Immigrazione, da una crisi può nascere un’opportunità

informareonline-sanatoria-migranti

L’Italia si è resa conto che non si può continuare ad ignorare le migliaia di persone che vivono nel nostro paese da invisibili.

Per questo con il decreto rilancio Italia emanato nel mese di maggio 2020 si apre una nuova finestra per contrastare il lavoro nero. La Sanatoria, di questo si tratta, è finalizzata all’ottenimento di un permesso di soggiorno per distinte categorie di immigrati, irregolarmente presenti sul territorio italiano.

Gli irregolari che hanno un datore di lavoro pronto ad assumerli o a regolarizzare il rapporto di lavoro già esistente, potranno mettersi in regola con un permesso di lavoro valido sei mesi, le maglie della giustizia, però, non sono così ampie come potrebbe sembrare da una prima lettura. Solamente chi ha un permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato o convertito in altro titolo di soggiorno, potrà richiedere un permesso temporaneo, valido solo nel territorio nazionale, della durata di mesi sei, dalla presentazione dell’istanza.

Sarà possibile fare domanda del permesso temporaneo, a partire da lunedì 1° giugno fino al 15 luglio 2020, termine ultimo, una volta fatti dovuti accertamenti, la domanda si convertirà in permesso di soggiorno per lavoro temporaneo.

Vediamo quali saranno i settori che potranno usufruire della manodopera dei nostri ospiti stranieri.

Agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca, acquacoltura e attività connesse, questo decreto è stato fatto con l’intento di venire incontro a tutti i produttori, che dopo il Covid-19 si sono trovati in piena emergenza, per non aver potuto lavorare durante il lockdown. La natura non si è fermata, ora i campi sono pieni di frutti che necessitano braccia per essere raccolti, stessa cosa per gli allevamenti. I nostri amici stranieri, fino ad ora, erano invisibili a tutti, oggi si sono resi indispensabili, per far andare avanti la nostra economia.

Si è resa necessaria una regolamentazione anche per migliaia di persone che svolgono lavori domestici di sostegno al bisogno familiare, rendendole finalmente riconoscibili, con un documento che li tuteli nei  diritti, anche per l’accesso alla sanità. Si è capito, che se vogliamo avere un sostegno per i nostri cari, più piccini o più anziani, dovremmo poter garantire la salute a chi se ne prenderà cura. La prima domanda che può sorgere è, cosa accadrà alla fine dei 6 mesi trascorsi con il permesso di lavoro provvisorio? Ne parlerò con l’Avvocato Teresa Vanacore, esperta di diritto dell’immigrazione.

Questo decreto, se ben strutturato, potrà porre un limite alla criminalità organizzata, che vive sullo sfruttamento di braccianti, sottopagati e senza nessun diritto alla tutela della salute?

«Questa regolarizzazione offre due canali di emersione del lavoro irregolare per cittadini stranieri. Il primo su iniziativa del datore di lavoro, il secondo su iniziativa del lavoratore. Prima di tutto bisogna chiedersi quali possano essere i vantaggi per i datori di lavoro nel presentare domanda di regolarizzazione su propria iniziativa. Seppure dalla pubblicazione del decreto rilancio sia prevista la sospensione automatica di procedimenti penali ed amministrativi pendenti a carico del datore di lavoro e riguardanti l’impiego irregolare di lavoratori per cui è presentata la domanda, è pur vero che non si sospende il procedimento penale in corso per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi dell’art. 603 bis del codice penale (cosiddetto caporalato) ed in caso di mancato accoglimento della stessa domanda i procedimenti di varia natura  in essere e sospesi riprenderanno il loro corso. Un altro profilo di criticità si può riscontrare nel silenzio normativo riguardante la possibilità o meno di essere sottoposti, in qualità di datori di lavoro richiedenti, ad ulteriori potenziali rilievi ed indagini amministrative e penali. In ultimo, va detto che il contributo da corrispondere allo stato per la regolarizzazione in questa casistica è piuttosto alto, tale da disincentivare almeno su larga scala le richieste di regolarizzazione. Per queste ragioni, ritengo che il secondo canale di emersione (su iniziativa dei lavoratori) offra più possibilità di far emergere dalla morsa della criminalità organizzata cittadini stranieri che, ottenuto un permesso provvisorio per ricerca lavoro potranno accedere ad un contratto di lavoro regolare ed anche denunciare il precedente sfruttamento lavorativo».

