Finalmente la casa sportiva dei napoletani riapre i battenti, ma come sarà andata?

Il giorno in cui sai di dover andare allo stadio ha sempre tutto un altro sapore: l’attesa per la gara è paragonabile a quella della tua festa di compleanno. Tornare al San Paolo, per chi scrive, è stata un’azione scettica, specie dopo le vicissitudini politiche in merito. Ma l’amore non si discute, e allora via verso Fuorigrotta per sostenere una squadra che di affetto ne ha davvero bisogno.

Il parcheggio

Sebbene lo stadio sia stato ammodernato e sistemato nelle situazioni più gravose, l’impellente necessità di un parcheggio adibito è ancora molto forte. Ma se si arriva in orari giusti, è possibile parcheggiare sulle strisce blu delle vie circostanti, senza dover sborsare cifre esose.
Quello che però ha rovinato un po’ l’attesa, dopo il parcheggio, sono i commenti di chi, seppur molti di questi non fossero diretti allo stadio, va contro la società Calcio Napoli, nonostante gli enormi sforzi economici degli azzurri. Sarà che chi scrive crede fortemente in questa realtà, ma rischiavano di inasprire il tutto.

L’ingresso

Arrivati a far la fila per entrare, con molto piacere si nota che quanto scritto prima è definitivamente svanito. Nonostante i non esaltanti numeri per gli abbonamenti, la gente innamorata era accorsa in massa, riempiendo quasi tutto lo stadio.
I tornelli poi sono diventati eccezionalmente veloci, lavoro ottimo di steward e Forze Dell’Ordine. Una volta seduti (in Curva A prima era utopia), si poteva già iniziare a crogiolarsi di quella meraviglia azzurra.

Il nuovo vestito del Re

Sebbene il titoletto si rifaccia ad una storiella non molto positiva per il “Re”, in questo caso è in realtà qualcosa di davvero bello. Il vortice azzurro creato dagli spalti regala un colpo d’occhio bellissimo, che è sorprendentemente visibile anche a spalti riempiti. Le chicche poi, sono rappresentate dai maxischermi e dalla nuova pista d’atletica. Quello che più però colpisce è la rinnovata civiltà dei napoletani.
Tutti seduti (a parte gli Ultras, ma un plauso a loro per non avere minimamente vandalizzato i nuovi sediolini ma anzi, hanno redarguito chi trasgrediva), tutti o quasi seduti al loro posto di appartenenza, in tutti i settori. Ma soprattutto, la voglia di far rispettare regole e preservare bellezza verso chi, per lo più purtroppo giovanissimi, tentava di negligere in questo.

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La gara

Arriviamo quindi al fischio d’inizio. Una gara che il Napoli gestisce dal primo all’ultimo minuto: Nel primo tempo, a parte il brividino quando Meret salva in modo felino su Ferrari, sono gli azzurri a guardare alla propositività del gioco ed infatti passano in vantaggio con un gran bel gol di Mertens, a seguito di una splendida azione sull’asse Lozano-Di Lorenzo.
Lo stesso Lozano poi fa un colpo da maestro facendo sobbalzare il San Paolo stoppando il pallone su un lancio da 40 metri. Per Meret poi non è ancora tempo di riposarsi: Rigoni della Sampdoria arriva tutto solo davanti alla porta ma il portierino compie una parata da Numero Uno in Italia. Sfortunato poi Mertens in seguito che colpisce la traversa.
Nella ripresa il Napoli addormenta la partita, e va spesso vicino al raddoppio, mentre i genovesi non entrano più nell’area azzurra. Sul fine gara però, con l’ingresso di Llorente, che serve l’assist vincente, il Napoli trova il raddoppio con Mertens che verrà però convalidato con il VAR in quanto c’erano dubbi sulla posizione dello stesso Llorente. In quei momenti l’attesa ha generato emozioni mai vissute prima, è stato molto divertente esultare dopo. A fine gara poi il solito saluto di rito.

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La passione ritrovata

Questa bella risposta sul campo del Napoli ha fatto ritrovare buon umore ai tifosi azzurri. Per 90 minuti si è cantato senza sosta, incitando la squadra e regalando una cornice godibilissima per tutti i target di tifosi, che sicuramente si sono allietati nel contesto generale. Singolare però la scelta (forse polemica) della Curva B, che non ha cantato nulla fino a dieci minuti dalla fine del match, e che quindi non ha reso quell’effetto amplificato solito del San Paolo. Poco male, in quei dieci minuti si sono rifatti con gli interessi. Cosa ci resta di questa prima esperienza nel rinnovato tempio? Sicuramente consapevolezza di quello che abbiamo, e la voglia di tenerlo come meritiamo, la speranza è che questo diventi poi il leit motiv cittadino su urbanistica, strutture e momumenti.

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Di Attilio Scalesse

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