Il tempo sospeso

Il tempo sospeso: focus su Luciano D’Alessandro

Redazione Informare 11/01/2023
Updated 2023/01/11 at 9:15 PM
7 Minuti per la lettura

Un lungo intervento di recupero e stampa ha restituito il racconto intimo e delicato del mondo interiore di Luciano D’Alessandro (Napoli, 1933 – Napoli 2016), maestro del fotogiornalismo italiano che fu corrispondente per alcune delle maggiori testate fotogiornalistiche italiane ed estere, celebrato da Achille Bonito Oliva, Domenico Rea, Martin Parr e amico di fotografi del calibro di Henri-Cartier Bresson e Josef Koudelka.Fino al 2 aprile 2023, l’APS Magazzini Fotografici ospiterà nei suoi spazi Il tempo sospeso. Focus su Luciano D’Alessandro, percorso espositivo che punta l’attenzione sul grande autore e sul suo archivio, riportando alla luce una raccolta di fotografie provenienti da un faldone quasi del tutto inedito e molti suoi provini a contatto originali.

Il tempo sospeso: arte e passione il racconto di un grande maestro del fotogiornalismo

L’evento, reso possibile grazie alla collaborazione tra Adele Marini, responsabile dell’Archivio Luciano D’Alessandro, acquisito nel 2016 dallo Studio Bibliografico Marini e Yvonne De Rosa, fondatrice e direttrice artistica di Magazzini Fotografici, porta in allestimento, oltre ad alcune iconiche fotografie dei lavori più noti

(Gli esclusiDentro il lavoroDentro le case), diversi provini a contatto originali, una ricca selezione di immagini provenienti dal faldone da lui denominato “LOVE”, prezioso contenitore dei momenti più intimi della vita di Luciano D’Alessandro in 6264 fotogrammi, e propone in proiezione il documentario dedicato al progetto Gli esclusi.

Durante tutta la durata dell’evento, patrocinato dal Comune di Napoli, saranno inoltre organizzati eventi live e online volti ad analizzare, attraverso i contributi di chi lo ha conosciuto e di chi ha approfondito e studiato il suo lavoro, il complesso universo fotografico dell’autore. Tra gli ospiti previsti: Adele Marini, Luciano Ferrara, Sergio Rivolo, Antonio Biasiucci, Vera Maone, Fabio Donato, Luciano Romano.

Il comune di Napoli in prima linea per la promozione della cultura

L’obiettivo è quello di sondare l’archivio alla ricerca di una diramazione inesplorata, per far luce sui momenti di pausa, le relazioni private, gli affetti degli amici più cari, la lunga relazione con Macha Merril, i bambini, i viaggi del cuore, il tempo sospeso.

Come sottolinea Yvonne De Rosa: «Lo Scopo del Focus è quello di ‘aprire’ l’archivio di un celebrato maestro del fotogiornalismo italiano del Novecento, facendolo diventare un luogo abitato, visitato, condiviso ed amato da nuovi appassionati. Durante tutto il percorso di preparazione progettuale è stato fondamentale lo sforzo di rispettare la raccolta, cercando di estrapolarne un estratto della sua totalità.

Per la stampa non poteva mancare il prezioso supporto di un esperto del settore: Andrea Nisticò. In mostra dunque figurano fotografie inedite, che raccontano parentesi di vita dell’autore ben lontane dalle sue immagini di reportage».

Luciano D’Alessandro: una vita spesa per divulgare l’arte e la sua bellezza

Come spiega la responsabile dell’archivio Adele Marini: «A essere mostrate qui nella sede di Magazzini Fotografici sono le microstorie di D’Alessandro, quelle che accompagnavano le macrostorie on assignment per i giornali o i grandi eventi di rilevanza sociale e politica.

Un lavoro quotidiano di scatto morbido. Luciano col naso a palla da clown, Macha Meril che brandisce una baguette come una spada indossando un elmetto di stagnola o addormentata nuda in un letto, quello che sembrerebbe un tranquillo pranzo domenicale con gli amici tra cui Josef Koudelka, una gita al lago, un ombelico con la scritta tutto intorno ‘arrivederci’.

Il lavoro di ogni giorno che informava sul lavoro del fotografo ufficiale. Le fotografie selezionate per la mostra – solo uno dei possibili percorsi da seguire all’interno di un faldone con oltre seimila fotogrammi – sono la scelta di Yvonne De Rosa e di come la curatrice ha deciso di metterle in comunicazione tra loro».

Luciano D’Alessandro: quando la sua arte incontrò l’editoria

Nel corso della sua carriera lavorerà come fotoreporter per l’Unità, Il Mondo, L’Espresso, L’Occhio, il Mattino. Nel 1961 la prima mostra personale a Napoli, Taccuino di un fotografo, presso la Società Promotrice di Belle Arti Salvator Rosa, presentata da Paolo Ricci.

Proprio nel 1983 si trasferisce a Parigi, dove lavorerà per alcuni anni, fotografando la città e la Francia, pubblicando su riviste e quotidiani francesi. Frequenta la casa di Romeo Martinez dove intrattiene rapporti di amicizia con Henri Cartier-Bresson, Josef Koudelka, André Kertész, Marc Riboud e molti fotografi dell’agenzia Magnum.

Dal 1990 al 2000 l’agonia del fotogiornalismo causata, tra l’altro, dall’immediatezza di altre fonti di informazione e dal calo di tensione verso i temi sociali e civili da parte di un pubblico attento ad altro, spinge D’Alessandro a occuparsi degli archivi, trasferendoli sul computer, alla ricerca di preziosi materiali dell’epoca di cui ha reso testimonianza, per soddisfare le frequenti richieste di case editrici, di collezioni pubbliche e private, di fondazioni, musei e mostre. Dal 2001 inizia la sperimentazione della tecnica digitale nella fotografia a cui dedica tutto il suo impegno professionale, stimolato dalla curiosità per questa novità rivoluzionaria.

Il tempo sospeso: L’amore per la città di Napoli

Nel 2002 su invito del Comune di Napoli installa, nella nuova stazione della metropolitana di piazza Cavour, nove gigantografie in esposizione permanente. Luciano D’Alessandro muore a Napoli il 15 Settembre 2016. Suoi libri e fotografie sono conservati nelle collezioni di fondazioni e musei italiani e stranieri.

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