In Casina Pompeiana il workshop per curatori d’arte

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Si è svolto in Casina Pompeiana il Workshop per curatori d’arte a cura di Barbara Melcarne e diretto dal docente Eugenio Santoro, curatore d’arte professionista nonché direttore del MuseOrfeo di Bologna.

Una vera e propria full immersion dietro le quinte delle meravigliose mostre d’arte che siamo abituati a visitare: è profondamente emozionante ritrovarsi in una sala espositiva sotto il calore delle luci, immersi nelle vibrazioni del colore, eppure dietro ogni mostra d’arte c’è un gran lavoro che si trova nelle mani di una figura professionale spesso sconosciuta e sottovalutata, ovvero, quella del curatore.
Eugenio Santoro è pragmatico, diretto, non si perde in fronzoli: il suo obiettivo è avvicinare il più possibile le persone -soprattutto giovani- all’arte in un periodo in cui i musei sono vuoti, deserti, ed il concetto di mostra d’arte dovrebbe cominciare a raggiungere il passo di questa epoca digitale.
Come egli stesso ha spiegato ai numerosi partecipanti del workshop, il curatore d’arte è nella sua realtà più intrinseca un comunicatore: è lui il punto di transizione che fa da tramite tra arte e pubblico.

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Barbara Melcarne ed Eugenio Santoro

Lo scopo di questo workshop è insegnare a curare una mostra o evento artistico, nell’aspetto profondamente pratico. In un giorno certamente non si diventa curatori d’arte, ma bisogna prendere atto che attraverso la chiarezza, la linearità di Eugenio Santoro si riesce ad apprendere un vero e proprio working-plan dalle fondamenta, proiettando il tutto al momento finale, ovvero al giorno in cui potrà essere applicato all’organizzazione di una mostra.

Si potrebbe affermare che sia quasi il curatore il vero artista

Ogni evento o mostra, richiede un’organizzazione dettagliata, nei minimi particolari. Il curatore interviene per comunicare al pubblico ciò che le opere d’arte racchiudono in loro stesse, aiutare la sensibilità del fruitore a cogliere quei particolari che potrebbero sfuggire. Pianifica l’allestimento della mostra in maniera tale da far comunicare le opere d’arte con l’intera sala espositiva, ed è chiaro a questo punto che ahimè, bisogna avere le giuste qualità, essere portati.

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Nella sala espositiva della Casina Pompeiana si è rivelato palpabile l’entusiasmo di alcuni giovani studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, curiosi di sapere l’aspetto più pratico di questa figura professionale.

«Da studentessa, ogni workshop ti forma sia a livello personale che professionale. Questo corso mi è piaciuto in particolar modo perché nel mio caso, è sempre stato un sogno avere a che fare con l’arte. Eugenio e Barbara sono stati chiarissimi, hanno soddisfatto ogni nostro bisogno ed hanno colmato tutti i nostri dubbi, è stata davvero una bella esperienza» racconta Chiara, studentessa di 23 anni, ai microfoni di Informare.

Non solo studenti però si sono interessati all’iniziativa, ma anche fotografi, artisti stessi o architetti, come Martina che ci dice:

«Questo workshop è importante per apprendere soprattutto nozioni organizzative. Essendo un architetto, ho maturato già una visione “spaziale” del lavoro, ma posso sicuramente perfezionarne l’organizzazione grazie a tutta una serie di conoscenze in altri campi, come ad esempio quello strettamente legato all’arte ed in particolare alle mostre. Si riesce a toccare con mano una dimensione che con l’architettura viene spesso tralasciata, ovvero il senso artistico dello spazio».

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Soddisfatta anche Barbara Melcarne, che ha curato l’organizzazione del workshop dopo essere stata proprio “allieva” di Eugenio. Carismatica, solare e soprattutto competente, ha portato sul palco la sua esperienza per mostrare ai partecipanti i veri “ferri del mestiere”, attraverso locandine, foto, manifesti da lei stessa realizzati in occasione delle mostre da lei curate.
Insomma, una vera e propria occasione di arricchimento personale e professionale, che va ad aggiungersi ai numerosi eventi culturali che in Casina Pompeiana si susseguono.+

di Daniela Russo

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