Si è parlato molto di Caporalato, specialmente al Sud, secondo lei, un decreto come questo, potrà in qualche modo spezzare la catena di chi reclutava persone indifese, prendendo percentuali dal loro lavoro, senza rispettare alcuna regola di assunzione?  

«In realtà, l’esistenza di una sentenza anche non passata in giudicato per il reato di caporalato, è causa di inammissibilità dell’istanza. Oltretutto, i procedimenti in corso per il medesimo reato non sono soggetti a sospensione. Purtroppo il secondo canale di emersione, basato sull’iniziativa del lavoratore straniero, è fortemente pregiudicato dal possesso di requisiti stringenti, quali ad esempio, un precedente permesso di soggiorno, scaduto dal 31 Ottobre 2019. Anche il Decreto attuativo 27 Maggio 2020 precisa che, requisito per richiedere il permesso temporaneo è la condizione di regolarità del richiedente precedentemente a questa data. Detto questo, penso che questa regolarizzazione, dettata più che altro da opportunità politiche, pur non rappresentando la soluzione al problema del lavoro irregolare straniero in Italia, sia un primo passo verso una politica di apertura maggiore nei confronti di una revisione totale delle normative relative all’ingresso e al soggiorno di cittadini stranieri».

Rientrano nei criteri di questo decreto anche le persone che sono sbarcate sulle nostre coste in ricerca di asilo politico?

«Anche sul punto sia l’articolo 103 del Decreto Rilancio sia il Decreto attuativo non si pronunciano su un’eventuale incompatibilità tra la richiesta di protezione internazionale e la presentazione di un’istanza di regolarizzazione. A mio parere, bisogna considerare che all’interno del nostro sistema normativo non esiste la previsione di un formale atto di rinuncia a un diritto soggettivo quale la richiesta asilo in funzione dell’adesione ad una previsione normativa speciale, ragion per cui ritengo del tutto compatibile entrambe le richieste, pur in presenza di un permesso per attesa asilo. In conclusione, non potendo prevedere quale sarà il primo orientamento delle Questure e Prefetture chiamate all’esame delle domande, sarà facoltà dell’interessato aderire ad una delle due ipotesi».

Se uno straniero si trova in Italia e non ha mai avuto controlli della polizia o ufficio immigrazione, quindi in qualche modo, non risulta censito fino al 8 Marzo, come potrà dimostrare di essere stato registrato in Italia?

«Secondo quanto previsto dal Decreto attuativo, ai fini della presentazione dell’istanza, in assenza di rilievi fotodattiloscopici o di una dichiarazione di presenza, sarà possibile produrre attestazioni costituite da documentazioni di data certa e provenienti da organismi pubblici, potendo dunque rientrare in tale ampia categoria qualsiasi documento comprovante la presenza del richiedente sul territorio nazionale (es. documentazione medica, multe etc.)».

Se la persona da assumere, ha avuto in passato pendenze penali, di cui il suo datore di lavoro non ne è a conoscenza, che conseguenze potrebbe avere?
In questa ipotesi, semplicemente l’istanza non verrà accolta.
Questa Sanatoria, comporterà ulteriori costi per gli imprenditori, già duramente colpiti dalla crisi? I costi che si dovranno sostenere per regolarizzare il lavoro sommerso, potranno essere detraibili dal datore di lavoro?

«No, lo stesso Decreto attuativo ha precisato che i contributi forfettari non sono deducibili dalle imposte sul reddito».

Una volta ottenuto il permesso di lavoro, essendo valido solo per 6 mesi, quale sarà la forma più semplice per pagare il lavoratore? Il Voucher?

