IMAT: una realtà di Pinetamare

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«Offriamo a tanti ragazzi la possibilità di avere un futuro» sono queste le parole con cui inizia l’intervista il capitano Rosario Trapanese, direttore generale e cofondatore dell’IMAT (Italian Maritime Accademy Technologies).

L’accademia, che si trova nel centro di Pinetamare, si occupa principalmente dell’addestramento in campo marittimo. L’idea di creare una struttura del genere è nata agli inizi degli anni novanta: «La mia formazione, il mio addestramento è avvenuto tra Nord Europa e Stati Uniti, dopo aver studiato in Italia per il diploma nautico. La carriera di bordo mi ha portato, per tredici anni, in giro per il mondo. Questo ha fatto sì che la mia mentalità cambiasse: una lunga esperienza che mi ha lasciato professionalità e competenze diventate le parole d’ordine nel mio lavoro. Nel 2006, grazie al gruppo armatoriale CA.FI.MA. di Napoli (Famiglia Cafiero e Mattioli) che ha creduto da subito nel progetto, diventa realtà la mia idea di creare anche in Italia un polo di eccellenza nella formazione marittima».

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Per realizzare gli obiettivi preposti, si puntò da subito alle nuove tecnologie applicate alla formazione, filosofia ancora oggi perseguita.
L’ultimo arrivato in casa IMAT è uno dei più evoluti simulatori di navigazione al mondo. «Una tecnologia all’avanguardia» – ci spiega Trapanese- «che ci permette di essere dieci anni avanti rispetto alla tecnologia utilizzata dai centri di addestramento europei e trent’anni avanti rispetto a quella utilizzata in Italia».

Questo ha permesso all’IMAT di lavorare con ufficiali che provengono da 88 paesi differenti. Ragazzi che hanno il desiderio di formarsi lasciano il loro paese di provenienza come l’Argentina, la Spagna, il Montenegro o la Francia, e vengono qui a Pinetamare, questa è una dimostrazione dell’importanza di questa istituzione.

Perché stabilirsi a Castel Volturno?
«Qui abbiamo trovato gli spazi necessari ad un grande centro di formazione, un territorio con le caratteristiche che hanno consentito di realizzare anche i campi di addestramento esterni alla sede. Grandi edifici come questo dove siamo che nelle altre zone partenopee trovi difficilmente».

Oltre a piscine con caratteristiche particolari, a piattaforme galleggianti per l’addestramento con le scialuppe di salvataggio, IMAT possiede due strutture per i corsi antincendio al chiuso che rispettano al 100% l’ambiente. Sono infatti riusciti a ricreare un sistema che racchiude tutela dell’ambiente, un’immagine di prestigio a livello internazionale e legalità.

«L’immagine di Castel Volturno è in tutto il mondo anche grazie al fatto che noi gestiamo 2000 navi» – continua il direttore- «Abbiamo accordi con le più grandi e prestigiose compagnie di navi da crociera per la formazione dei marittimi e degli ufficiali. La maggior parte dello shipping italiano è stato dislocato su Pinetamare. Ma il mio sogno era che questo territorio diventasse il principale polo per lo shipping a livello nazionale e internazionale».

In cosa si formano i ragazzi che vengono a studiare qui?
«Partiamo dal fatto che l’IMAT è una società privata che svolge un servizio pubblico essenziale, noi da soli assorbiamo circa l’80% del fabbisogno nazionale in questo settore. Se ci fermassimo domattina, dopo un mese il 30% delle navi si fermerebbe, poiché non ci sarebbero ricambi di equipaggi. I nostri addestramenti formano figure che vanno dal mozzo al comandante, ufficiali di macchina compresi».

All’interno della formazione di sicurezza rientrano anche delle parti pratiche che sono: l’antincendio con fuoco vero, la sopravvivenza in mare, e l’addestramento per i mezzi di salvataggio. L’IMAT possiede due piattaforme galleggianti per tali esercitazioni, queste ultime vengono controllate periodicamente per evitare rischi ai ragazzi. La società addestra in un anno circa 25.000 persone che, oltre a formarsi, inevitabilmente portano benessere all’economia di Pinetamare e dintorni.

Ci pare di capire che se l’IMAT lavorasse ancor di più di come fa adesso, porterebbe sicuramente più lavoro e stabilità, purtroppo però, spesso tanti progetti non prendono vita a causa di lunghe trafile burocratiche da dover affrontare.
«Investire nel personale e negli impianti innesca una crescita progressiva dell’azienda, a maggior ragione se parliamo del settore marittimo che probabilmente non si fermerà mai, puntare in alto, è questo l’obiettivo!»

di Clara Gesmundo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°223 – NOVEMBRE 2021

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