Re Carlo è caduto.

“La Società Sportiva Calcio Napoli ha deciso di revocare l’incarico di responsabile tecnico della prima squadra al signor Carlo Ancelotti. Rimangono intatti i rapporti di amicizia, stima e rispetto reciproco tra la società, il suo presidente Aurelio De Laurentiis e Carlo Ancelotti”.
“Wake Me Up When September Ends”, famoso singolo di successo dei Green Day. I tifosi del Napoli potrebbero adattare il titolo a “Wake Me Up When November Ends” per lo sfondo musicale del film drammatico visto ultimamente in campo e fuori. Dopo un autunno grigio, uno spiraglio di luce arriva il dieci dicembre, il Napoli batte il Genk 4-0 e gli azzurri si qualificano per gli ottavi di Champions League. Tre ore dopo, arriva l’ufficialità: “Re Carlo” è stato deposto. Nel calcio più che nella vita contano i risultati, a poco servono parole o promesse: “Per me Ancelotti può restare anche dieci anni”. Spiegava De Laurentiis in un’intervista. Se due mesi dopo le dichiarazioni del presidente, il tecnico emiliano, partito in estate per vincere lo scudetto, si ritrova settimo in classifica, con uno spogliatoio “spaccato” dopo il famoso ammutinamento dei calciatori e alla ricerca di una vittoria che sembrava perduta, poco contano le coppe vinte in giro per l’Europa, si cambia aria. Certo, non è solo colpa di “Carletto”, di fatto la città per il mister è divisa tra il “Leave-Remain”, ma la dirigenza non ha avuto dubbi: fuori Ancelotti, dentro Gattuso.

In Rino Veritas

Titolo di un suo libro pubblicato nel 2005, rappresenta la sua semplicità nel comunicare con estrema franchezza sempre ciò che pensa. Gennaro Ivan Gattuso. Calabrese, uomo di mare e del Sud, come ha ammesso lui stesso nella conferenza stampa di presentazione da nuovo tecnico degli azzurri. A Napoli “Rino” è il presente e tutti conoscono il passato che ha reso celebre il personaggio. Ex bandiera del Milan, con il quale ha vinto tutto insieme al suo mister Ancelotti, sul tetto del mondo con la Nazionale nel 2006. Nonostante la poca dimestichezza con il pallone tra i piedi, la personalità e il carisma, unito alla capacità di non mollare mai di Gattuso, sono caratteristiche che oggi sono introvabili anche nei più esperti professionisti. Non tutti sanno che Rino oltre ai polmoni di ferro ha anche un cuore d’oro. Nel 2003 ha creato una fondazione ONLUS, “Forza Ragazzi”, per dare un aiuto agli adolescenti meno fortunati della Calabria. A Corigliano Calabro, nel 2006 ha aperto un’attività chiamata “Gattuso & Catapano” per la depurazione e allevamento dei molluschi. Tanto amato dai suoi compaesani che in suo onore la comunità calabrese di Oshawa, in Canada, ha istituito il “Gattuso Day”, che si celebra il 25 giugno. “Una vita da mediano, a recuperar palloni, nato senza i piedi buoni, lavorare sui polmoni”. Le parole di Ligabue nella canzone “Una vita da mediano” per tributare il ruolo di guerrieri a servizio della squadra. Una frase di Gattuso diventata celebre per gli amanti del calcio fu: “il mio pallone d’oro è recuperare più palloni possibili”. Non avrà vinto il più alto riconoscimento, come i suoi compagni di squadra: Kakà, Cannavaro e Shevchenko. Ma il soprannome “Ringhio”, datogli dai tifosi che ogni domenica lo vedevano “ringhiare” sulle gambe degli avversari, è scritto nella storia del calcio.

Ringhio Starr

Dopo nemmeno ventiquattro ore dall’ultima partita di Ancelotti sulla panchina del Napoli, viene presentato a Castel Voltuno, Gattuso. La conferenza di presentazione è stata aperta con De Laurentiis, che ringrazia Ancelotti e: “Oggi è solo il momento di Ringhio Starr” , ha presentato così il nuovo tecnico. Il presidente ci mette poco ad accostare il nome di Ringo Starr stella dei Beatles, al suo neo allenatore famoso come “Ringhio”. Le risposte alle domande dei giornalisti sono arrivate chiare e secche, in pieno stile Gattuso. Ai partenopei serviva un guerriero, “ci voleva una sferzata” per usare le parole di De Laurentiis nel discorso alla squadra in occasione della cena di Natale. A Rino non resta che insegnare ai giocatori come entrare in scivolata per recuperare palla e fiducia, per se stessi e per un pubblico che non canta e applaude da tempo. Buona fortuna Mister.

 

di Pasquale Di Sauro

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°201 – GENNAIO 2020

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