In Sardegna c’è cultura ovunque

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“La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso”.

Con tale semplicità il cantautore Fabrizio de André parlava della Sardìgna, la seconda isola più grande del Mediterraneo e sicuramente una delle località turistiche più affollate. È ormai famosa in tutto il mondo per le acque cristalline e gli splendidi colori, principalmente il verde smeraldo che dà il nome alla sua Costa. Però, come tutte le mete estive, scavando più in fondo si scopre come anche la Sardegna abbia qualcosa in più da offrire ai suoi turisti.

Si dice che il passare del tempo è abbastanza lento sull’isola, questo perché sono presenti numerosi resti della civiltà nuragica. Questo popolo rappresenta sicuramente uno dei più grandi misteri del Mediterraneo, che i Musei di Sassari e Cagliari hanno cercato di valorizzare al massimo. I nuraghi sono costruzioni preistoriche in pietra a forma di cono, unici nel loro genere, presenti in quantità vasta su tutto il territorio. Il villaggio più grande a ospitarli è Su Naraxi, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal ’97 e un must-see per gli appassionati dell’epoca preistorica.

Alghero conserva intatti gli influssi della dominazione catalana. Questa città storica è famosa per il corallo che nei lavori locali viene unito all’oro in un felice connubio artistico. Di conseguenza risulta imperdibile il Museo del Corallo dove potrete svolgere un viaggio nell’ecosistema marino, la fonte più importante dell’intero territorio.

Il complesso archeologico di Pranu Muttedu è una suggestiva area situata nei pressi di Goni, al sud dell’isola. È definita da molti la “Stonehenge sarda” nonostante risulti essere molto più antica del sito neolitico inglese. Benché si tratti probabilmente di una zona dedicata a riti sepolcrali e religiosi, questo però non lo si coglie dal vivo grazie al verde circostante che conferisce originalità e suggestione.

La regione è anche la patria del muralismo italiano e, tra le sue tante città, Orgosolo ne è la capitale.

Il primo dipinto risale al 1969 e voleva onorare la Resistenza italiana e la sua lotta contro il nazifascismo. Passeggiando tra le sue strade è possibile osservare i ben 150 murales che raccontano in modo unico la storia della popolazione che abita questa regione. Questo tipo di tradizione è partita da Orgosolo ma col tempo sta espandendosi verso altre cittadine, trasformando l’arte in un vero e proprio fenomeno sociale.

Di certo quest’isola offre numerose attrezzature turistiche con le quali passare il tempo, come il windsurfing, golf, tennis e anche giri in barche a vela. Ma la Sardegna è anche ben conosciuta per la vasta gamma di prodotti lavorati come ceramiche, legno, pelli e anche sughero e arazzi. Il vasto territorio può anche essere visitato sulla base di un percorso enogastronomico in quanto i piatti tradizionali sono eccellenti. In particolar modo l’isola conserva una varietà di formaggi importanti. Inoltre almeno una volta bisogna prendere parte alla Cavalcata Sarda, un festival che si svolge a Sassari e risale al 18esimo secolo. Qui, i cavalieri aprono la parata che comprende più di 3.000 persone in abiti tradizionali.

Questi percorsi culturali si abbinano perfettamente allo splendore marittimo della Sardegna, che resta comunque una delle mete vacanze più scelte e a tal proposito viene continuamente mantenuta sotto controllo per preservarne le bellezze.

di Iolanda Caserta

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