In Campania è delirio dei locali notturni: risalgono i contagi, ma nessun controllo

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 SI ENTRA SENZA MASCHERINA, UNO ADDOSSO ALL’ALTRO, SPESSO SENZA NEMMENO TICKET FISCALE.


Entrano a gruppi di sette, otto. Nessuno ha la mascherina e stanno stretti come sardine, davanti all’ingresso del lounge bar. Fanno una confusione adatta al sabato sera di luglio. Al massimo, hanno ventidue anni, nelle loro camicie bianche aderenti e le delicate gonnelline estive. “Signorina, non dimentichi il ticket”, si sente dire Giada, vent’anni compiuti ieri e capelli appena fatti, dopo essere tornata dal mare. Torna indietro un po’ seccata e poi prende quel “ticket”, convinta che sia uno scontrino per l’ingresso al locale. A metà serata, si accorge che è solo la parte finale di un rotolino di carta per un registratore di cassa. Sopra, a parte la canonica macchia rosa che appare sui rocchetti per gli scontrini, non c’è altro che un inutile numero seriale, senza alcuna indicazione fiscale del locale. Giada, tra ingresso e consumazioni, ha speso oltre trenta euro, ma senza ricevere in cambio lo scontrino. Resta a pensare, pigiata tra altre cinquecento persone che si agitano sudate, mentre parlano quasi bocca a bocca. Luglio 2020 in Campania, l’estate di un contagio pericolosissimo che sembra non essere scemato. Ma nei locali si entra senza controlli, senza mascherine e, soprattutto, ci si trova spesso ad aver speso oltre trenta euro e a tornare a casa senza uno straccio di scontrino fiscale. C’è folla ovunque, soprattutto nel fine settimana, quando si stenta a contenere la massa di migliaia di ragazzi che riempie ogni spazio disponibile, in una promiscuità che spaventa più della risalita dei contagi, dalla fine di giugno. Si entra senza nemmeno un termoscanner che possa controllare la temperatura corporea. Si scherza col fuoco del Coronavirus e lo si fa con una terrificante superficialità che non può essere certamente imputata solo ai giovani, ma quasi esclusivamente ai gestori dei locali che non controllano nulla di nulla, pur consentendo l’accesso a oltre cinquecento persone, come accaduto la scorsa settimana in un grande lounge bar, alle porte di Caserta.
Controlli da parte di chi dovrebbe vigilare? Nessuno, almeno fino ad oggi.
Inutile dire che per altri tipi di manifestazioni, come quelle culturali o per gli spettacoli all’aperto, esiste un corollario di norme sacrosante da rispettare, per evitare che ci si possa contagiare.
Si sa, il virus risale solo se si assiste alla presentazione di un libro, distanziati, con la mascherina e controllati all’ingresso. Quando si balla tutti insieme, sudati e ammassati, non c’è pericolo. Soprattutto, in Campania. Terra di bellezze, storia e menefreghismo fiscale e sanitario.

di Salvatore Minieri

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