Stamattina un lungo e colorato corteo in memoria di Don Peppe Diana ha attraversato Casal Di Principe (CE). Don Peppino è stato ucciso dalla Camorra nella chiesa di San Nicola di Bari, poco prima della celebrazione della messa, nel giorno di San Giuseppe di 25 anni fa. Da allora, nella stessa giornata, la città continua a riempirsi di bambini, ragazzi, insegnanti, cittadini e istituzioni. Un coro costituito da un’unica voce, quella di Don Peppe: «Per amore non taceremo».

«Il ricordo di don Peppino e di tutte le vittime innocenti che hanno sofferto o perso la vita per mano della criminalità organizzata costituisce una preziosa occasione per proseguire l’impegno di diffondere la cultura della legalità e del rispetto delle regole, specie tra le generazioni più giovani.» scrive il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un missiva a Renato Natale, Sindaco di Casal di Principe dal 2014, che già da tempo aveva chiesto un segnale concreto da parte del mondo istituzionale.

Alla fine del corteo sono intervenuti il Prefetto di Caserta, Raffaele Rubento; Don Ciotti; Augusto di Meo; il magistrato Cafiero De Raho; il vescovo di Aversa Mons. Angelo Spinillo. «I giovani e la camorra sono i protagonisti di ieri ma i giovani, le associazioni, le cooperative sono i protagonisti di oggi» dice a gran voce Don Ciotti «Sono 163 anni che parliamo di mafie in Italia e noi siamo ancora qui, a far emergere le cose belle. Sono passati 25 anni e l’eredità che ci ha lasciato Don Peppe è pesante. Ieri come oggi, di fronte alla crescita della sofferenza sociale non possiamo stare zitti».

di Alessia Giocondo

 

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