Reddito cittadinanza Castel Volturno

INCHIESTA. Reddito di Cittadinanza a Castel Volturno: le falle di un sussidio contro la povertà

Stefano Errichelli 04/11/2022
Updated 2022/11/23 at 10:36 AM
8 Minuti per la lettura

Reddito di Cittadinanza a Castel Volturno: i limiti di una norma importante

Il reddito di cittadinanza negli ultimi anni è stato uno degli argomenti più discussi nel panorama politico e nella società civile. L’introduzione di questo sussidio rappresentava una delle battaglie politiche targate Movimento 5 Stelle e l’approvazione fu un consolidamento per i vertici del movimento. Il punto centrale della discussione politica, si focalizza principalmente sul sistema che regge questo sussidio e di conseguenza ne determina la buona riuscita in termini sociali.

La manovra è stata sposata politicamente non solo dal M5S, ma da tutti i partiti di sinistra, che in campagna elettorale ne hanno fatto uno dei punti principali nei loro programmi. Sebbene a sinistra il reddito di cittadinanza è considerato un valido strumento per contrastare la povertà, per i partiti di destra la percezione è completamente differente. Infatti, uno dei cavalli di battaglia del centrodestra alle elezioni del 25 settembre, era l’abolizione del reddito di cittadinanza, perché considerato una delle cause principali della mancanza di personale in alcuni settori, ma anche oggetto di aumento del lavoro nero.

Non si discosta tanto dalla posizione del centrodestra, l’opinione del terzo polo, l’alleanza nata da Italia Viva di Matteo Renzi e Azione di Carlo Calenda, che etichettano il reddito di cittadinanza come strumento di assistenzialismo che non giova al mondo del lavoro. Gran parte del grido degli oppositori al reddito, si basa sul sistema posto alle spalle della manovra, considerato per molti un sistema del tutto inappropriato.

Reddito di Cittadinanza a Castel Volturno: cosa c’è realmente alla base di questo sostegno?

Per rispondere a questa domanda, abbiamo deciso di raccogliere la testimonianza di chi in prima persona rappresenta l’elemento principale che c’è alla base del sistema di controllo. Abbiamo, infatti, intervistato i componenti dell’area delle politiche sociali del comune di Castel Volturno. Insieme a loro abbiamo analizzato il reddito di cittadinanza in tutte le sue sfumature. Abbiamo preso in esame la città di Castel Volturno, un comune che vive da anni ormai una situazione sociale difficile. Povertà e disoccupazione rappresentano le piaghe maggiori per la città. In un comune così difficile, inevitabilmente il numero di domande pervenute è stato molto ampio.

I percettori effettivi del Rdc sono circa 11.871, secondo le ultime stime fatte nel mese di ottobre. Un dato questo, che concentra perfettamente la realtà sociale ed economica del comune. C’è da evidenziare che i dati sono in costante aumento, solo nell’ambito del C10 di cui fanno parte i comuni di Mondragone, Castel Volturno, Falciano, Carinola e Cancello ed Arnone, solo da inizio gennaio sono pervenute 9.138 domande. Del totale delle nuove richieste, circa la metà arrivano da cittadini residenti a Castel Volturno, ciò significa che più del 50% delle domande di tutto l’ambito arrivano da un solo comune: Castel Volturno.

Il sistema di controllo del reddito di cittadinanza prevede che siano i comuni ad effettuare i controlli sui richiedenti, ma troppo spesso i comuni sono in forte carenza di personale. Il comune, quindi, troppo spesso viene inondato da una mole enorme di lavoro.

Quanti sono i cosiddetti “furbetti” del reddito di cittadinanza?

Analizzando chiaramente i dati fornitici dal comparto delle politiche sociali del comune di Castel Volturno, abbiamo potuto riscontare la presenza di 2.743 beneficiari considerati anomali. Il dato tende a specificare le carenze di controlli preventivi. Per ottenere il sussidio, il primo passo è quello di recarsi al Caf con il modulo ISEE, ovvero la dichiarazione dei redditi e successivamente compilare un’autocertificazione, nella quale si dichiara di possedere tutti i requisiti affinché possa essere erogato il sussidio. Da questo momento vengono a galla tutte le falle nelle procedure di controllo: dal mese successivo alla presentazione della pratica, l’INPS eroga il sussidio e solo successivamente all’erogazione, vengono effettuati i controlli. Nel caso di illecito l’INPS procederà alla sospensione del sussidio, che però permetterà di presentare una nuova pratica dal mese successivo. Il tutto considerando che spetta al comune effettuare i controlli anagrafici e dello status della famiglia. Il sistema non prevede controlli preventivi, come ad esempio quelli effettuati in caso di una richiesta di pensione. Il sistema di controllo posto alla base del sussidio è evidentemente sbagliato. Resta però la totale evidenza che il reddito di cittadinanza rappresenta un valido strumento di contrasto alla povertà, va quindi migliorato e potenziato.

Reddito di Cittadinanza a Castel Volturno: esiste un concreto sbocco lavorativo per i percettori?

Altro elemento di discordia in termini politici, è sicuramente rappresentato dalla mancanza di un inserimento nel mondo del lavoro per i percettori del reddito. La discordia ha origini ben lontane, precisamente da quando fu catapultata nella discussione politica la figura del navigator. Il governo Conte e Draghi hanno stanziato per questa figura complessivamente 500 milioni di euro, divisi in 200 milioni per il 2019, 250 milioni per il 2020 e 50 milioni di euro per il 2021.

Stando a quando riportato dalla stesura del decreto-legge, questa figura era di fondamentale importanza, ritenuto tutor dei percettori e in termini pratici, colui che in collaborazione con i centri dell’impiego avrebbe dovuto designare un futuro nel mondo del lavoro per i percettori del sussidio. La triste è concreta realtà è purtroppo un’altra, i navigator non sono mai riusciti a svolgere a pieno le loro funzioni né tantomeno sono riusciti ad essere di supporto ai centri dell’impiego.
Anche i comuni, che in forte carenza di personale avevano chiesto il supporto dei navigator, per sopperire a tale mancanza, non sono stati accontentati.

E nel merito della città di Castel Volturno, i membri dell’area delle politiche sociali del comune, ci hanno persino raccontato che dopo esplicita richiesta di supporto furono identificati tre navigator ed in seguito alle varie procedure burocratiche, che prevedevano il loro impiego al comune, fu persino adibita e preparata una stanza a loro destinata.
La morale della storia è che, la stanza è rimasta vuota e il comune con poco personale. Resta questo il triste riassunto di uno strumento fondamentale per l’assetto sociale del paese, ma che porta con sé troppi limiti.

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