In Iraq sono illegali le relazioni omosessuali

Martina Amante 09/05/2024
Updated 2024/05/09 at 11:37 AM
4 Minuti per la lettura
Supporters of Shiite Muslim leader Moqtada Sadr step on a LGBTQ+ rainbow flag in front of the Swedish embassy in Baghdad in response to the burning of Quran in Sweden, Baghdad, Iraq, Friday, June. 30, 2023. (AP Photo/Hadi Mizban)

Il parlamento dell’Iraq ha approvato una legge che rende illegali le relazioni omosessuali con una pena fino a 15 anni di carcere.

La legge mira a «proteggere la società irachena dalla depravazione morale e dalle richieste di omosessualità che hanno sopraffatto il mondo», secondo una copia della legge riportata da Aljazeera. Una precedente bozza aveva proposto la pena capitale per le relazioni omosessuali. In quella che gli attivisti avevano definito una “pericolosa” escalation contro i diritti umani. L’omosessualità è un tabù nella società conservatrice irachena, ma in precedenza non esisteva una legge che punisse esplicitamente le relazioni tra persone dello stesso sesso. Nonostante ciò, i membri della comunità LGBTQ+ iracheni sono da sempre perseguitati per sodomia o per le norme anti-prostituzione presenti nel codice penale iracheno.

«L’Iraq ha effettivamente codificato nella legge la discriminazione e la violenza a cui i membri della comunità LGBTQ+ iracheni sono stati sottoposti con assoluta impunità per anni» ha dichiarato il ricercatore iracheno di Amnesty International Razaw Salihy, in una dichiarazione a France24.

Nel 2022 l’organizzazione per la difesa dei diritti umani Human Rights Watch e l’organizzazione irachena IraQueer avevano segnalato numerosi casi di rapimenti, tortura, stupro e omicidio impuniti ai danni delle persone omosessuali e trans da parte di gruppi armati. Molti partiti politici iracheni negli ultimi anni hanno detto di voler limitare i diritti della comunità LGBTQ+ e bruciato bandiere arcobaleno in segno di protesta.

La reazione del mondo contro l’Iraq

Il dipartimento di Stato statunitense ha diffuso un comunicato a proposito della legge. Definita una minaccia per «i diritti umani protetti dalla Costituzione e le libertà fondamentali». Il comunicato dice anche che il provvedimento riduce la capacità dell’Iraq di «diversificare la propria economia e attrarre investimenti stranieri».

UNAIDS – il programma congiunto delle Nazioni Unite sull’HIV/AIDS – chiede alle autorità irachene di revocare questa legislazione discriminatoria e di adempiere ai propri obblighi ai sensi del diritto internazionale sui diritti umani per proteggere i diritti di tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.

UNAIDS è solidale con le persone e le comunità LGBTQ+. Riafferma il proprio impegno a collaborare con i partner per promuovere l’uguaglianza, porre fine allo stigma e alla discriminazione, sostenere i diritti umani, compreso il diritto alla salute, e garantire l’accesso a servizi contro l’HIV per tutti, ovunque.

I Paesi in cui essere omosessuale è illegale

Linea durissima contro l’omosessualità in Uganda dove viene varata una delle leggi più draconiane al mondo contro gli Lgbtiqa+. La legge prevede non solo il carcere, ma in alcuni casi anche l’ergastolo e la pena di morte. Una stretta, quella decisa dalla nuova legge firmata dal presidente Yoweri Museveni, che Joe Biden ha bollato come «una tragica violazione dei diritti umani universali», chiedendone la revoca con una velata minaccia di sanzioni.

Essere gay, lesbica, bisessuale o transgender può essere ancora reato? In molti Paesi del mondo sì. Per l’esattezza, in più della metà: il 62% degli Stati oggi perseguita legalmente chi appartiene alla comunità Lgbt. A dirlo sono i Franklin & Marshall Global Barometers, che monitorano gli avanzamenti nei diritti in 204 territori: i 192 stati membri dell’Onu più alcune realtà non sovrane come Hong Kong, la Cisgiordania o l’Irlanda del Nord.

La buona notizia che emerge dall’ultima edizione del monitoraggio è che nel mondo il rispetto è aumentato. Dieci anni fa, i Paesi dove dichiararsi Lgbt era legale erano il 72% del totale. La cattiva notizia, però, è che il rispetto non è certo aumentato abbastanza.

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