«Anzitutto va operata una distinzione tra il permesso di lavoro ottenuto in caso di accoglimento dell’istanza di cui al comma 1 dell’articolo 103 del decreto Rilancio e quello per ricerca lavoro di cui al comma 2 dello stesso articolo. Infatti, sono nel secondo caso il permesso di soggiorno avrà una validità massima di 6 mesi, mentre nella prima ipotesi il richiedente otterrà un permesso per lavoro subordinato con una durata dipendente dalla tipologia di contratto, 1 anno per il determinato e 2 anni per l’indeterminato. Ciò detto, il Voucher è uno strumento utile ed intelligente per il pagamento dei compensi e della previdenza sociale, usufruendo dell’apposito portale INPS per l’acquisto delle ore lavorative necessarie. Tuttavia, non sono attualmente previsti per il settore dell’agricoltura».

Vuole spiegarci i rischi che corre chi denuncia il falso per assumere una persona straniera? Faccio un esempio, dichiarando che un immigrato lavora presso la propria abitazione come collaboratore domestico, se ciò non corrisponde a verità, compie un reato, cosa può comportare? 

«Per quanto riguarda il datore di lavoro, egli si espone a possibili indagini per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reato per il quale è prevista la pena della reclusione fino a tre anni, nonché il pagamento di una multa fino a 15.000 euro per ogni persona favorita».

Tornando al lavoro nei Campi, i Consorzi di Agricoltura sono a favore della regolarizzazione?

«Assolutamente sì, ma di una regolarizzazione che permetta l’afflusso stagionale di manodopera esperta nei campi. Attualmente si lamenta la particolare onerosità in termini di costi e di requisiti di questa sanatoria, chiedendo a fronte del fabbisogno del settore agricolo di circa 200.000 braccianti, la reintroduzione immediata dei voucher nel settore così da poter usufruire in maniera più efficace di tutte le forze lavoro disponibili nel paese regolari o meno».

Lo Stato potrebbe trarne giovamento economico dall’inclusione finanziaria degli immigrati?

«Sicuramente il bilancio di Stato avrà una contribuzione in positivo dall’emersione del lavoro irregolare. Da recenti stime entrerebbe almeno 1 miliardo di euro per lo Stato, ogni anno, considerando che il reddito medio annuale di un lavoratore in Italia è di 20.000 euro lordi l’anno».

Quali sono le modalità per poter presentare le istanze?

«Nel caso di istanza presentata dal datore di lavoro, la stessa andrà inviata allo Sportello Unico Immigrazione della Prefettura competente, accedendo all’apposito portale di Nulla Osta al lavoro tramite credenziali SPID. Nell’ipotesi di cui al comma 2 dell’articolo 103, invece, la richiesta di permesso dovrà essere presentata direttamente presso la Questura competente. Infine, nel caso di cittadini comunitari o comunque già in condizione di regolarità, l’ente competente ad accogliere le istanze è l’INPS».

Sono poche le piattaforme per le offerte di lavoro stagionali, perché?

«I Centri per l’Impiego, uffici pubblici competenti a livello territoriale con funzione di collocamento, sono in realtà competenti ad amministrare la disoccupazione. Ciò vuol dire che non sono in grado attualmente di offrire un tipo di avviamento attivo nell’incontro tra domanda e offerta, avendo dunque favorito la specializzazione di appositi enti privati autorizzati nell’attività di intermediazione e somministrazione lavoro. A tal proposito, è da segnalare che è stato istituito un organismo ad hoc, il Tavolo operativo per la definizione di una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura“, presieduto dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che riunisce tutti gli Enti istituzionali coinvolti a livello nazionale e territoriale, le parti sociali e le principali organizzazioni del Terzo Settore. Il Tavolo, supportato da sei Gruppi di lavoro, si pone come obbiettivo la discussione di diverse tematiche prioritarie, tra cui intermediazione tra domanda e offerta di lavoro e valorizzazione proprio del ruolo dei Centri per l’Impiego».

Dopo questa Sanatoria ci sarà un modus operandi più limpido e facilmente raggiungibile tra domanda ed offerta di lavoro?

«Purtroppo il decreto emergenziale non interviene su questo aspetto, però va anche detto che alcune associazioni nazionali di categoria stanno fornendo piattaforme online in grado di agevolare l’incontro sul mercato del lavoro».

di Manuela Morandi

Print Friendly, PDF & Email