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In Italia aumenta la povertà assoluta: si contano oltre 5 milioni e mezzo di poveri

Cristina Siciliano 02/12/2023
Updated 2023/12/25 at 7:11 AM
4 Minuti per la lettura

C’è paura, timore ed ansia nel ritratto degli italiani. Il motivo? Sono malinconici e spaventati dagli eventi globali. C’è il timore di una terza guerra mondiale, ma c’è anche una minore disposizione a seguire gli influencer e indignazione per le diseguaglianze economiche. Fra le grandi paure c’è l’inflazione che porta all’aumento dei prezzi. In Italia si contano oltre 5 milioni e 674 mila persone che vivono in condizioni di povertà assoluta (+357mila rispetto al 2021), pari al 9,7% della popolazione: un residente su dieci oggi non ha accesso a un livello di vita dignitoso. E lo dice il Rapporto 2023 su “Povertà esclusione sociale in Italia” di Caritas.

Chi è da considerare in una situazione di povertà

Sono considerate in povertà assoluta le famiglie e le persone che non possono permettersi le spese minime per condurre una vita accettabile. La soglia di spesa sotto la quale si è assolutamente poveri è definita da Istat attraverso il paniere di povertà assoluta. Tutto questo naturalmente comprende l’insieme di beni e servizi che, nel contesto italiano, vengono considerati essenziali. Ad esempio, le spese per la casa, quelle per la salute e il vestiario. Ovviamente l’entità di queste spese varia in base a dove abita la famiglia, alla sua numerosità e ad altri fattori come l’età dei componenti.

Tuttavia, l’inflazione al consumo ha raggiunto i suoi massimi livelli dal 1985. E in tal senso sono proprio i poveri a pagare il prezzo più alto: i rincari hanno inciso sulla vita dei ricchi nella misura del +9,9 per cento, mentre sulla vita dei poveri il balzo è stato +17.9 per cento. La povertà in Italia può dirsi ormai strutturale. Se si pensa che solo quindici anni fa il fenomeno riguardava appena il 3% dei residenti, si comprende quanto siano state compromettenti per l’Italia le gravi crisi globali attraversate a partire dal 2008, fino alla pandemia da Covid-19, a cui si aggiungono ora gli effetti della guerra in Ucraina che stanno impattando pesantemente sulla crescita economica, sull’indice dei prezzi al consumo e sulle politiche monetarie.

L’effetto della povertà assoluta in Italia: i dati

L’effetto della povertà sui minori in Italia è maggiore di quella sulla media della popolazione: il 13,4% a fronte di una media nazionale del 9,7% e del 6,3% per gli over 65, con un peggioramento di oltre 10 punti rispetto al 2005, quando la povertà assoluta pesava sui minori per il 3,9%. Sempre secondo il Rapporto, il 47% dei nuclei in povertà assoluta risulta avere il capofamiglia occupato. La povertà assoluta si mantiene infatti al di sotto della media per le famiglie di soli italiani (6,4%), mentre si evince su livelli molto elevati tra i nuclei con soli componenti stranieri (33,2%).

Inoltre, principalmente si tratta di donne (65,4%) adulte, per lo più coniugate (i due terzi) e con figli (82,7%), spesso minori. Hanno tra i 35 e i 60 anni d’età. L’incidenza di stranieri nel gruppo è leggermente superiore alla media (61,9% a fronte del 58,4%). Vivono con i propri familiari o in convivenze di fatto, in nuclei di 2-4 persone.

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