NAPOLI – Davanti alla storica pizzeria in Via dei Tribunali, parzialmente devastata dall’ordigno esploso nella notte tra martedì e mercoledì, un visibilmente provato Gino Sorbillo ha annunciato la riapertura del locale, prevista per lunedì 21 gennaio.

A sostegno del titolare, era stata organizzata una manifestazione, tramite i social network, che avrebbe dovuto veder sfilare per le vie del centro storico sia gli esponenti della società civile – quali commercianti e imprenditori della zona – che esponenti politici. Molti slogan e cartelli di denuncia sono stati esibiti dallo stesso staff della pizzeria, i quali hanno anche lanciato l’hashtag #IostoconSorbillo, che in queste ore sta facendo il giro del web.

Una vero e proprio tamtam solidale che si sta manifestando anche attraverso lettere e regali, provenienti da altre zona d’Italia e addirittura dall’estero. Lunedì, infatti, alla riapertura saranno presenti anche le telecamere del New York Times.

“Centinaia in marcia nonostante la pioggia è una risposta straordinaria della città – ha dichiarato il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli – e oggi il nostro cammino è proseguito fino a raggiungere un altro pizzaiolo, Mario Granieri, che a Forcella ha subito un’intimidazione altrettanto violenta con diversi colpi di pistola sparati nella sua saracinesca. Dopo questo episodio, la pizzeria di Mario è rimasta desolatamente vuota, per cui invitiamo tutti ad andare lì e a prendere una pizza, non lasciamo solo al mondo dei social la nostra voglia di ribellarci alla camorra”.

Dopo una breve conferenza stampa, svoltasi sull’uscio del locale da cui era possibile intravedere la ristrutturazione in corso degli ambienti danneggiati, un gruppo di ragazzi della Onlus Opportunity e della compagnia teatrale “Puteca celidonia” – sotto le telecamere delle televisioni e dei giornali nazionali – hanno dato il via ad un flashmob attraverso le parole dei personaggi simbolo della città: Eduardo De Filippo e Pino Daniele.

“I malviventi sono di questa zona – ha dichiarato Gino Sorbillo, che subito dopo si è unito alla passeggiata per la legalità ad Afragola – e ciò mi rende ancora più sconcertato perché non riesco a comprendere come si possa fare male al proprio territorio dove abitano le reciproche famiglie. Queste persone invece di aiutare la rinascita di Napoli, la vogliono distruggere, ma per fortuna è la mentalità di una minoranza perché i buoni sono il 98 per cento della popolazione”.

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Nonostante la bomba….in meno di 48 ore da adesso riapro. Nonostante le cattiverie, la gelosia e la violenza ancora una volta trovo la forza di rialzarmi per dare un segnale forte a tutto il settore commerciale e sociale di forza e determinazione. Non mi piango addosso, sono demoralizzato e perplesso ma non perdo la fiducia verso le istituzioni e le forze dell’ordine che amo. È stata questa un’altra esperienza di vita, forse avete un po’ bisogno di me, attraverso me trovate la forza e lo stimolo, vi confido che anche io ho bisogno di voi… Restiamo uniti, facciamo rete, confrontiamoci, denunciamo! Solo così possiamo farcela. Un abbraccio a tutti di cuore. Gino Sorbillo ❤️🍕💯seguitemi @sorbillo ✔️ #Pizza #PizzaNapoli #PizzaFritta #ViaTribunali #IdentitaGolose #GamberoRosso #DettoFatto #MasterChef #Chef #Cucina

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Pur essendoci una piccola parte dei cittadini in rappresentanza della città, poche erano, invece, le persone titolari degli esercizi della zona. Assenza significativa, quasi a voler voltare la testa dall’altra parte fingendo di ignorare il radicato tessuto criminale napoletano, il cui controllo sul territorio è ancora forte.

Di contro, molte, se non troppe, le figure istituzionali venute per supportare il pizzaiolo: dal consigliere comunale Marco Gaudini al sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto. In rappresentanza dei Verdi, invece, oltre a Francesco Borrelli, anche i consiglieri municipali  Rino Nasti e Salvatore Iodice. Presenzialismo che si è tradotto in scatti fotografici e interviste di denuncia, che hanno rischiato di deviare il significato simbolico di questa iniziativa, trasformando quello che doveva essere un corteo di solidarietà dedicato ai cittadini in una vetrina in cui i manichini sono diventati gli stessi politici.

di Carmelina D’Aniello