INCHIESTA. Castel Volturno e l’odissea dei ponti che ha distrutto cittadini e commercianti

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Per il ponte di Lago Patria si attende il 15 luglio. Tempi ancora lunghi invece per quello di Destra Volturno

A Castel Volturno potrebbe essere dedicato un poema simile all’Odissea del grande Omero. La città del Litorale Domitio si trova da diversi anni a dover fronteggiare un problema che ha letteralmente “spezzato le gambe” a diverse fasce di popolazione. Stiamo parlando dei due ponti di Castel Volturno: il primo collega la città castellana alla frazione Lago Patria di Giugliano; il secondo connette il centro cittadino a Destra Volturno, interrotto nell’agosto 2020 su disposizione della Procura di Santa Maria Capua Vetere per consentire accertamenti sulla sua sicurezza.

Dopo anni di appelli, reclami e spiegazioni richieste all’amministrazione comunale sulle possibili date di riapertura di entrambi i ponti, i cittadini che risiedono nei loro pressi sono da tempo arrivati allo stremo. Decine sono state le segnalazioni giunte nell’ultimo anno nella nostra redazione e noi, sulla scia di quotidiani e periodici di libera informazione slegati dai poteri forti, abbiamo deciso di approfondire la questione cercando di conoscere gli ultimi aggiornamenti sulla situazione. In un’intervista telefonica rilasciataci lunedì 27 giugno, il sindaco di Castel Volturno Luigi Petrella ha dichiarato che «il ponte di Lago Patria sarà riaperto il 15 luglio»; mentre per l’altro ponte si dovranno attendere ancora tanti mesi. Secondo il primo cittadino, a Destra Volturno «i lavori non saranno completi prima di novembre-dicembre di quest’anno». Dunque, una buona notizia (si spera) e un’altra disastrosa, che arrecherà ulteriori danni ai cittadini della zona.

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ponti castel volturnoPonte Lago Patria, dopo più di 3 anni si vede la luce: si attende il 15 luglio

Il ponte Castel Volturno-Lago Patria è stato oggetto principale di una nostra video-inchiesta pubblicata il mese scorso, grazie alla quale Informare ha ricostruito i fatti succeduti dall’aprile 2019, periodo in cui fu disposta la chiusura del ponte per la realizzazione di lavori strutturali. Nessuno si sarebbe mai aspettato, però, che il blocco del ponte potesse durare così tanto e che le ripercussioni negative sulla vita degli abitanti della zona sarebbero diventate più gravi con il trascorrere dei mesi.

Ma proviamo a far capire al lettore quali sono state le conseguenze specifiche con le quali hanno avuto a che fare i cittadini. Se egli decidesse di percorrere con l’auto il tragitto che da Pinetamare porta al punto di chiusura del ponte, come abbiamo fatto noi di Informare, si accorgerà molto facilmente che negli ultimi 2-3 km le attività commerciali aperte si conteranno sulle dita di una mano. Il commercio è defunto da questa parte del ponte, una zona che anche nelle ore di punta della giornata è diventata pressoché deserta. Non si vedono auto o altri mezzi transitare, a volte in lontananza si osserva solo qualche donna o uomo fare jogging. Inoltre, durante il nostro sopralluogo, abbiamo constatato che alcuni tratti del ponte sono diventati punti che persone incivili utilizzano per scaricare rifiuti di ogni genere.

Ad avere la peggio in questi tre anni di chiusura, però, sono stati i residenti non automuniti per i quali i servizi dall’altra parte del ponte, come posta, banche o scuole, sono diventati inaccessibili. Chi invece è in possesso di un qualunque mezzo per spostarsi deve comunque percorrere una strada più lunga per raggiungere la frazione di Lago Patria. In un’intervista realizzata per la nostra inchiesta Giuseppe Miele, fondatore del Comitato cittadino km. 42, ha dichiarato che «il tratto di Castel Volturno che porta al ponte è diventato una vera e propria pista da corsa, dove il sabato e la domenica si riuniscono almeno 10-15 moto per gareggiare tra loro». Si tratta di un pericolo ulteriore per i residenti del posto, i quali potrebbero incappare in una disgrazia o brutto incidente.

