Il Comitato Don Peppe Diana e l’associazione Libera Coordinamento Provinciale Caserta, danno il via all’undicesima edizione del “Festival dell’impegno civile”, dal 21 giugno al 28 luglio. “In ritardo, ma ancora in tempo”: questa la frase scelta dagli organizzatori per identificare al meglio l’evento. Il festival parte sì in ritardo, ma gremito ogni giorno di incontri interessanti, alla scoperta delle piccole realtà territoriali (associative e non) che s’impegnano per dare una nuova vita all’ambiente casertano. È un festival che cambia, il Comitato Don Peppe Diana e Libera hanno lavorato affinché il pubblico avesse costantemente eventi di qualità. Il programma degli incontri è già online su YouTube, su tutti spicca il “Don Diana Day” del 4 luglio, nel quale verranno premiati, a Casa Don Diana, differenti personalità che si sono distinte per il loro impegno verso il loro popolo e la loro terra, tra i premiati ci saranno: Enzo Avitabile, Antonio Di Donna (vescovo di Acerra) ed Emergency, l’associazione no-profit fondata da Gino Strada. Vi sarà, quel giorno, anche un ospite d’eccezione: il Ministro dell’ambiente Sergio Costa.

Altro incontro di particolare interesse, e che ci riguarda direttamente come Magazine Informare, è intitolato: “Ritorno al futuro: lo sviluppo locale come obbiettivo possibile”. Un incontro tra esperti del territorio per discutere del destino di Castel Volturno, della sua rivalutazione e delle attuali problematiche vigenti. Prima del dibattito vi sarà la presentazione del LOOP (L’Osservatorio Operativo Permanente), un’organizzazione di associazioni e giovani pronti a dar voce al Litorale Domitio. A contornare questa carovana di imperdibili eventi c’è il consorzio NCO (Nuova Cucina Organizzata).

A proposito dell’avvio del Festival abbiamo sentito il coordinatore del Comitato Don Peppe Diana Valerio Taglione, il quale ha ci ha detto: «Forse non c’è bisogno di un altro Festival ma c’è bisogno del nostro Festival dell’Impegno civile, nato undici anni fa, in un territorio complesso e poi man mano diffusosi oltre la provincia di Caserta e la regione Campania. É l’unica rassegna nata in Italia sui beni confiscati alle mafie ed il tema di quest’anno è “Siamo in ritardo ma siamo ancora in tempo”, perché abbiamo capito che non vogliamo più vivere il tempo delle emergenze e delle incertezze ma avere slanci di creatività, la rassicurazione del diritto, la salvaguardia dell’ambiente, della salute e di un’attenzione reciproca per uno sviluppo sostenibile che includa, e non cacci, verso l’economia sociale, antidoto dell’economia criminale. Quest’anno le tappe del Festival, toccano quattro diverse Province, tre Regioni, collaborazioni con reti Europee».

di Antonio Casaccio

Tratto da Informare n° 183 Luglio 2018