Ex Aequo”, questo il nome del programma condotto dalla giornalista Martina Giugliano, vecchia conoscenza di Magazine Informare, la quale ci ha ospitato nella sua trasmissione per parlare della Legge “Rognoni-La Torre”. Questo celebre provvedimento diventa legge nell’82, l’anno ha una profonda rilevanza. Nell’82 vengono uccisi, a distanza di pochi mesi, l’on. Pio La Torre e il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, appena insediatosi come prefetto di Palermo. Lo Stato a questi omicidi eccellenti risponderà con la conversione in legge del “Rognoni-La Torre”, un provvedimento che dà una grande arma nelle mani dei giudici: l’articolo 416bis (reato di associazione di tipo mafioso). La legge è studiata a pennello da La Torre, non solo per il 416bis, ma per la novità ideologica di colpire ai beni dei boss, alla loro vita privata, ai loro soldi, monitorando le loro finanze, agendo con il sequestro e confisca dei loro immobili. Una svolta epocale, o forse il termine giusto è inaspettata. Per la prima volta lo Stato fa il suo dovere, e questo sembra strano, non a me, ma agli stessi boss; nei primi sequestri molti degli immobili sono intestati ai boss, sintomo dell’incredulità dei boss a capo dei mandamenti siciliani, oggi questo sarebbe impensabile. Insomma: i boss non si aspettavano che lo Stato cominciasse a fare il suo dovere. Ma infatti lo Stato non li deluderà, mettendo sul tavolo, appena dieci anni dopo, una trattativa con Cosa Nostra (prima con Riina, invano, e poi con Bernardo Provenzano) per la cessazione della strategia stragista “dell’u curtu”, poco tempo dopo verranno anche depistate le indagini sull’attentato che ha ucciso il giudice Paolo Borsellino. I beni confiscati restano ancora oggi un tema di principale importanza, molti sono stato di incuria, spesso le amministrazioni comunali non riescono a sostenere economicamente chi entra in possesso del bene, ancora un altro esempio ci viene fornito da beni confiscati che vengono riutilizzati dalla criminalità come piazze di spaccio: il cane che si morde la coda.

di Antonio Casaccio

Tratto da Informare n° 184 Agosto 2018