Sull’altra sponda del ponte, quella di Lago Patria, a subire i maggiori danni continuano ad essere le attività commerciali, che basavano parte del loro fatturato annuale sui clienti di Castel Volturno. Una nota commerciante ci ha espressamente detto che «solitamente in questo periodo dell’anno, cioè all’inizio dell’estate, la zona era trafficatissima, anche nei giorni feriali. Da circa tre anni, invece, nei giorni lavorativi sembra di essere in inverno per la scarsa affluenza delle persone».

Dopo aver ascoltato le testimonianze dirette di cittadini e commercianti, abbiamo chiesto spiegazioni al sindaco di Castel Volturno, il quale ha affermato che si dovrà attendere fino al 15 luglio per il definitivo funzionamento del ponte, dichiarando che «la ditta che aveva inizialmente preso in carico i lavori ha avuto un problema giudiziario, ed è stato nominato un amministratore che ha stabilito un nuovo cronoprogramma dei lavori. Secondo questo cronoprogramma, l’opera dovrebbe essere consegnata completa il 15 luglio».

Destra Volturno, Petrella: “Il ponte non riaprirà prima di novembre”

Ben più critiche sono le ultime notizie che ci arrivano sull’altro ponte di Castel Volturno. Da quest’altra parte della città, i problemi maggiori riguardano soprattutto le persone automunite che devono arrivare a Destra Volturno: esse sono costrette a percorrere obbligatoriamente circa 7-8 km di Asse Mediano per giungere a destinazione, visto che il ponte costituiva l’unica via di accesso rapida tra i due punti del paese. Allo stesso tempo, l’interruzione continua dei lavori ha sfavorito e isolato Destra Volturno e le sue attività commerciali dalla parte più sviluppata e ricca della città, come ci ha testimoniato un commerciante: «È chiaro che le persone, dovendo per forza percorrere l’Asse Mediano per spostarsi dal centro, non imboccheranno mai lo svincolo che porta a Destra Volturno, ma sceglieranno sicuramente altre mete, per esempio Mondragone».

Petrella ha ammesso ai nostri microfoni: «i lavori hanno subito uno stop perché l’ufficio tecnico del comune ha presentato una progettazione che si è rivelata sfalsata, che “non è stata ben digerita”, e quindi si è dovuto procedere con un altro intervento di modifica del progetto strutturale». Alla nostra domanda sulle responsabilità dell’ufficio comunale firmatario di un progetto rivelatosi sbagliato, il sindaco di Castel Volturno ha risposto: «Non voglio scaricare le responsabilità sulla politica. Purtroppo la progettazione è stata sballata e quindi il progettista non se l’è sentita di andare avanti. Sicuramente la parte tecnica deve assumersi una certa responsabilità per l’aver presentato un progetto che in alcune parti ci ha condizionato nell’avanzamento dei lavori». Al termine della telefonata, il primo cittadino castellano ha detto: «i lavori dovrebbero completarsi entro il mese di dicembre ma, se le cose vanno per il verso giusto, il ponte potrebbe essere completato il mese prima».

cittadini commercianti ponte destra Secondo il nostro punto di vista, è chiaro che non possiamo non definire i progetti fallimentari, e parte delle responsabilità vanno sicuramente rivolte soprattutto al sindaco, colui che dovrebbe adoperarsi per il bene, la sicurezza e l’efficienza di una città che di problemi ne ha abbastanza.

Noi di Informare continueremo a seguire da vicino gli sviluppi di entrambe le vicende, tenendo aggiornati i nostri lettori.

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°231 – LUGLIO 2022

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