, in un percorso di soli 11 km, conduce a Cacha-Pregos che ne risulta il punto finale.
Nel percorrere queste strade bisogna fare grande attenzione ai quebra-molas (letteralmente rompi-molle, riferite alle molle degli ammortizzatori), ovvero dossi artificiali posti nei punti più pericolosi con la funzione di ridurre la velocità.
La posizione geografica di Cacha-Pregos, dal lato diametralmente opposto rispetto a chi viene da Salvador, ha determinato un’espressione tipica degli abitanti (moradores) “pra lá de Cacha-Prego“, evocante un luogo lontano e forse anche un po’ magico.
La domanda, che a questo punto sorge spontanea, è perché andare a Cacha-Pregos?
Proverò a rispondere parlando, innanzitutto, delle sue spiagge “de boa extensão” che richiamano un grande numero di turisti durante l’alta stagione, del suo mare che per la sua tipicità lagunare è sempre calmo, ma anche caratterizzato da forti correnti.
Una caratteristica derivante dalla sua conformazione geografica è la possibilità di assistere a tramonti spettacolari (o pôr do sol em Cacha Prego é um espetáculo a parte) che, nella opinione di molti, è  um dos mais bonitos do Brasil!
Un’altra attrattiva, questa volta dal punto di vista biologico, è il “manguezal”, un’area ricca di alberi bassi (mangue) particolarmente fangosa, habitat naturale dei granchi che lì trovano gli alimenti giusti per il loro sviluppo.
La seconda domanda, che inevitabilmente sorge, è quella in cui ci si chiede dove siano i contrasti caratterizzanti il Brasile di cui si è fatto cenno all’inizio?
Facile. La cittadina è un susseguirsi di edifici molto semplici, talvolta anche rustici, e di ville molto belle e sofisticate. Molti sono i condomini, cosiddetti “fechados” (chiusi), costituiti da ville signorili che generalmente ospitano i turisti durante la stagione estiva. Molti fra i residenti fissi sono quelli che, nati in zona e trasferitisi nelle città più grandi per motivi di lavoro, hanno poi preferito tornare nei luoghi di origine per vivere in modo sereno e tranquillo la pensione.
Fra questi, ho avuto il piacere di incontrare e conoscere Aristide Martins un medico che, dopo una lunga carriera professionale, ha deciso di vivere a Cacha-Pregos. L’ho incontrato nella Praça Por do Sol proprio vicino ad una stele con una sua poesia dedicata alla sua città, particolare calzante con il periodo storico che stiamo vivendo in termini di salvaguardia di ambiente…

No principio do mundo

um majestoso pàssaro

de asas brancas

procurou um paraísopara pousar. 

Ao avistar, exausto

caiu sob o local 

suas asas transformaram-se

em areia branca

e o seu sangue o verde

do mar.

Deus!

O que està acontecendo com

nosso paraíso

ele està desaparecendo

será que o Senhor està

querendo mudar

para outro lugar?

All’inizio del mondo

un maestoso uccello

dalle ali bianche

cercò un paradiso dove posarsi.

Avvistato il luogo, esausto

cadde proprio qui

le sue ali si trasformarono

in sabbia bianca

e il suo sangue nel verde

del mare.

Dio!

Che sta accadendo al

nostro paradiso

sta scomparendo

non sarà che il Signore

sta cercando di spostarsi

in un altro posto?

Non sarà che realmente stiamo facendo sì che il nostro paradiso scompaia?

di Bruno Marfè