bambini sesso biologico

In Italia aumentano del 315% i bambini che non si riconoscono nel proprio sesso biologico

Cristina Siciliano 08/12/2022
Updated 2022/12/07 at 12:35 PM
5 Minuti per la lettura

Un corpo che non si riesce a riconoscere, un’identità assegnata che non si riesce ad accettare. Cresce il numero dei bambini e degli adolescenti che non si riconoscono nel proprio sesso biologico e chiedono sostegno al Sifip, il servizio per l’adeguamento dell’identità fisica e psichica del San Camillo di Roma.

A comunicarlo è la psicologa Maddalena Mosconi la quale rivela che dal 2018 al 2021 c’è stato un aumento del 315% dei casi. Inoltre, il 2022 (non ancora concluso) ha già registrato la presa in carico di 120 minorenni.

Disforia di genere nei bambini: cos’è

La disforia di genere indica quella condizione per cui un individuo non si identifica con il proprio sesso biologico, ma con quell’opposto. Pertanto, l’identità di genere è la percezione individuale di appartenere a un sesso piuttosto che a un altro. Non bisogna confondere però la disforia di genere con l’orientamento o identità sessuale che indicano da quale sesso è attratto il soggetto.

La disforia di genere nell’età evolutiva è un tema fortemente complesso. Se un bambino mostra tendenze tipicamente assimilabili alla disforia potrebbe anche non manifestarle nell’età adolescenziale o adulta; ecco perchè, c’è da prestare molta attenzione soprattutto al fattore temporale.

Ed è proprio il periodo della pubertà, quello in cui compaiono i caratteri sessuali secondari, a diventare il più critico. In questo caso, la sofferenza aumenta, perché ci si sente nel corpo sbagliato, spesso circondati da persone che cercano di «correggere», anziché comprendere, la disforia di genere.

Gli studi scientifici mostrano che  proprio in adolescenza, quando le relazioni con i coetanei possono diventare stigmatizzanti, aumenta il rischio di suicidio nei ragazzi con disforia.

Tuttavia, nonostante non vi sia un consenso clinico sul trattamento dei bambini disforici di genere in età prepuberale, è riconosciuto che i tentativi di costringere il bambino ad accettare il ruolo di genere assegnato alla nascita è di solito traumatico e senza successo.

Il supporto psicologico

La modalità di trattamento necessaria è il supporto psicologico e la psicoeducazione per i bambini e i loro genitori, utilizzando un modello di genere affermativo in opposizione a un modello di genere patologizzante. Questo approccio supporta il bambino nel genere espresso, a volte includendo la transizione sociale prima della pubertà.

Negli ultimi due decenni sono stati creati dei modelli condivisi, per supportare sia le famiglie e gli adolescenti. Tali modelli prevedono un programma integrato di interventi psicologici e sociali. Secondo le linee guida internazionali, «gli interventi medici devono procedere per fasi successive, ogni fase sarà accompagnata da una attenta e approfondita valutazione dal punto di vista psicologico, famigliare e sociale».

Disforia di genere: ruolo dei genitori

È necessario che i genitori assumano un atteggiamento caratterizzato da accettazione, comprensione e amore incondizionato verso il proprio figlio. Il bambino con un’organizzazione atipica dell’identità di genere deve sentirsi amato, non giudicato e accettato per ciò che sente di essere nel profondo.

I bambini nascono senza sapere cosa significa essere un maschio o una femmina- Il più delle volte lo imparano dai genitori, dai fratelli più grandi e da chi li circonda. Questo processo di apprendimento inizia presto, non appena un medico dichiara, sulla base dell’osservazione degli organi sessuali esterni del neonato: “è un maschio” o “è una femmina”.

Continua nella pubertà e nell’età adulta poiché le aspettative sociali sull’espressione e il comportamento maschili e femminili spesso diventano più rigide. Ma il genere non esiste semplicemente in quei termini binari, il genere è più uno spettro, con individui che si esprimono e si identificano con vari gradi di mascolinità e femminilità.

La regola generale per determinare se un bambino è transgender o non binario (piuttosto che non conforme al genere o variante di genere) è se il bambino è coerente, insistente e persistente a voler cambiare la propria identità.

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