Si è tenuto questo pomeriggio l’inaugurazione del murale, realizzato da Jorit per Ilaria Cucchi, sorella di Stefano Cucchi. L’iniziativa rientra nel progetto delle Politiche sociali del Comune di Napoli, in collaborazione con la Cooperativa sociale La Locomotiva e La città dei ragazzi.

Il murales è stato realizzato sulla facciata di un immobile comunale, ubicato nel quartiere Arenella, a pochi chilometri da Piazza Quattro Giornate. C’è chi ha sottolineato un piccolo dettaglio storico in riferimento alla zona in cui oggi si trova dipinto il viso di Ilaria: i suoi occhi parlano di Resistenza, quella che c’è da nove anni dopo il dramma di Stefano. Simil tenacia caratterizzò, forse allo stesso modo seppur con valori diversi, i quattro giorni di insurrezione che conobbe la città di Napoli durante la Seconda Guerra Mondiale. Come afferma l’artista Jorit: «Ilaria è un simbolo di resistenza. La lotta che porta avanti da nove anni è di tutti, non solo di una sorella a cui hanno ucciso un fratello. È una lotta di giustizia.»

«Un’esperienza molto divertente che ci ha fatto sentire dei veri cittadini.» dicono i ragazzi. «L’importante in una società è saper essere collaborativi, prendere in decisioni in comune. Avevamo deciso di voler rappresentare la Giustizia. Ilaria ne è l’icona per eccellenza.»

«Sono qui per Ilaria.» Jorit sembra aver poco da dire. Quando gli si chiede della vicenda in Palestina (l’artista fu arrestato dalla polizia israeliana, accusato di “danneggiamento di un muro”, durante la realizzazione di un murale che ritrae Ahed Tamimi, attivista palestinese di 17 anni, ndr), non si dilunga. «Ci è voluto un po’ per riprendersi» dice soltanto. L’autore sembra voglia essere chiaro e conciso come la sua arte: la sua è pura urgenza comunicativa dove tutti tacciono.

La città, rappresentata all’evento da Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli, e da Roberta Gaeta, Assessore delle Politiche sociali, ha dimostrato la sua vicinanza nei confronti di Ilaria, vittime di minacce sui social (e non solo). Ilaria dedica il murale «a tutti coloro che vengono considerati ultimi» e si rivolge ai ragazzi: «Battetevi affinchè tutto ciò che è considerato sbagliato possa cambiare. Voi siete il nostro futuro.»

 

di Alessia Giocondo

 

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