«Inattività fisica è un handicap per i ragazzi»: parla Massimo Antonelli

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Il Basket è arrivato già da tempo qui a Castel Volturno grazie alla creazione del team sportivo “Tam Tam Basket”. Abbiamo chiesto a Massimo Antonelli, presidente e coach di Tam Tam, di illustrarci l’organizzazione intrapresa durante questo periodo complesso.

Come sta affrontando il Tam Tam Basket questo periodo di restrizioni causa Covid?

«Il blocco delle attività nelle palestre ha causato danni non indifferenti ai giovani sportivi di tutto il mondo. Noi coaches di Tam Tam abbiamo cercato di tenere attivi i nostri ragazzi inviando esercizi da fare a casa e proponendo lezioni in diretta video che riguardavano soprattutto la cura del fisico, aggiungendo qualche esercizio di tecnica da fare con la palla e la musica.

Poi grazie alla sensibilità della Fondazione Decathlon abbiamo avuto in dono 21 canestri che abbiamo attaccato ai muri delle case dei nostri ragazzi, questo ha dato loro la possibilità di potersi esercitare e fare la cosa che amano di più».

Per quanto riguarda gli allenamenti sono state adottate delle misure di sicurezza particolari?

«Come da protocollo abbiamo trovato un meraviglioso e paziente responsabile COVID, Sergio Falco, che vestitosi da buon sergente ha fatto sì che noi rispettassimo le regole per non infettarci a vicenda: controllo della temperatura, distanziamenti, non utilizzare spogliatoi e docce o disinfettare i palloni. Poi ci siamo dovuti fermare per seguire le disposizioni regionali e nazionali di blocco totale dello sport giovanile».

I ragazzi risentono di questo “distanziamento sociale” e, se vogliamo, sportivo?

«I ragazzi stanno subendo sicuramente dei danni, spero però reversibili. Un anno di inattività fisica alla loro età è un handicap che si porteranno sulle spalle. Hanno sofferto molto: il non poter vivere lo spirito del campo, gli allenamenti, sudare e tornare a casa stanchi ma felici. “Coach quando possiamo riprendere col basket?” è il messaggio che ricevo più frequentemente».

Quanto in ambito economico ed organizzativo ha influito questo periodo così complesso?

«Il blocco delle attività nel marzo dell’anno scorso ci ha danneggiato moltissimo perché era un momento in cui stavamo per concludere accordi con sponsorizzazioni importanti, tutto saltato. Inoltre, la nostra associazione adesso è diventata ONLUS per le sue caratteristiche finalità sociali. Durante la fase 2 del progetto Tam Tam, abbiamo avuto l’affidamento delle chiavi della nuova palestra: una bella tendostruttura con travi in legno lamellate tutte a vista. Ci aspetta un altro inizio, una bella avventura da vivere insieme a tanti altri nuovi bimbi, e spero a tanti nuovi amici e partner che intendono darci una mano».

di Clara Gesmundo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°217

MAGGIO 2021

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