L’impegno di una volontaria dell’ENPA

Valeria Ariè volontaria ENPA

Anche gli animali sono parte integrante del mondo, e come tale bisogna prendersene cura, vanno rispettati e amati. C’è chi oltre a prendersi cura dei propri amici a quattro zampe, ha cura anche di chi è stato meno fortunato ed abbandonato a se stesso, è il caso di Valeria Ariè sempre attiva sul territorio ad aiutare i randagi.

Quando è iniziata la tua passione da animalista?
«La mia passione da animalista è iniziata per caso, da un episodio che ha segnato la mia vita. Nove anni fa trovai in strada un cucciolo di rottweiler di appena un mese e mezzo abbandonato, decisi di tenerlo e chiamarlo Shiva. Fino ad allora, sono sempre stata contro agli animali in casa, ma come la vidi scattò dentro di me un senso di protezione e amore, smisi anche di mangiare carne e incominciai a portare cibo ai vari randagi sparsi in giro per il paese e ahimè Mondragone ne è piena».

Cosa ti ha spinto a diventare volontaria dell’ENPA?
«In una domenica di agosto, sotto casa, investirono un cane. Chiamai chiunque, persino i vigili del fuoco, senza ricevere nessuna assistenza. Trovai un numero di telefono di un referente ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), gli unici che riuscirono ad aiutarmi, ed in meno di un’ora arrivò una guardia zoofila che si attivò con chi di dovere a portare il cane in sicurezza dal veterinario. Da lì in poi decisi di far parte di questa famiglia e collaboro anche con l’associazione locale “Amici degli Animali”».

Di cosa vi occupate? Quali sono i rischi e le problematiche in cui v’imbattete più spesso?
«Le emergenze sono tante e non essendoci nessun tipo di aiuto da parte delle istituzioni, possiamo solo tamponare questo enorme problema che affligge le nostre zone, che è quello del randagismo. Dobbiamo anche combattere contro l’ignoranza delle persone, che ritengono opportuno abbandonare il proprio cane laddove non è più “utile”. Qualche volta che accalappiano cani per convenzione, vengono trasportati in canili molto lontani, e questo rende il nostro volontariato impossibile. In realtà dovrebbe funzionare che i cani accalappiati vengono trasportati in canili, che stiano al sicuro e a noi volontari toccherebbe il compito di gestire le adozioni, ma sappiamo bene che non è così, servirebbe un canile nelle nostre zone ed averne libero accesso, in modo da non dover cercare più stalli spesso anche a pagamento».

Una curiosità quanti animali possiedi?
«Attualmente in casa ho due cani, altri in un pezzetto di terra altri in stalli a pagamento che cercano famiglia».

di Emilio Pagliaro