In libreria la Serendipity raccontata da Oscar Farinetti

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L’imprenditore Oscar Farinetti, fondatore dell’impero Eataly, la rete gastronomica che attraversa il mondo da Tokyo a New York con le eccellenze italiane, è tornato in libreria con il suo nuovo libro edito da Slow Food Editore, “Serendipity. 50 storie di successi nati per caso” 

Oscar Farinetti

Il concetto di serendipità è divenuto piuttosto noto negli ultimi anni ma l’inventore del termine, che ha origine in inglese, fu il conte Horace Walpole a metà del XVIII secolo. Cos’è la serendipità? Il navigatore invece di portarvi all’osteria che avevate selezionato, sfogliando ghiottamente la vostra guida Sloow Food, vi ha dirottato in aperta campagna e infine, affamati e sviliti, avete virato alla prima insegna di agriturismo, scoprendo sorprese gastronomiche che non vi sareste mai immaginato, un allevamento di lumache e fornitura di linea cosmetica annessa? Allora avete fatto un’esperienza di serendipity, una fortunata scoperta non pianificata, anzi, nata da un errore!

Il libro di Farinetti, pubblicato il 13 maggio, è il frutto di due anni di lavoro e ricerche, un bel benvenuto agli italiani che tornano in libreria, già richiestissimo con 25 mila copie ordinate in anteprima; 50 successi nati per caso o per errore, svelati da grandi imprenditori, musicisti, scienziati, intellettuali con i quali lui stesso dialoga, quasi tutte storie dedicate al cibo, spesso leggendarie, come lui stesso ammette nella citazione delle fonti. Il concetto ricorda un suo libro edito nel 2013 da Mondadori, “Storie di coraggio” ma, in quell’occasione, venivano intervistati da Farinetti dodici grandi produttori di vino italiano.

In “Serendipity”, tra le vicende incredibili, troviamo marchi italiani conosciuti in tutto il mondo grazie a grandi imprenditori come Giovanni Ferrero e Francesca Lavazza, ma anche internazionali, come Guiness, la cui storia è raccontata da Teo Musso. Si avvicendano il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, e lo scienziato Telmo Pievani ma anche personaggi “nostrani” come il cantautore Edoardo Bennato e lo chef Antonino Cannavacciuolo con la storia della torta caprese. Così, dall’incendio fortunato che ha portato al malto tostato della birra scura, destinata ai facchini del porto, e oggi divenuta la più bevuta a Dublino, alla cotoletta alla napoletana, dall’insalata russa, passando per la CocaCola, ci si fa un bel giro intorno al mondo: da Torino a Napoli, da Milano a Buenos Aires, dal Messico a New York, da Chicago a San Diego, da Trinidad a Parigi, da Londra in Mongolia, in Giappone.

In tutto questo ben di Dio Oscar Farinetti non si fa mancare una riflessione sull’uomo, “La serendipity assoluta”, uno speciale capitolo in cui ne discute con Telmo Pievani: “noi umani siamo i campioni del mondo in questo bricolage creativo, abbiamo fatto di necessità virtù ed escogitato alterative che sembravano impossibili. Guai a chi dice che non ci sono alternative!

Questo libro appare come uno scrigno leggero e nello stesso tempo prezioso, in questo tempo particolare, dove le esperienze vissute dall’umanità potranno, canalizzate nella maniera più propizia, portare a preziose serendipity, nate in tempo di pandemia.

di Lucia Dello Iacovo

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