Italia pensionati lavoratori

In Italia i pensionati sono più dei lavoratori

Cristina Siciliano 05/01/2023
Updated 2023/01/05 at 1:13 PM
4 Minuti per la lettura

In Italia ci sono più pensionati o comunque over 50 fuori dal mondo produttivo, che lavoratori. È questo il pericoloso equilibrio che disegna l’Ufficio studi della Cgia, l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre. In totale, a livello nazionale, lo scarto è di 205mila tra chi lavora e chi percepisce un sussidio. Tant’è che 759 mila sono gli assegni, mentre i lavoratori e i dipendenti nelle fabbriche, negli uffici e nei negozi sono 22 milioni 554 mila.

In Italia i pensionati sono più dei lavoratori: le cause di questo squilibrio

Nonostante siano stati compiuti molti progressi per incoraggiare i lavoratori più anziani a continuare a lavorare fino all’età di 65 anni, l’età in cui gli anziani escono dal mercato del lavoro continua ad essere più bassa oggi rispetto a 30 anni fa.

In Italia i pensionati sono più dei lavoratori a causa di una combinazione di scarsi incentivi a continuare a lavorare in età avanzata, riluttanza dei datori di lavoro ad assumere e trattenere lavoratori più anziani e investimenti insufficienti per tutta la vita lavorativa.

Tutto questo giudica necessarie una maggiore flessibilità nell’orario di lavoro e migliori condizioni di lavoro in generale per promuovere una maggiore partecipazione a tutte le età. Inoltre, cattive condizioni di lavoro in giovane età possono portare a cattive condizioni di salute e al pensionamento anticipato in età avanzata.

È importante anche investire nelle competenze dei lavoratori più anziani. Molti mostrano infatti livelli più bassi di prontezza digitale rispetto ai loro figli e nipoti e partecipano molto meno alla formazione professionale rispetto ai lavoratori più giovani.

I dati

Quello del calo di manodopera del Paese e dell’aumento dei costi per i pensionati è uno dei veri grandi temi per il futuro dell’Italia. D’altronde, l’Italia ha la quinta più alta aspettativa di vita del mondo e questa è in costante crescita da tempo: addirittura nel 2004 la speranza di vita per gli uomini era 77,4 anni e per le donne 82,7 mentre oggi è di 80,8 anni per gli uomini e di 85,1 anni per le donne.

La Cgia segnala che tra il 2014 e il 2022 la popolazione italiana nella fascia di età più produttiva (25-44 anni) è diminuita di oltre un milione e 360 mila unità (-2,3%).

Nello specifico, la provincia di Bolzano è tra quelle che mostra i dati migliori con un +76mila lavoratori rispetto ai pensionati mentre quella di Trento viaggia su una cifra quasi dimezzata: +39mila lavoratori rispetto ai pensionati. Il dato regionale si assesta su un +114 mila lavoratori rispetto ai pensionati che rappresenta il quinto saldo migliore d’Italia (davanti ci sono Lombardia, Veneto +291mila, Emilia-Romagna +191mila, Lazio +251mila). 

Invece, nelle provincie come, Milano (+299mila lavoratori), Bergamo (+83mila) e Brescia (+111mila) in LombardiaTreviso (+78) e Verona (+77) in Veneto; e Roma (+275) nel Lazio. I dati peggiori sono al Sud: la Puglia (-276mila lavoratori rispetto ai pensionati) e la Sicilia (-340mila) sono quelle con i dati più in rosso. A livello provinciale la peggiore è Napoli con 137 mila pensionati in più dei lavoratori. 

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