Nel numero di giugno del Magazine, venne pubblicata l’intervista curata da Mara Parretta “Francesca Grassi il racconto di suo padre Paolo” rilasciata in occasione della sua visita napoletana per la prima al San Carlo dell’opera ”Die Walküre”, nella edizione dedicata al padre.
L’incontro con Francesca si dipanò lungo il percorso che unisce Castel Nuovo, ed in particolare la Cappella Palatina, al Teatro San Carlo. E questo perché si potesse valutare la fattibilità di un allestimento della mostra a lui dedicata nel centenario della nascita, e svoltasi a Milano dal 26 gennaio al 24 marzo 2019 a Palazzo Reale, anche nella città partenopea.
Francesca, a chiusura dell’intervista, così chiosò: «Napoli è una città che si sta aprendo a una nuova vita. C’è una bella gioventù, un bel pubblico e tanta attenzione e ricchezza. Quindi perché non a Napoli?».

Sulla scia di questo interrogativo, la collega Deborah Di Bernardo, l’11 novembre ha voluto recarsi a Firenze dove nella splendida cornice del “Teatro della Pergola” è stata inaugurata l’edizione toscana della mostra.

Ed ecco il reportage della sua giornata fiorentina.
«Anima del progetto Francesca Grassi che spinta dalla grande ammirazione per il padre ha dato vita alla Fondazione Paolo Grassi, promotrice della mostra stessa, e che ispirata dai principi paterni ne ha fatto un vero e proprio centro di attività e formazione culturale. Il teatro non solo come luogo di rappresentazione ma anche scuola di varie arti e discipline a disposizione della collettività: ballo, recitazione, canto ed eventi.

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A precedere la mostra una interessantissima tavola rotonda moderata da Stefano Merlini che insieme  a Luciano Alberti, Franco Camarlinghi, Siro Ferrone e  Marco Giorgetti hanno delineato la forte personalità e tenacia di Grassi nel perseguire il progetto di un teatro pubblico quale spazio di rappresentazione e promozione culturale, arricchendo il confronto con aneddoti dei propri incontri lavorativi, sottolineandone e volendone  portare avanti la grande eredità lasciata nell’organizzazione di un mondo teatrale alla portata di tutti, di un teatro luogo di produzione, di rappresentazioni, di scuola di formazione nelle discipline artistiche, luogo di fruizione pubblica della cultura a cui tutti hanno diritto.
Un modello, come ha rimarcato Marco Giorgetti, direttore del Teatro della Pergola che ospita la mostra, ancora attuale ed un esempio cui ispirarsi condividendone gli stessi intenti.

Quindi si è passati alla illustrazione della mostra, abilmente allestita dall’arch.Alessandro Colombo, fatta dallo stesso curatore, Fabio Francione.

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Il racconto del privato di Grassi si interseca a quello della sua attività dipanandosi lungo un percorso a pannelli corredati di fotografie, lettere, articoli di giornali, nei quali sono scandite le tappe fondamentali della sua vita lavorativa: la direzione e fondazione del primo teatro pubblico in Italia insieme a Streheler, il Piccolo Teatro di Milano; la Direzione del Teatro alla Scala, la Presidenza della Rai. Presentati anche due video uno dei quali a testimoniare l’importante svolta data da Grassi al mondo della cultura e del teatro nell’ottica della pubblica partecipazione: la diretta televisiva di un opera lirica, l’Otello di Verdi.
Altrettanto importante il contributo al mondo dell’editoria  che lo ha visto attivo anche nelle edizioni Einaudi ed Electa; un iter questo illustrato in teche contenenti lettere e pubblicazioni. Una ricerca documentale imponente, durata 12 anni, della quale la mostra e la pubblicazione di 5 volumi sono il risultato».

A questo punto, non ci resta che attendere i prossimi sviluppi, nella certezza che potremo vedere anche a Napoli –  presumibilmente nel periodo del Maggio dei Monumenti 2020 – la mostra dedicata al primo operatore culturale del nostro paese.

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di Deborah Di Bernardo e Bruno Marfé
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