In silenzio per George Floyd: flashmob alla Reggia di Caserta

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“Organizzare un flashmob in una domenica di giugno, e dopo mesi di lockdown, si rischia seriamente di stare da soli”, è uno dei timori che ci trasmette dopo l’evento Francesca Tortora.

Circa duecento, invece, sono state le persone raccolte ieri alle 18.00 fuori la Reggia di Caserta, che hanno dato vita ad un unico battito solidale, di cordoglio e nello stesso tempo di indignazione verso una morte assurda, ormai simbolo di tante, troppe manifestazioni di intolleranza, di razzismo, di abuso di potere delle forze dell’ordine, negli States, ma senza neanche guardare troppo lontano, ricordando il “nostro” Giulio Regeni.

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Dal 25 maggio, il giorno in cui George Floyd è stato ucciso in modo brutale, si sono susseguite proteste che hanno oltrepassato l’oceano, le sue ultime parole, “I can’t breathe”, e tutto il suo martirio filmato, hanno fatto il giro del mondo; immagini di una crudeltà incredibile che hanno dato la scintilla a quel che si accende quando la misura è ormai colma. La città di Caserta ha risposto a questo atto disumano con 8’46 di silenzio, un flashmob “composto”, un’iniziativa che segue il filone del movimento statunitense #BlackLivesMatter: “NIENTE MEGAFONI, non è una protesta” dettava l’invito. Duecento persone con un palloncino nero fra le mani o un cartello, tanti teenager che in ginocchio, ai campetti della reggia, hanno dimostrato che è possibile mostrare solidarietà anche a migliaia di chilometri di distanza, quando vengono calpestati princìpi universali. Nell’aria vibrano con le emozioni le note di “blowin’ in the wind” e “Imagine”, dalla voce blues di Kinane Abell, marocchino ormai casertano di adozione, nonchè artista molto apprezzato.


Una manifestazione che nasce in modo spontaneo, dall’autentico orrore scatenato da questa vicenda in un cittadino qualunque, una ragazza che non ha voluto girare lo sguardo, che senza alcun simbolo politico od organizzazione a supporto, ha chiesto aiuto ad amici, conoscenti, e trovato una catena umana di solidarietà che non aspettava altro per volersi manifestare.
“Ringrazio di cuore tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questa manifestazione, ognuno di voi ci ha messo del suo, ognuno di noi ha portato in questa piazza un messaggio importante: vogliamo parità di diritti per un’unica razza, quella umana. Lo abbiamo fatto in silenzio, per George e per tutte le persone morte ingiustamente”, sono le parole accorate che rivolge Francesca a tutti gli intervenuti e noi ringraziamo lei per l’umanità e l’impegno profuso in questo atto dovuto di solidarietà.
L’organizzatrice voleva una manifestazione pacifica, una commemorazione, ed è molto felice di essere riuscita a trasmettere questo messaggio di dissenso senza aggressività e odio.

di Lucia Dello Iacovo
Foto di Rosa Manfra

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